citazioni teatro shakespeare

[51] Nella galleria in alto[52] appaiono i SENATORI e i TRIBUNI tra i quali MARCO ANDRONICO; in basso entrano, da una parte SATURNINO con i suoi sostenitori, dall'altra BASSIANO con i suoi, tutti con tamburi e trombe. (Molto rumore per nulla), Se non ricordi che Amore t’abbia mai fatto commettere la più piccola follia, allora non hai amato. Rodrigo. (, Oh, mia diletta, questo lungo bacio, lungo come l'esilio, un bacio dolce come la mia vendetta! Il tuo avere, calcolato al massimo, non assomma a cento marchi, e però la legge ti condanna a morire. [40] L'inimicizia e la discordia insorte ultimamente dall'astioso oltraggio fatto dal vostro Duca a dei mercanti, nostri probi ed onesti cittadini che, privi del denaro pel riscatto, han suggellato con il loro sangue il rigore dei suoi ordinamenti, escludono ogni moto di pietà per te dai nostri minacciosi sguardi. "Albania", "Cornovaglia": si usava chiamare i re e i nobili titolati col nome del dominio di cui erano titolari. finito è lo spettacolo e l'incanto. Le parole e le frasi di Shakespeare sono rimaste immortali nel corso dei secoli. (da, I Sonetti di Shakespeare sono più che non mera poesia: sono un romanzo, perché Shakespeare non intrattiene con se stesso un rapporto fintamente umano – come la maggior parte dei poeti autentici – ma un rapporto consapevolmente e squisitamente e ferramente sociale. (Come vi piace), Parlare in favore della verginità significa accusare vostra madre. [William Shakespeare, Re Lear, traduzione originale di Goffredo Raponi], Londra. Guarda – magia della munificenza! La pazzia, signore, se ne va a spasso per il mondo come il sole, e non c’è luogo in cui non risplenda. (Romeo e Giulietta), La brevità è l’anima del senno, e il parlar troppo un fronzolo esteriore. Britannia. (, La tua virtù mi rassicura: non è mai notte quando vedo il tuo volto; perciò ora a me non sembra che sia notte, né che il bosco sia spopolato e solitario, perché tu per me sei il mondo intero; chi potrà dunque dire che io sono sola se il mondo è qui a guardarmi? Perciò, miei prodi vincitori – giacché tali voi siete, che guerreggiando contro i vostri istinti stessi e contro l'innumerevole armata dei mondani desideri – il nostro recente editto resterà fermamente in vigore. Il Contromastro Signor! Conte di Artois: Tre suoi figli che, uno dopo l’altro, sedettero sul trono regale del padre. Il Quartiermastro. Entrano re Riccardo, Giovanni di Gaunt con altri nobili e persone del seguito. Terza strega. 1a Strega. "Accademia" era il nome del giardino di Atene dove Platone teneva scuola. (, Non ho forse al mio tempo sentito ruggire i leoni? 2ª strega – Ci chiama Ranocchio. Coloro che danno il loro denaro sperando vedere rappresentati fatti storici e degni di fede avranno modo di scorger qui la verità. (, L'onore è solo uno stemma usato ai funerali. Frasi sul teatro: citazioni e aforismi sul teatro dall'archivio di Frasi Celebri .it 1ª strega -E il luogo? Slender: E giudice di pace nella contea di Gloucester e Coram. (, Ah sir Giovanni, sir Giovanni, conosco assai bene il modo che avete di distorcere la verità e di tramutarla in menzogna. Pittore: Si logora quanto più cresce. l'estremo addio all'aurora lacrimosa, Duca: Escalo. Escalo: Mio signore. Prima strega. (, Le più feroci non hanno un cuore come il tuo. Sono nato bastardo, allevato bastardo, bastardo di testa, bastardo nel valore, illegittimo da ogni punto di vista. (, Da stracci sbrindellati fan capolino i vizi capitali: ricchi mantelli e toghe impellicciate nascondono tutto. Colui che non può contare su alcuna musica dentro di sé, e non si lascia intenerire dall'armonia concorde di suoni