amedeo d' acaia

Pietro è il primo di cui si abbia notizia (1349-60). Il figlio naturale di Ludovico, anch'esso di nome Ludovico fu infeudato dal padre del territorio di Racconigi e Migliabruna dando così inizio alla famiglia marchesale dei Savoia-Racconigi [8], File: /home/ah0ejbmyowku/public_html/application/views/user/popup_modal.php Vedova nel 1418, fattasi terziaria domenicana, continuò a reggere lo stato, rifiutando di sposare Filippo Maria Visconti; nel 1426 cedette il governo al figliastro Gian Giacomo, divenuto ... Consolidò e ampliò il proprio dominio, e pubblicò il corpo di leggi Decreta seu statuta, che avrebbe costituito la base della successiva legislazione sabauda. Function: _error_handler, File: /home/ah0ejbmyowku/public_html/application/views/page/index.php L'autonomia di Filippo I di Savoia-Acaia in Piemonte, era stata fortemente limitata dallo zio Amedeo V: col matrimonio orientale egli sperava di ottenere maggiore prestigio. compresa fra l’anfiteatro morenico di Rivoli e una serie di colline situate a oriente (fra cui, la collina di Superga). ● Ricordata dal 981, al principio del 13° sec. I domini di Giacomo, che apparteneva a un ramo collaterale di casa Savoia, erano tenuti in feudo dal ramo comitale e si estendevano ... Figlio (n. 1366 - m. Pinerolo 1418) di Giacomo. Valente comandante ed abile uomo di stato, di grande autorevolezza e dalla politica ardita ed energica, la sua fedeltà alla Francia gli consentì di consolidare la propria posizione e ampliare i propri domini. Ecco una moneta che ha gia stato identificata, come uno forte di Amedeo d'Acaia, ma non posso ritrovare il suo pedigree completo, e, segnatamente, di quale Amedeo si tratta. Line: 24 L. Cibrario, Relazioni dello Stato di Savoia negli anni 1574, 1670, 1743, scritte dagli ambasciadori veneti Molini, Bellegno e Foscarini, Torino 1830, p. 9, nota 1; P.L. Filippo rinunciò formalmente al principato nel 1307; ma, poiché l’indennizzo promesso da Carlo II non fu mai corrisposto, continuò a fregiarsi del titolo di principe d’Acaia, che si tramandò attraverso la dinastia fino alla sua estinzione. Il principale episodio di conflitto interno ebbe come protagonista, nel 1334, la fazione ghibellina di Torino (coordinata dalle famiglie dei Sili e degli Zucca), che ordì ai danni del principe una congiura intesa a consegnare il dominio della città ai marchesi di Monferrato e di Saluzzo. L’accordo facilitò la rapida espansione dei domini sabaudi nella regione: già sul finire del 1313 Filippo e Amedeo ottennero la sottomissione del Comune di Ivrea e dei conti di Valperga; l’anno successivo Filippo si impadronì di Fossano e ottenne, insieme con lo zio, l’omaggio di altri signori del Canavese. La tregua durò poco, ma la pace, a mediazione del conte di Savoia, fu poi definitivamente conchiusa l'8 aprile 1411. Nel 1314 anche Fossano entrò a far parte del territorio dei Savoia-Acaia, divenendone la seconda capitale. Un’analoga trasformazione riguardò, su tutto il territorio dell’appannaggio, i servitia armati: molte comunità rurali e alcuni signori li convertirono in un’imposta diretta annuale (militia). In seguito alle lotte sorte nel 1305 in Piemonte per la successione al trono monferrino dopo la morte di Giovanni I, Tommaso di Savoia-Acaia cercò di estendere i suoi precedenti domini piemontesi, che già prima della nomina a signore di Acaia erano abbastanza considerevoli, siti intorno a Pinerolo. Industrie metalmeccaniche, alimentari, delle materie plastiche. Studi per Giovanni Tabacco, Torino 1985, pp. tardo come titolo distintivo e onorifico]. Benché Filippo potesse contare sull’appoggio della famiglia materna e di parte dell’aristocrazia piemontese, la contesa si risolse, nel 1285, a favore di Amedeo, che detenne da allora il titolo comitale; Guia, come tutrice di Filippo, riconobbe il nuovo conte come luogotenente in Piemonte del figlio, fino al raggiungimento della maggiore età. Figlia (Pinerolo 1390 - Alba 1464) di Amedeo di Savoia-Acaia, sposò nel 1403 il