14 luglio francia presa della bastiglia

[37], Arricchiti da questi travolgenti mandati e con un'immensa popolarità alle spalle tra i parigini, Bailly e La Fayette erano disposto ad accettare la responsabilità di sovrintendere alla gestione della metropoli rivoluzionaria. Poeti come Carducci, Foscolo e Pariniespressero nei loro componimenti forti sentimenti di uguaglianza e libertà. FONTE: La Conoscenza Storica, de Bernardi-Guarracino, In occasione del 14 luglio - il Bastille Day - a Parigi si tengono grandi parate commemorative. La delegazione portò con sé la buona novella dell'apertura al dialogo del re per calmare gli animi dei parigini. L’ondata rivoluzionaria partita dalla Francia aveva coinvolto anche altri Paesi europei, tanto che la Rivoluzione francese è ancora oggi considerata l’emblema della libertà e … Una delle conseguenze della Rivoluzione francese fu la redistribuzione dei terreni e della ricchezza. [18][19] La delegazione includeva Bailly, il marchese de La Fayette, il cardinale Clermont-Tonnerre e l'abate Sieyès. Accettando l'apertura al dialogo del re, i deputati adottarono vari provvedimenti e decisero di inviare una loro delegazione a Parigi, fiduciosi che la vista dei «rappresentanti della nazione» avrebbe avuto un effetto sedativo in città. [17] Tuttavia, il discorso letto dal re, probabilmente, nonostante non appartenesse a Bailly, incarnava gli stessi suggerimenti che Bailly avrebbe voluto dare al re. È stata istituita per commemorare la Festa della Federazione del 1790, giorno dell'unità nazionale, e non per la presa della Bastiglia.In Francia è un giorno non lavorativo. Quando Bailly fu acclamato nuovo sindaco di Parigi e La Fayette nuovo comandante in capo della milizia urbana, ci fu bisogno che anche Pierre-Augustin Hulin approvasse, con la sua immensa popolarità, le nomine appena fatte dagli elettori parigini. E con un'acclamazione, ognuno ripeté: "Sì, sindaco di Parigi". Li supplicò allora, almeno, che riprendessero le torri, ma dichiararono che non avrebbero più combattuto contro i loro concittadini, imponendo poi una capitolazione. E’ il segno che i tempi erano ormai maturi per attuare un radicale cambiamento della società. | Anney_Lier / Shutterstock Presa della Bastiglia, la festa Nazionale francese limitata dal coronavirus: Il giorno della Presa della Bastiglia è diventata una festa nazionale in Francia, quest’anno la tradizionale parata militare sugli Champs-Elysée del 14 luglio però non si farà a causa delle restrizioni sanitarie imposte dal coronavirus. La guarnigione della Bastiglia, su ordine del comandante, aprì il fuoco sulla folla. Il 14 luglio di ogni anno il popolo francese ricorda l’episodio della Presa della Bastiglia con una festa nazionale. Lo sapevi che | Perché si dice “contare le pecore” per addormentarsi. Luigi colse l'occasione della sua visita a Parigi per confermare oralmente il nuovo sindaco Bailly nel suo ufficio, e analogamente il nuovo comandante in capo La Fayette. Animali domestici: cani, gatti e altri pet, App per imparare la matematica e le tabelline. Non potendo resistere, fu allora costretto a permettere agli Invalidi di battete un colloquio, issare una bandiera bianca e vedere se riuscivano a ottenere la promessa che non sarebbero stati massacrati, esigendo dalle guardie francesi gli onori di guerra per lasciare il forte. Le notizie da Parigi raggiungevano Versailles con difficoltà e i deputati non erano ben informati di ciò che stava realmente accadendo. Domenica 12 luglio, la popolazione di Parigi, che da mesi viveva in uno stato di povertà e con la paura che una grave carestia colpisse da un momento all'altro il Paese, venne a conoscenza della destituzione di Necker e organizzò una grande manifestazione di protesta, durante la quale furono portate delle statue