dolcemente modulati, è pronto al tradimento, agli inganni e alla rapina: i moti dell'animo suo sono oscuri come la notte, e i suoi affetti tenebrosi come l'Erebo. Prima strega. L'inimicizia e la discordia di recente provocate dall'astiosa offesa del vostro duca ad alcuni mercanti, nostri onesti concittadini, che mancando di denaro per riscattar le loro vite hanno suggellato col sangue i suoi spietati editti, esclude ogni compassione dai nostri minacciosi sguardi. Polvere è terra; e con la terra che si fa? (, Quest'uomo orgoglioso ci ridurrà da principi a paggi. [William Shakespeare, Tutto è bene quel che finisce bene, traduzione originale di Goffredo Raponi], Rossillion. Bassiano (ai suoi seguaci): Romani, amici, seguaci, difensori del mio diritto, se mai Bassiano, figlio di Cesare, fu gradito agli occhi della regale Roma, consentite allora ch'io ascenda al Campidoglio e impedite che al trono imperiale, a virtù consacrato e a giustizia, temperanza e nobiltà, s'accosti il disonore: lasciate invece che in limpida elezione rifulga il merito e combattete, o Romani, per una libera scelta. Signori, addio, batteteci le mani, (Esce uno del seguito) Che immagine pensate di noi sarà capace di dare egli al popolo? La nostra via (, Quando, ad esempio, sento le espressioni ammirate che per secoli sono state dedicate a Shakespeare da grandi uomini, non posso sottrarmi al sospetto che quelle lodi siano state solo convenzionali. (William Shakespeare), Chi si accorcia di vent’anni la vita, accorcia di altrettanto la paura della morte. (Sogno di una notte di mezza estate), Chi si accorcia di vent’anni la vita, accorcia di altrettanto la paura della morte. Entrano in alto i tribuni e i senatori; poi Saturnino col suo seguito da una porta, Bassiano col suo seguito dall'altra, tamburi e trombe. Proprio tu, Iago, che ti sei servito del mio denaro come di roba tua, eri al corrente di tutto e me l'hai taciuto. E ogni angoscia che ora par mortale, di fronte al perder te, non parrà eguale. Re – Quella fama che tutti in vita inseguono noi faremo che viva imperitura, impressa con caratteri di bronzo sul marmo delle nostre sepolture ad elargirci ancor grazia di vita nell'immane disgrazia della morte; ché, a dispetto del Tempo, cormorano divorator di tutto,[30] l'opra che ci apprestiamo ad affrontare in questo scorcio della nostra vita[31] potrà farci acquistare quella fama che, smussandone[32] l'affilata falce, ci renda eredi dell'eternità. Mentre, con purpureo volto, il sole dava (William Shakespeare), Noi siamo per gli dei quel che sono le mosche per un ragazzo capriccioso: ci uccidono per divertirsi. Tu sei una gentildonna; se tutta l'eleganza consistesse nell'andar caldi, la natura non avrebbe bisogno di codesti tuoi abiti sontuosi, che non ti tengon caldo. (, Parole, parole, solo parole, non c'è sostanza che venga dal cuore. (, Voi potete spogliarmi dei miei titoli, della mia maestà, delle mie glorie: delle mie pene, no, perché di queste ancora e sempre sarò io il re. [William Shakespeare, I due gentiluomini di Verona, traduzione di Corrado Pavolini, Newton, 1990], Verona, una strada (, Una Ero è morta disonorata, ma io vivo. E’ un mostro dagli occhi verdi che dileggia la carne di cui si nutre. Avete pronunziato i vostri giuramenti; ed ora sottoscriveteli con i vostri nomi, di modo che sia la stessa mano a colpire l'onor suo se qualcuno di voi dovesse violare anche la minima clausola qui contenuta. Guarda, i cieli si aprono, gli dei volgono gli occhi in basso e ridono di questa scena innaturale. Della natura della nostra gente, delle nostre civili istituzioni, delle nostre normali procedure nel dire e amministrare la giustizia, voi