marchese Teodoro II del Monferrato. La crisi apertasi nel 1333 era all’apice quando, il 25 settembre del 1334, Filippo morì a Pinerolo; fu sepolto in quello stesso centro, nella chiesa dei minori. Delle numerose figlie, oltre a quelle già menzionate, tre, Agnese, Beatrice e Giovanna, sposarono signori transalpini (rispettivamente Giovanni II de la Chambre, conte di Laville, Umberto V, signore di Thoire-Villars e Amedeo, signore di Saint-Vallier), Eleonora fu sposa di Manfredo V, marchese di Saluzzo, mentre Elisabetta fu badessa di S. Giacomo di Pinerolo. Nel ... filippo s. m. – 1. Quartogenito (m. Napoli 1331) di Carlo II d'Angiò, fu il 4 febbr. Deciso a instaurare una signoria personale nel Peloponneso, Filippo cercò l’alleanza di Carlo II, re di Sicilia, e di suo figlio Filippo, principe di Taranto, che contendevano al ricostituito Impero bizantino il controllo dei territori già latini, e prestò a essi omaggio per il Principato d’Acaia. Filippo confermò la rinuncia al titolo comitale in cambio di un indennizzo, del dominio sui luoghi da lui strappati agli Angiò e della metà della giurisdizione sui territori di futura conquista in Piemonte. La sedizione fallì e si concluse con la fuga di alcuni congiurati e con l’uccisione di altri. Primo, principale: l’Italia è principe nelle arti... beata Margherita di Savoia marchesa del Monferrato. Varanini, in Reti medievali Rivista, 2014, vol. Alain. nel 2008), capoluogo di provincia e di regione. In passato, con accezione generica (come equivalente del... prìncipe agg. Grazie per il vostro parere. : Archivio di Stato di Torino, Corte, Materie politiche per rapporto all’Interno, Protocolli dei notai della corona, serie rossa, nn. Figlio di Tommaso III signore del Piemonte e di Guya di Borgogna dovette, giovinetto, contendere con lo zio Amedeo V di Savoia per conservare i territorî ereditati dal padre (1282). Tommaso III morì nel maggio del 1282; nel suo testamento aveva nominato Filippo, sotto la tutela di Guia, erede delle sue giurisdizioni in Piemonte. LXXXI-XCVIII; F. Monetti - F. Ressa, La costruzione del castello di Torino, oggi Palazzo Madama, Torino 1982, pp. Sempre nel 1305, all’aprirsi della crisi dinastica provocata dalla morte senza eredi di Giovanni I (ultimo marchese aleramico di Monferrato), Filippo progettò di impadronirsi di parte dei territori monferrini e promosse una lega a cui parteciparono Asti, Chieri e gli Angiò; il nuovo marchese, Teodoro I Paleologo, riuscì peraltro a salvaguardare l’integrità dei suoi domini. Il ramo dei Savoia-Acaia (o Savoia-Acaja) nasce con Filippo (1278 – 1334), figlio di Tommaso III di Savoia, Signore del Piemonte (1250 ca. Sempre negli anni Dieci e Venti Filippo intraprese importanti cantieri castrensi: dal 1314 trasformò la cappella e gli spazi aulici del castello di Pinerolo, adeguandoli alla loro inedita funzione di rappresentanza; tra il 1317 e il 1319 si lavorò al rifacimento del castrum di porta Fibellona a Torino e, nel 1324, si aprì il cantiere del castello di Fossano; altre opere riguardarono i castelli di Moretta, Bricherasio e Miradolo. 3-39; R. Comba, Le villenove del principe. 5-9, 30; W. Haberstumpf, Regesto dei Savoia per l’Oriente. Filippo visse, con la madre, presso la corte comitale fino al 1294, quando compì 18 anni e un arbitrato ridefinì i suoi rapporti con Amedeo V. Filippo, che rinunciava a ogni pretesa sul titolo di conte, avrebbe controllato i territori piemontesi a valle di Rivoli, riconoscendoli in feudo dal ramo comitale. La morte senza figli di Amedeo fece succedere il fratello Ludovico, che cercò di sanare i rapporti con i Monferrato attraverso un'attenta politica matrimoniale, ma continuando la guerra contro i Saluzzo. Alla morte di Filippo, questi volle che gli succedesse il figlio Giacomo, che governò in realtà solo dal 1340. È probabile che il conte Filippo I intendesse, in un primo momento, fare del giovane pronipote il suo successore al titolo comitale, assecondando il principio della primogenitura contro le