raffiguranti i busti di Necker e del Duca d'Orléans. Il marchese si ricompose e, quando ordinò improvvisamente il fuoco eccessivo, la stessa guarnigione lo supplicò di arrendersi, essendo inoltre senza fonte di acqua e solo forniture alimentari limitate all'interno, ma von Flüe si oppose. Luigi XVI, sopraffatto dall'adulazione dei suoi sudditi, non fu in grado di parlare e chiese a Bailly di rivolgersi alla folla in sua vece. Per salutare il suo sovrano, Parigi superò in intensità l'entusiasmo che aveva mostrato durante la visita della delegazione dell'Assemblea. L'arcivescovo di Parigi, ad esempio, propose un Te Deum prima che la delegazione partisse per la Cattedrale. Con l'Assemblea nazionale nel ruolo di osservatore tremulo e impotente, Parigi aveva vinto la sfida e superato la crisi del 14 luglio. I principi- cardine della Rivoluzione Francese. Parigi, dopo aver eliminato il «tirapiedi della corte», Flesselles, ora aveva, per la prima volta nella storia, un sindaco di sua scelta. Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Il 14 luglio di ogni anno il popolo francese ricorda l’episodio della Presa della Bastiglia con una festa nazionale. Poi, a partire dal XVII secolo diventò una prigione di stato che vide rinchiusi al suo interno personaggi famosi come il marchese de Sade e Voltaire. Noto per un'Histoire de l'astronomie, M. Bailly, destinato a finire i suoi giorni su una pacifica poltrona dell'Accademia, si ritrova oggi gettato tra le tempeste della una rivoluzione».[38]. Le guardie trovate morte vennero decapitate e le loro teste furono infilzate su pali appuntiti e portate attraverso tutta la città. Queste sono le stesse che sono state presentate ad Enrico IV. François-Emmanuel Guignard de Saint-Priest, Jacques-François-Xavier de Whyte, Conte de Malleville, Gilbert du Motier, marchese de La Fayette, https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Presa_della_Bastiglia&oldid=116418805, Voci non biografiche con codici di controllo di autorità, licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo, Jacques-François-Xavier de Whyte, Conte de Malleville, nato a, Claude-Auguste Tavernier, nato a Parigi il 29 dicembre, Charles-Joseph-Paulin-Hubert de Carmaux, Conte de Solages (. Egli aveva riconquistato il suo popolo; oggi il popolo ha riconquistato il suo re.». L'Assemblea continuò comunque a seguire tutta la situazione e i deputati attendevano con ansia l'esito degli eventi. [16] Bailly stesso osservò: «Questo discorso non era quello che avevo scritto io; [...] Ma credo che questo vada meglio». La convocazione degli Stati Generali a Versailles il 5 maggio 1789 per cercare di sanare la difficile crisi politica, sociale ed economica in cui versava la Francia, animò nei mesi seguenti il dibattito politico che si estese fino ai salotti e alle piazze della capitale, a tal punto da indurre il re Luigi XVI a schierare i suoi soldati attorno a Versailles, Parigi, Sèvres e Saint-Denis. È difficile riconciliare i commenti, almeno parzialmente illogici, di Bailly sulla presa della Bastiglia soprattutto per come lui stesso si difese dalle accuse a lui rivolte per il massacro al Campo di Marte due anni dopo (di cui, comunque, non fu fautore materiale). La folla scatenata tirò colpi di fucile isolati per circa quattro ore, senza fare alcun danno alle torri. [30] Il 17 luglio, infatti, Luigi XVI, seguendo il consiglio di Bailly, si recò a Parigi all'Hôtel de Ville, dove aveva sede la neo-formatasi Comune di Parigi, e fu ricevuto dal sindaco e da La Fayette. Nella “Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino”, stilata dall’Assemblea Nazionale, gli ideali rivoluzionari vengono riassunti nello slogan: “Libertà, Uguaglianza, Fraternità”. Lo stesso re Luigi XVI sottovalutò le conseguenze e la portata dell’evento. In