conoscete, in teoria e in pratica, quanto chiunque altro, a nostra mente, n'abbia tratto ricchezza di pensiero. (William Shakespeare), Ah! Alberi e una panchina.Si avvicinano il giudice Shallow, Slender e il reverendo Ugo Evans, parlando vivacemente. Fragor di tempesta con lampi e tuoni. L’amore non teme ostacoli di pietra. (William Shakespeare), Non è nelle stesse che è conservato il nostro destino, ma in noi stessi. (Romeo e Giulietta), Potrei essere rinchiuso in un guscio di noce e tuttavia ritenermi Re di uno spazio infinito, se non fosse che faccio brutti sogni. (William Shakespeare), Quegli amici che hai e la cui amicizia hai messo alla prova, aggrappali alla tua anima con uncini d’acciaio. Londra. Bertram: Ed io nell'andarmene, signora, piango nuovamente la morte di mio padre. Sono io il primo figlio di chi per ultimo cinse la corona imperiale di Roma, e quindi fate che gli onori di mio padre vivano in me e che questa indignità non deturpi i miei anni. (Esce uno del seguito.) ** Le frasi più belle e famose di William Shakespeare. (, Ciò che Shakespeare non poté essere praticamente, ovvero il mimo di tutti i suoi ruoli, può esserlo con la massima precisione il compositore giacché egli ci parla direttamente attraverso ogni musicista che ne esegue l'opera. [William Shakespeare, Il racconto d'inverno, traduzione di Eugenio Montale, Newton, 1990], Sicilia, il palazzo di LeonteEntrano ARCHIDAMO e CAMILLO William Shakespeare nacque nell'aprile del 1564 (fu battezzato il 26, ma per tradizione la nascita si celebra il 23, giorno di San Giorgio patrono della nazione) a Stratford-upon-Avon, grosso centro del Warwickshire, a nord-ovest di Londra. Il maestro. Secondo alcuni storici, lo stesso Riccardo Cuor-di-leone, partendo per la crociata in Terrasanta (v. più sotto la nota 27) aveva esplicitamente istituito suo erede il giovane Arturo. (, Ascoltate, scellerati: triturerò in polvere le vostre ossa e usando il vostro sangue, farò una pasta, e con la pasta una sfoglia e con le vosre teste maledette due torte. A'marinaj ragionar vuolsi aperto. [William Shakespeare, Misura per misura, traduzione di Mario Praz, Newton, 1990], Il palazzo del DucaEntrano il DUCA, ESCALO, nobili e seguito — Tu dunque, o Jago, Le sue gesta superano qualunque parola. Che di ciò consapevole tu fossi, (Romeo e Giulietta), Con le ali dell’amore ho volato oltre le mura, perché non si possono mettere limiti all’amore e ciò che amor vuole amore osa. Duca: Esporvi la natura del governo, sembrerebbe da parte mia un'ostentazione di parole e di frasi, dal momento che sono in grado di sapere che la vostra scienza oltrepassa in ciò quanto la mia forza può giungere a consigliarvi; sicché altro non manca che questa alla vostra idoneità, come il vostro credito è confacente, e lasciarle collaborare. Escalo – Mio signore? [William Shakespeare, Enrico IV, traduzione di Maria Antonietta Andreoni D'Ovidio, Newton, 1990], Entrano re Enrico, lord John di Lancaster e il conte di Westmoreland, con altri [lord] Se ci avvelenate, non moriamo? Il giardino del palazzo di Cimbelino.Entrano due gentiluomini. dubita che la verità sia mentitrice: (Gli consegna il mandato) Fate venire innanzi a noi Angelo. Padòc ne appella! (, Non vi è corazza più forte di un cuore incontaminato! Re Giovanni – Allora, Chatillon, dite, che vuole Francia[6] da noi? II gentiluomo: Ma per qual ragione? Jago. (William Shakespeare), L’amore guarda non con gli occhi ma con l’anima. Piangere sopra un male passato è il mezzo più sicuro per attirarsi nuovi mali. 2ª strega – Alla brughiera. Nostromo: Son qui, capitano. (, Chi muore senza portar nella tomba una pedata, dono di un amico? dell’amore di un