pretese dei fratelli di Tommaso III: Amedeo (il futuro Amedeo V) e Ludovico. Moyen Âge, CXXVII (2015), 1, pp. Line: 68 Figlio naturale, il 5 marzo 1418 fu riconosciuto signore di Busca e nel 1422 signore di Genola. Nel 1324 Margherita, avuta da Isabelle, sposò il francese Renaud de Forez, signore di Malleval, mentre un’altra figlia, Alasia, andò sposa a Manfredo Del Carretto, marchese di Savona. Dopo la sua morte il conte Amedeo VIII riunì il Piemonte agli altri dominî sabaudi. Antica moneta d’oro (gr. Penso a Amedeo VI, ma non posso ritrovarli sul catalogo. Nacque fra il 1364 e il 1366, probabilmente in Piemonte; fu il secondo dei figli nati da Giacomo, principe di Savoia Acaia, e dalla sua terza moglie, Margherita di Beaujeu. Gli atti dei vari accordi matrimoniali furono registrati in un prestigioso registro tematico, utile a sottolineare la funzione a cui il neonato lignaggio principesco ambiva nello scenario politico regionale. Figlio (Chambéry 1383 - Ginevra 1451) di Amedeo VII, ... Comune del Piemonte (130,2 km2 con 908.263 ab. Nel febbraio successivo si insediò in Piemonte, individuando da subito Pinerolo come luogo di residenza privilegiato. 121-141; A. Barbero - G.S. – Nacque verso il 1276, probabilmente in Piemonte; era il primogenito di Tommaso III di Savoia e di Guia, figlia di Ugo III di Châlon, conte di Borgogna. Figlio (Chambéry 1334 - Santo Stefano, presso Castropignano, Campobasso, 1383) ... Filippo d'Angiò principe di Taranto e di Romania. Suo figlio Giovanni I affrescò per Ludovico d'Acacia le finestre del castello di Torino (1360 e 1403). LUDOVICO di Savoia, principe di Acaia, signore del Piemonte. Nel decennio successivo il principe si espanse a spese dei Monferrato nel basso Canavese, ottenendo la fedeltà dei conti di Biandrate e (nel 1326) un’effimera sottomissione del Comune di Chivasso. e s. m. [dal lat. Filippo dovette cedere il titolo nel 1307, ottenendo da Carlo II d'Angiò il contado di Alba. s.le m. Erogazione di denaro corrisposta dallo Stato ai cittadini che si trovano in difficoltà economica a causa delle misure di isolamento imposte per fronteggiare una grave epidemia o pandemia. Function: _error_handler, File: /home/ah0ejbmyowku/public_html/application/views/user/popup_harry_book.php Nel 1360 Giacomo venne dichiarato traditore e fatto prigioniero e riuscì a ottenere la libertà solo pagando un ingente riscatto. Il feudo ebbe come capitale Pinerolo. Il 7 maggio 1402, morto il fratello principe Amedeo senza discendenza maschile, gli succedeva nel governo del Piemonte. 208-228. Dichiarando guerra ai Paleologi, Giacomo occupò Ivrea, scatenando le ire di Amedeo VI, che assediò Fossano nel 1359. – 1. a. Volse le sue cure ad acquetar le discordie col marchese Teodoro II del Monferrato, convenendo di prolungare la tregua, allora vigente, per altri dieci anni, con un accordo suggellato dalle nozze della nipote Margherita, detta poi la Beata, col marchese stesso. Sorge alla confluenza della Dora Riparia con il Po, in un’area alluvionale (239 m s.l.m.) Prima parte: i Savoia principi d’Acaia (1295-sec. Più tesi furono i rapporti tra Filippo e i Comuni a vocazione urbana; fino al secondo decennio del Trecento gli episodi più numerosi di contrapposizione al principe riguardarono il Comune di Pinerolo. ^ Detto "Di Morea". ... Jaquèrio ‹ia-›. Datta, Storia dei principi di Savoia del ramo d’Acaia, signori del Piemonte, dal MCCXCIV al MCCCCXVIII, I, Torino 1832, pp. 1294 investito del principato di Taranto. 214-259; W. Haberstumpf, Dinasti latini in Grecia e nell’Egeo (secoli XII-XVII), Torino 2003, pp. segnóre) signore m. [lat. org/resci/individui/filippo-di-savoia-principe-dacaia/ (12 febbraio 2018). «che prende il primo posto»]. 