questa data venne attaccato ed espugnato dai parigini in rivolta. Questo mi aspetto dall'Assemblea Nazionale... e contando sull'amore e sulla fedeltà dei miei sudditi, ho ordinato alle truppe di lasciare Parigi e Versailles.». Anche la Rivoluzione Americana si ispirava agli stessi principi di libertà ed uguaglianza. [20] I deputati furono accolti da un corteo costituito da migliaia di parigini eccitati. La corrente letteraria di questo periodo si chiama “Romanticismo”. La mattina del 13 luglio, quaranta dei cinquanta ingressi che permettevano di entrare a Parigi vennero dati alle fiamme dalla popolazione in rivolta. Inoltre, terminati gli scontri e con la Bastiglia ancora in fumo, soltanto la sera del 14 luglio il re venne a conoscenza dei tumulti e della Presa della Bastiglia da un suo servitore; il re gli chiese: «È una ribellione?» - e il servitore rispose: «No, sire! Fu lo stesso La Fayette, inoltre, a proporre il nome e il simbolo della milizia di cui era stato nominato a capo, che fu rinominata Guardia Nazionale: come simbolo scelse la coccarda tricolore, blu, bianca e rossa. Questa pagina è stata modificata per l'ultima volta il 3 nov 2020 alle 14:33. [13] Bailly ammise che al fianco del «buon popolo di Parigi» c'erano state comunque delle bande di faziosi e facinorosi che avevano voluto portare la rivoluzione al di là di ogni opposizione ragionevole, e che questi erano responsabili di gran parte dei saccheggi e delle illegalità che caratterizzarono quella «giornata terribile e indimenticabile». [8] Fino a pochi giorni prima nella Bastiglia vi era stato rinchiuso anche il marchese Donatien Alphonse François de Sade, che infiammò gli animi dei suoi concittadini descrivendo, con particolari raccapriccianti e fantasiosi, le torture che lì si eseguivano; venne trasferito al manicomio di Saint-Maurice il 4 luglio. Una rivoluzione!». Ne seguì anche un violento scontro, nel quale persero la vita alcune persone, compreso lo stesso de Launay. Visto il presidio circondato, pur avendo la forza per respingere l'attacco[3], tentò di parlamentare con tre rappresentanti del comitato permanente, provenienti direttamente dall'Hôtel de Ville, e alla fine si arrivò all'accordo di far allontanare i cannoni e far visitare la fortezza a quegli stessi rappresentanti, pur di evitare un bagno di sangue. La festa nazionale francese (in francese la fête nationale o, più comunemente, le 14 juillet ossia "il 14 luglio") è la festa nazionale istituzionale della Francia.Si svolge in quella data dal 1880. La Bastiglia fu quindi invasa e conquistata dai ribelli solo perché il governatore, devoto al sovrano, venne abbandonato dalle sue truppe. I reggimenti della Guardia francese formarono un presidio permanente attorno alla capitale, sebbene molti di questi soldati fossero vicini alla causa popolare. Venne inoltre eseguita una riorganizzazione a livello generale mediante diverse sostituzioni: Victor-François de Broglie, Roland-Michel Barrin de La Galissonière, Paul François de Quelen de la Vauguyon, Louis Auguste Le Tonnelier de Breteuil e Joseph Foullon de Doué furono nominati per sostituire Louis Pierre de Chastenet de Puysegur, Armand Marc de Montmorin-Saint-Hérem, César-Guillaume de La Luzerne, François-Emmanuel Guignard de Saint-Priest e Necker. Ogni uomo inquadrato in questo gruppo avrebbe portato, come segno distintivo, una coccarda con i colori della città di Parigi (blu e rosso). Ma era chiaro a tutti che il popolo intendeva proseguire la lotta senza alcuna esitazione. [28] L'annuncio di Bailly e La Fayette fu accolto con grandi applausi, e le loro nomine furono confermate ufficialmente.