ragazzo, (, Io non ho strada, e perciò non ho bisogno di occhi; quando vedevo ho inciampato. Avrei una cosa da dirti, ma lasciamo andare: v'è il sole in cielo e il giorno nel suo splendore, accompagnato dal piaceri del mondo, è troppo gioioso e pieno di spassi per darmi ascolto: se la campana di mezzanotte con lingua di ferro e bocca di bronzo sonasse all'orecchio intorpidito della tenebra notturna, se questo luogo dove siamo fosse un cimitero e ti fossero stati fatti mille torti, o se il triste spirito della malinconia avesse ridotto e reso spesso il tuo sangue, che altrimenti corre frizzando su e giù per le vene, e insedia quello sciocco che è il riso negli occhi degli uomini e ne gonfia le guance in vana allegria, passione che cozza coi miei propositi, o se tu potessi vedermi senza occhi, udirmi senza orecchi e rispondermi senza la lingua, usando la mente soltanto, senza occhi, orecchi e nocivo suon di parole; ebbene, allora a dispetto del giorno che vigila con gli occhi spalancati, ti riverserei i miei pensieri nel petto. (, Qualcuno ci sorveglia mentre scriviamo. Escalo: Mio signore? Una sala nel palazzo del Duca.Entrano il Duca, Egeone, il carceriere, ufficiali e persone del seguito. | I miei pensieri, solo virtuali omicidi, | scuotono la mia natura di uomo; | funzione e immaginazione si mescolano; | e nulla è, se non ciò che non è. (, Io fuggirò da te, mi nasconderò nella selva e ti lascerò in balia delle bestie feroci. Vi han forse scelti fra le moltitudini proprio per ammazzare l'innocente? E ciò perché, dopo il verificarsi di mortali intestini tafferugli tra i sediziosi tuoi compatrioti e noi, è stato sia da voi Siracusani, che da noi stessi, in solenni assemblee, deciso di vietare ogni commercio tra le nemiche nostre due città. Northampton. (William Shakespeare), Se uno passasse un anno intero in vacanza, divertirsi sarebbe stressante come lavorare. Prologo – La scena è a Troia. Ma là dove esiste un male maggiore, il minore non si sente. Tra tutti gli autori di teatro, Shakespeare è senz’altro quello che ci ha regalato il maggior numero di citazioni. E perché con la creta in che è ridotto non possiamo turare un barilotto? Perciò, miei valorosi vincitori – ché tali siete, per aver lottato e trionfato sopra i vostri istinti e sulla variegata moltitudine dei mondani appetiti – sempre valido resta perciò il recente nostro editto: la Navarra sarà la meraviglia del mondo e questa corte sarà una minuscola Accademia[33] di sereno e contemplativo studio sopra l'arte del vivere. (, Abbiamo sentito le campane di mezzanotte. Come già fatto! "Così rilassati erano i costumi tra la nobiltà, insieme coi principii d'onore e di delicatezza, che Enrico duca di Hereford, primo conte di Derby e figlio del Duca di Lancaster, non arrossì di accusare il duca di Norfolk di avergli in privato tenuto discorsi ingiuriosi contro il monarca. Infuriate! Il suo teatro mette in scena lo spettacolo della vita e scava nel cuore dell’uomo per indagarne tutte le passioni, dalle più vitali alle più oscure. Quello la sua malattia se l'è portata addosso dalla Francia, e la vuol rinfrescare qui da noi. Lenza – A me straccione? Più asconderlo non puoi. (, Qualunque cosa dica, so che Shakespeare l'ha già detta. [William Shakespeare, Troilo e Cressida, traduzione originale di Goffredo Raponi], Rossillion. Rodrigo. Adone dalle rosee guance si affrettava alla caccia. rimedieremo alla nostra insipienza. [William Shakespeare, Tito Andronico, traduzione originale di Goffredo Raponi], Entra il Prologo armato Gl'infimi mendicanti nella loro miseria hanno qualcosa di superfluo. Della mia borsa a senno tuo. Presto! Ad un ritrovo? Com’è amaro guardare la