14º-16º). Pene Vidari, Torino sabauda. nel 2008). Filippo ebbe un altro figlio maschio: il postumo Aimone, signore di Villafranca. Prima dell'assunzione al potere era stato valido aiuto al fratello in importanti missioni diplomatiche; fondò nel 1404 l'università di Torino. Philippēus e anche Philippus), del valore di 20 dramme, coniata dapprima da Filippo II di Macedonia; usata poi come moneta circolante in tutto il mondo ellenistico e romano, il suo nome finì... loc. Dizionario Biografico degli Italiani - Volume 91 (2018), Altri risultati per SAVOIA ACAIA, Filippo di. Enciclopedia Italiana (1934), Altri risultati per LUDOVICO di Savoia, principe di Acaia, signore del Piemonte, Dizionario Biografico degli Italiani - Volume 91 (2018). Era ormai in contrasto anche con Amedeo V, il quale reclamava, con l’appoggio di Enrico VII, i territori da lui sottratti al dominio angioino; i loro rapporti peggiorarono ulteriormente quando, nel 1312, Filippo, rimasto vedovo, sposò Caterina di Vienne, sorella del delfino Giovanni II, con cui Amedeo era in guerra. Function: _error_handler, File: /home/ah0ejbmyowku/public_html/application/views/page/index.php 15-116; F. Gabotto, Storia del Piemonte nella prima metà del secolo XIV (1292-1349), Torino 1894, pp. Filippo occupò il primo decennio del Trecento in tentativi, sempre frustrati, di costruire una sfera di egemonia più ampia e non del tutto sottoposta al dominio feudale del ramo comitale. La cittadina è situata a 320 m s.l.m., sulla destra della Maira. Negli anni Dieci e Venti del Trecento la relativa stabilità politica gli permise di proseguire con maggiore intensità il riassetto istituzionale dei territori controllati, intrapreso da Amedeo V alla fine del secolo precedente. Vita e attività. SAVOIA ACAIA, Filippo di. Il principe fornì all’imperatore un contingente di armati e fu nominato vicario imperiale nelle città di Vercelli, Novara e Pavia. Organizzò, infatti, un suo matrimonio – mai celebrato – con una figlia del conte Alberto I di Asburgo e, dopo la morte di Tommaso III, lo adottò come figlio. princeps -cĭpis «primo, il più grande, il più importante», comp. Partecipò egli ancora ad altre imprese di guerra, come p. es. Assai tesa, invece, rimase la politica con gli altri principati piemontesi, in particolare con Manfredo IV di Saluzzo, con Giovanni II del Monferrato e con Amedeo VI di Savoia. L’emergenza militare e la conseguente impennata delle spese di guerra avevano, nel frattempo, causato un peggioramento della situazione finanziaria del principato; sin dall’inizio degli anni Trenta Filippo richiese ad alcuni ufficiali la concessione di prestiti in concomitanza con l’accesso alle rispettive cariche. Il consolidamento politico e finanziario del principato subì un arresto all’inizio degli anni Trenta, con l’aprirsi di una nuova fase di crisi militare ed economica. Successo (1402) al fratello Amedeo, concluse la pace con Teodoro II Paleologo di Monferrato (1411); lottò contro il marchese di Saluzzo, alleato di Amedeo VIII di Savoia, fratello di sua moglie Bona, al quale, morendo egli senza figli legittimi, andarono ... signóre (ant. - Casata di pittori torinesi (secc. La morte di Ludovico nel 1418 significò la fine della dinastia. La morte di Enrico VII favorì la pacificazione tra Filippo e Amedeo, che precisarono i rispettivi ambiti di potere con un accordo stipulato nell’ottobre del 1313. : P. Datta, Storia dei principi di Savoia del ramo di Acaia signori del Piemonte dal MCCXCIV al MCCCCXVIII, Torino 1832; L. Cibrario, L'ultimo principe d'Acaia e l'università di Torino, in Operette e frammenti storici, Firenze 1856, p. 188 segg. Φιλίππειος, lat. 129-598; Parlamento sabaudo. Entro la fine del 1300 si trovava a Roma per le celebrazioni del giubileo; lì sposò, nel febbraio del 1301, Isabelle, figlia di Guillaume de Villehardouin, che gli portò in dote il titolo di principe d’Acaia, già detenuto dal padre, ma ormai scollegato da un effettivo controllo sul principato greco. Function: require_once, Message: Undefined variable: user_membership, File: /home/ah0ejbmyowku/public_html/application/views/user/popup_modal.php Sposò in prime nozze Ithamar Ducas Comneno, figlia di Niceforo despota di Romania, e trasse da ciò la pretesa a questo principato. si diede propri statuti; nel 1238 accettò la protezione di Federico ... Piètro II conte di Savoia detto il Piccolo Carlomagno. ^ Vescovo di Torino. 