[28][29]. Ritratto di Napoleone, il generale (quasi) invincibile! Anche se profondamente commossi delle scene di grande acclamazione che seguirono la loro nomina, ad entrambi pareva ingiusto essere eletti con questo metodo così irregolare: volevano essere, in qualche modo, nominati ufficialmente, attraverso una ratifica legale. Dal 1880 il 14 luglio in Francia si celebra la festa nazionale che è legata a doppio filo all’evento probabilmente più famoso della Rivoluzione francese: la presa della Bastiglia In mezzo a questa scena di grande eccitazione, le menti più sobrie riflettevano intanto sui mezzi pratici per porre fine all'anarchia. Nel periodo rivoluzionario si era affermata la nuova cultura dell’Illuminismo, caratterizzata dai principi dell’ egualitarismo, del contrattualismo e del razionalismo. Oggi la Bastiglia non esiste più, sostituita da una delle piazze più famose di Parigi. I rivoltosi ebbero facilmente la meglio sulla sparuta guarnigione a difesa della fortezza, che pure cercò di negoziare, ma l'esercito sottovalutò la cosa e non intervenne. L'avvocato Robespierre, all'epoca anche lui deputato all'Assemblea, disse: «Ho visto la Bastiglia, mi ci ha condotto un reparto di quella valorosa milizia cittadina che l'ha presa [...] Non potevo separarmi da questo luogo la cui vista suscita oggi in tutti i cittadini onesti soltanto soddisfazione e il pensiero della libertà».[14]. Tutto ciò diventa effettivo con la Costituzione del 1791. © 2016 Mondadori Scienza Spa | P.IVA 09440000157 | Capitale Sociale : € 2.600.000 i.v. Il governatore della prigione (figlio di un precedente governatore) era il marchese de Launay. Dopo un quarto e ultimo tentativo di mediazione, senza risultato, sia la guarnigione che gli assedianti aprirono il fuoco, causando quasi cento morti e più di sessanta feriti tra la folla esposta, ma solo un morto e tre feriti tra i difensori che ben protetti sparavano da scappatoie e merli. A Bailly fu chiesto di scrivere il discorso con cui il re ordinava alle truppe di lasciare Parigi. A spasso nel tempo: 24 ore nella reggia di Versailles, alla corte di Francia, Rivoluzione francese: l'evento che cambiò il mondo, Napoleone Bonaparte da soldato a imperatore, Notre Dame, 10 curiosità sulla cattedrale di Parigi. Bailly e La Fayette, desiderando maggiori garanzie, e sfidando il dispiacere di Parigi, guardarono al re per un'ulteriore conferma. [33][34] Poi, con indosso la coccarda rivoluzionaria che Bailly e La Fayette gli avevano dato, il re si congedò dalla città, fedele ma turbolenta, e ritornò a Versailles. Sabato 11 luglio il Ministro delle Finanze Jacques Necker venne destituito dal re, essendosi guadagnato l'inimicizia da parte della corte per aver manifestato in parecchie occasioni delle idee filo-popolari. I prigionieri trovati all'interno della fortezza e rilasciati furono sette: quattro falsari di documenti, due malati mentali e un libertino;[6] dopo la liberazione i quattro falsari fecero perdere le proprie tracce mentre gli altri furono portati in trionfo per la città,[7] ma i due malati mentali, il giorno dopo, furono rinchiusi nell'ospizio di Charenton. Il dissenso dei cittadini aumentò a dismisura e l'Assemblea Nazionale avvertì il re del pericolo che avrebbe corso la Francia se le truppe non fossero state allontanate, ma Luigi XVI rispose che non avrebbe cambiato le sue disposizioni. L’ondata rivoluzionaria partita dalla Francia aveva coinvolto anche altri Paesi europei, tanto che la Rivoluzione francese è ancora oggi considerata l’emblema della libertà e dell’indipendenza popolare. Camille Desmoulins, secondo François-Auguste Mignet, aizzò la folla salendo su un tavolo con la pistola in mano ed esclamando: «Cittadini, non c'è tempo da perdere; la dimissione di Necker è l'avvisaglia di un San Bartolomeo[1] per i patrioti! Flesselles infatti, il prévôt des marchands (prevosto dei mercanti) e capo titolare della città, era stato assassinato il giorno prima dalla folla; il