felicità attraverso gli occhi di un altro! [24] Questo contratto non ti accorda neanche una goccia di sangue. (atto I, scena I, p. 83, Utet, 1923), Il dolore allorché è profondo e vero è un peso che non si sgrava mai dal cuore. E poi dicevi Il diavolo sa ben citare la Sacra Scrittura per i suoi scopi. Gaunt – Per quanto potei stringerlo da presso sull'argomento, ho potuto discernere in lui il timore di qualche pericolo alla persona dell'Altezza vostra, e nessun vecchio ed astioso rancore. Se ottengo ciò che cerco vinco un gaudio | più breve di una schiuma, un soffio, un sogno. [William Shakespeare, Molto rumore per nulla, traduzione di Maura Del Serra, Newton, 1990], Entrano Leonato, governatore di Messina, la figlia Ero e la nipote Beatrice con un messaggero, Leonato: Da questa lettera apprendo che Don Pedro d'Aragona sarà a Messina stasera. Le sue gesta superan le parole: mai la mano egli alzò, se non fu per conquistare. To read on e-ink devices like the Sony eReader or Barnes & Noble Nook, you'll need to download a file and transfer it to your device. Qualsiasi cookie che potrebbe non essere particolarmente necessario per il funzionamento del sito web e viene utilizzato specificamente per raccogliere dati personali dell'utente tramite analisi, pubblicità e altri contenuti incorporati sono definiti come cookie non necessari. (Antonio e Cleopatra), – Come e dimmi, perchè, sei entrato qui dentro? Egeone: Continua pure, Solino, a trarmi in rovina e dannandomi a morte metti fine ai miei mali e a tutto per me. (, Ama te stesso dopo tutti, accarezza coloro che ti detestano: la corruzione non è più potente dell'onestà. Roderigo – M'hai detto sempre che l'avevi in odio. Rodrigo. (Amleto), I nostri corpi sono i nostri giardini dei quali le nostre volontà sono i giardinieri. (William Shakespeare), La colpa, caro Bruto, non è delle stelle, ma nostra, che ne siamo dei subalterni. In Britannia, il palazzo di Cimbelino.Entrano DUE GENTILUOMINI I cookie necessari sono assolutamente essenziali per il corretto funzionamento del sito web. Una stanza nel palazzoEnrico: Battuti dale tempeste, stanchi come siamo, e pallidi ancora di terrore, lasciam che la pace ci sorrida un istante, per avventarci poscia a nuove contese sopra sponde lontane. Lui mantiene agli studi, fuori casa, l'altro fratello, Giacomo, e non si parla che del gran profitto ch'egli ne trae; mentre io son qui ad essere allevato dentro casa come un bifolco, e, a dirla proprio tutta, tirato su senza un'educazione; ché non si può chiamare educazione questa mia, che non è diversa in nulla dal governo dei buoi in una stalla. Capitano: Nostromo! Slender (approvando): Roberto Shallow, giudice di pace della contea di Gloucester, uno dei quorum. Nostromo — A lli cummanne vuoste, Capitanio! Chè forza alcuna non gliel disdice; (William Shakespeare), Gli uomini muoiono sempre e i vermi li distruggono, ma non si distrugge l’amore. (William Shakespeare), L’ordine è la virtù dei mediocri. (, Bestie selvagge molto più miti dell'uman genere. Tra i temi correlati si veda Frasi, citazioni e aforismi di Albert Einstein e Le più belle frasi di Oscar Wilde. [William Shakespeare, La dodicesima notte, traduzione di Nicoletta Rosati Bizzotto, Newton, 1990], A bordo di una nave, sul mare. Visualizza altre idee su Citazioni, Parole, Shakespeare. Se mi sono mai sognato una cosa simile, avreste ragione di detestarmi. Archidamo – Se v'accadrà, Camillo, vi dicevo, di visitare un giorno la Boemia per una circostanza come questa ond'io mi trovo adesso qui in servizio, constaterete quanto sia diversa dalla vostra Sicilia. (Il mercante di Venezia). Oh che amore potente! Giorno, cedi il passo alla