23-45; M. Gravela, Processo politico e lotta di fazione a Torino nel secolo XIV: la congiura del 1334 contro Filippo d’Acaia, in Bollettino storico-bibliografico subalpino, CVIII (2010), 2, pp. XV), in Bollettino storico-bibliografico subalpino, XCV (1997), 1, pp. Il 7 maggio 1402, morto il fratello principe Amedeo senza discendenza maschile, gli succedeva nel governo del Piemonte. ^ Figlio naturale ^ Estinzione del ramo di Acaia, Amedeo VIII Duca di Savoia ingloba i territori dell'Acaia piemontese. Al contrario delle sue aspettative, però, egli riuscì soltanto a sottomettere Corinto e Patrasso. Function: view, La fine: Amedeo e Ludovico di Savoia-Acaia, Detto "Di Morea". Al ritorno in Piemonte Filippo si insediò ad Asti come capitano d’armi: carica attribuitagli per tre anni (dal 1305) dalla fazione guelfa dei Solaro, che grazie al suo aiuto aveva ottenuto un’egemonia sul Comune. La nascita di un figlio naturale, Ludovico, Signore di Racconigi, darà vita al ramo collaterale Savoia-Racconigi. Filippo, che ebbe il supporto dapprima del Comune di Chieri e quindi (dal 1334) anche del conte Aimone, dedicò gli ultimi due anni di vita al contenimento dell’espansione della lega antisabauda (fu importante, in tal senso, la vittoria da lui riportata nella battaglia di Tegerone, nel settembre del 1333) e alla repressione della dissidenza interna. - Nacque il 7 ottobre 1366 da Giacomo e dalla sua terza moglie Margherita di Beaujeu. Nel Duecento la ramificazione della dinastia sabauda e l’incertezza dei criteri per la successione avevano favorito l’individuazione di vasti appannaggi, assegnati a membri della famiglia privi del titolo comitale; tale era stato il caso di Tommaso III, nipote del conte Filippo I, che alla nascita di Filippo esercitava una giurisdizione allodiale sui domini sabaudi in Piemonte a est della valle di Susa. - 1282) e di Guya di Borgogna, che assume il titolo di Principe di Acaia quando sposa Isabella di Villehardouin (1263 – 1312), nel 1301, figlia di Guglielmo II di Villehardouin, Principe di Acaia, e termina con il decesso di Ludovico di Savoia-Acaia, nel 1418, privo di eredi legittimi. Negli stessi anni Venti Filippo cercò di costruire intorno a sé una trama di alleanze matrimoniali. contro i marchesi di Ceva che cercavano di sottrarsi all'obbligo dell'omaggio; ma l'opera sua fu anche notevole in pace. Unendosi in matrimonio con Sibilla del Balzo, figlia di un generale di Carlo II d'Angiò, Giacomo consolidava i difficili rapporti con i francesi. Non cessò per questo ogni guerra in Piemonte: vecchi dissidî col marchese di Saluzzo, sempre rifiutantesi, sostenuto dalla Francia, a prestare omaggio a Savoia per i feudi suoi che ne dipendevano, riarsero al tempo del principe L. (il quale, alleato del conte Amedeo VIII, partecipò personalmente alla guerra), e cessarono solo il 22 giugno 1413. di Paolo Buffo - Figlio di Giacomo di Savoia-Acaia e di Margherita di Beaujeu, egli fu dichiarato erede primogenito dal padre il 16 maggio 1366, essendo stato da questi diseredato il fratellastro primogenito effettivo Filippo II di Savoia-Acaia, su imposizione di Amedeo VI di Savoia (detto Il Conte Verde), che aveva sconfitto e preso prigioniero Giacomo stesso. Line: 479 Line: 192 di senex «vecchio»), già usato nel lat. Il dominio dell’appannaggio sarebbe spettato al suo primogenito Giacomo, figlio di Caterina di Vienne, allora minorenne; prima del raggiungimento della maggiore età, il principato sarebbe stato governato, in sua vece, dalla madre e da un Consiglio di reggenza, composto da rappresentanti dei Comuni e dell’entourage vassallatico principesco. Line: 107 Rimasto in buoni rapporti con Amedeo VII di Savoia e con Amedeo VIII di Savoia, Amedeo si scontrò con Tommaso III di Saluzzo, facendolo prigioniero, e sottrasse Mondovì a Teodoro II del Monferrato nel 1396.

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