luogotenente generale della polizia, De Crosne, si era dimesso e aveva abbandonato la città. Una voce si fece sentire: "Non prevosto dei mercanti ma sindaco di Parigi". [3] Tuttavia, a differenza di Sombreuil, che aveva ceduto ai rivoltosi e aperto le porte, riconosceva solo gli ordini del re e non aveva alcuna intenzione di fornire alla folla polvere da sparo e cartucce conservati nelle cantine, ne tanto meno di aprire le porte e consentire l'occupazione della Bastiglia da parte della milizia borghese, ribadendo con fermezza che avrebbe aperto il fuoco solo se attaccato. Per ottenere una nomina ufficiale, Bailly e La Fayette comparvero di fronte all'Assemblea Nazionale, che fu così informata della loro nuova posizione, e i due attesero nuovi ordini da parte dei deputati. La miccia era stata innescata e nei mesi successivi la Rivoluzione eruppe in tutta la sua forza, travolgendo la monarchia - anche il re venne ghigliottinato - e portando alla proclamazione della Repubblica (1792). Minacciandolo di morte con la baionetta sul petto visto che, con pietose suppliche, cercava ancora di raggiungere il suo scopo, alcuni degli Invalidi della guarnigione gli si affollarono intorno. I soldati, abbandonati a loro stessi, subirono così l'ira del popolo e in molti quel giorno persero letteralmente la propria testa. Se continui ad utilizzare questo sito noi assumiamo che tu ne sia felice. Devi essere connesso per inviare un commento. All'Hôtel de Ville, l'entusiasmo selvaggio che il giorno prima aveva spazzato Parigi si concentrava ora, positivamente, nei confronti degli uomini dell'Assemblea Nazionale che portavano con loro l'appello del re per il ripristino della pace in città. Nell'estate del 1789, la situazione a Parigi era già rovente: il Terzo Stato (la Borghesia; gli altri due Stati erano la Nobiltà e il Clero), continuava a reclamare un sistema di votazione più equo e maggiore considerazione nella vita politica del regno, ma la convocazione degli Stati Generali da parte del Re non aveva portato alcun cambiamento. La Francia versava ormai da tempo in una situazione critica che investiva sia il settore economico che quello sociale. Durante la crisi, intanto, anche l'Assemblea nazionale costituente svolse un ruolo abbastanza passivo. In seguito a questi disordini e saccheggi, che continuavano ad aumentare, gli elettori della capitale (gli stessi che votarono durante le elezioni degli Stati generali) si riunirono in assemblea elettorale al Municipio di Parigi e decisero di organizzare una milizia cittadina composta da borghesi che garantisse il mantenimento dell'ordine e la difesa dei diritti costituzionali (due giorni dopo, con Gilbert du Motier de La Fayette, venne denominata Guardia Nazionale). Per armare la milizia, si cominciò a saccheggiare i luoghi dove si riteneva fossero custodite le armi. La guarnigione della fortezza era composta da 82 invalidi, soldati veterani non più idonei a servire in combattimento, ai quali il 7 luglio si aggiunsero 32 guardie svizzere comandate dal luogotenente Ludwig von Flüe. Gli uomini del regio esercito, accampati nel vicino Campo di Marte, non intervennero. Uno degli insorti lo decapitò e infilzò la testa su una picca.[5]. Gli elevati costi di mantenimento di una fortezza medievale così imponente, adibita all'epoca a una funzione limitata come quella di carcere, portò alla decisione di chiudere i battenti e probabilmente fu per questo motivo che il 14 luglio gli alloggi della prigione erano praticamente vuoti. I cittadini cominciarono a protestare violentemente contro il governo affinché riducesse il prezzo del pane e dei cereali e saccheggiarono molti luoghi sospettati di essere magazzini per provviste di cibo; uno di questi fu il convento di Saint-Lazare (che fungeva da ospedale, scuola, magazzino e prigione), dal quale vennero prelevati 52 carri di grano. Gli insorti allora puntarono la fortezza della Bastiglia, la prigione reale che, benché semi-deserta, veniva considerata dal popolo come un odioso simbolo dell'oppressione monarchica (oltre che un bel magazzino di polvere da sparo, utile per armare gli insorti!). La mattina di martedì 14 luglio, gli insorti attaccarono l'Hôtel des Invalides con l'obiettivo di procurarsi delle armi impossessandosi così di circa ventottomila fucili[2] e qualche cannone, ma non trovarono la polvere da sparo e pertanto decisero di assaltare la prigione-fortezza della Bastiglia (vista dal popolo come un simbolo del potere monarchico), nella quale erano tenuti in custodia anche sette detenuti. [4] Rifiutò il dialogo e fece sparare sulla terza delegazione municipale venuta a parlamentare. La presa della Bastiglia da parte dei cittadini francesi, avvenuta martedì 14 luglio 1789 a Parigi, fu l'evento storico culminante della Rivoluzione francese in quanto la Bastiglia era il simbolo dell'ancien régime. Dal 1880 in Francia il 14 luglio è festa nazionale: eventi, parate e rievocazioni storiche per celebrare uno dei momenti cruciali della Rivoluzione francese: la presa della Bastiglia. Durante il viaggio, che lo avrebbe portato al Palais-Royal per essere processato, fu assassinato e poi decapitato. L’antico edificio della Bastiglia era la prigione di stato. Fin dal momento in cui il Terzo Stato (formato da borghesi e contadini) si affaccia per rivendicare i propri diritti, trova la ferma opposizione del Re, della Chiesa, dell’aristocrazia e dei monarchici. Aiutatemi in questa circostanza per garantire la salvezza dello Stato. Il popolo era ormai stanco degli sprechi e dei soprusi da parte del regime monarchico. Il Journal des Etats-généraux commentò, relativamente a Bailly: «Osservate come l'uomo è il prodotto della circostanza. Il resto della guarnigione fu fatta prigioniera e condotta al Municipio ma, lungo la strada, in piazza de Grève, Launay fu preso dalla folla e linciato. Conseguenza della Rivoluzione francese. Nel frattempo, però, gli insorti riuscirono a rompere le catene che reggevano il ponte levatoio e si riversarono all'interno della fortezza. [36] Entro il 21 luglio, cinquantacinque dei sessanta distretti avevano ratificato l'elezione di Bailly senza alcuna decisione dissenziente. Al blu e al rosso, i colori della città di Parigi, La Fayette stesso fece aggiungere il bianco, colore della monarchia borbonica: dalla coccarda si originò, in seguito, la bandiera francese. Anche se la causa della libertà aveva trionfato, Mirabeau era preoccupato che l'intervento delle folle armate non avrebbe fatto altro che guidare il cammino della Rivoluzione lungo un percorso distruttivo e di violenza. Questa cerimonia fu seguita dalla processione verso l'Hôtel de Ville dove il re salutò gli elettori di Parigi. L'avvenimento, sebbene di per sé poco importante sul piano pratico, assunse un enorme significato simbolico a tal punto da essere considerato il vero inizio della rivoluzione. Per rimediare a questa mancanza di leadership, La Fayette fu unanimemente acclamato come comandante in capo della neonata milizia cittadina, e Bailly, poco dopo di lui, fu proclamato sindaco di Parigi (maire de Paris), il primo nella storia della città. I prigionieri (pare che fossero sette), furono rilasciati, mentre le guardie ricevettero atroci torture. La Bastiglia venne lentamente smantellata in seguito al 14 luglio 1789 (alcune macerie furono vendute come reliquie), ma la piazza dove sorgeva (Place de la Bastille) è oggi una delle più grandi e famose di Parigi. Lo Duca, "150º anniversario della Rivoluzione dell'89", Pierre Benoit, "Tutti alla Bastiglia", articolo su.

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