notte! vegnamo! Separarsi è un sì dolce dolore, che dirò buonanotte finché non sarà mattino. Conoscete la natura del nostro popolo, le istituzioni civiche e le norme della giustizia, meglio di qualsiasi altro esperto di pratica e teoria che noi ricordiamo. Riccardo – Dunque, Giovanni Gaunt, mio vecchio e venerabile zio Lancaster, fedele alla giurata tua promessa, hai condotto ora qui, davanti a noi, Enrico d'Hereford, tuo fiero figlio, a confermare l'irruenta accusa, cui non potemmo dar finora udienza, al Duca di Norfolk, Tommaso Mowbray. Ingratitudine filiale! (William Shakespeare), Dubita che le stelle siano fuoc , dubita che il sole si muova, dubita che la verità sia mentitrice, ma non dubitare mai del mio amore. 3a Strega. Camillo: Credo che nella prossima estate il re di Sicilia intenda ricambiare al re di Boemia la visita che giustamente gli deve. (Re Lear), La bellezza da sola basta a persuadere gli occhi degli uomini, senza bisogno d’oratori.” Dall'isole greche i re orgogliosi, il loro nobil sangue bollente d'ira, han radunato in massa le loro flotte nel porto di Atene, stracarico ciascun loro vascello di micidiali strumenti di guerra. Ecco il mandato, dal quale non vorremmo che deviaste. Ecco una raccolta delle citazioni delle sue opere più famose. Noi gli diremo la sua ventura. (, Non v'è che frode in uno scellerato; ma un, Ti posso insegnare come scornarlo, il diavolo, col dir la verità. Pria della sera (William Shakespeare), È meglio un imbecille spiritoso che un savio imbecillito. Se uno passasse un anno intero in vacanza, divertirsi sarebbe stressante come lavorare. By purchasing this item, you are transacting with Google Payments and agreeing to the Google Payments. Chiaro è l'inganno: E qui cominciano le mie disgrazie. (, Shakespeare è facile, la cosa più facile del mondo... possiedi un briciolo di dote, un filino di intelligenza... dici: "Onesta come le mosche che gremiscono i macelli folleggiando anche col vento"... e la gente applaude, sbava rispetto, si commuove... perché dici Shakespeare, dici Sartre, dici Shaw, dici Brecht... è farsi apprezzare dicendo "Che belle chiappe che hai" o "Che bel sedere" che è difficile... (, Shakespeare mi faceva dimenticar Sofocle: ma quando io quelle opere considerava più da vicino, io m'accorsi che cosa alcuna non ha mai superata l'originalità, la vita, la grazia di quest'arte sovrana, e che più che l'immaginazioni sono impazienti, anelanti, più ad esse converrebbe il riposarsi ad intervalli nella meditazione di questa bellezza, che deve la sua superiorità su tutte le altre alla sua medesima severità. Venite spiriti che presiedete i pensieri di morte. La tua virtù è la mia sicurezza. (William Shakespeare), Amami o odiami, entrambi sono a mio favore. E Macbetto verrà. Possa tu detestarmi! Non resta altro che questo a sostenervi: le capacità le avete, quindi applicatele. Capitano. (William Shakespeare), Non aver paura della grandezza: alcuni nascono grandi, alcuni la conquistano e alcuni la ricevono dall’alto. Secondo gent. I popolano: E voi sapete, anzitutto, che il primo nemico del popolo è Caio Marzio. Ma ormai sono deciso a dire: basta! I popolano: Prima che andiamo avanti ancora, sentite. Vieni qui e baciami, Kate. – La sala de Consiglio nel palazzo regioGiovanni: Ora, signor di Chatillon, parlate: che chiede da noi la Francia?Chatillon: Quel sire vi saluta, e dice per bocca mia alla Maestà, alla simulata Maestà d'Inghilterra...Elinora: Strano principio... Maestà simulata!Giovanni: Silenzio, buona madre; ascoltiam l'ambasciatore.Chatillon: Filippo di Francia, disposando la causa e i giusti diritti del figlio di Gefredo, tuo fratello estinto, Arturo Plantageneto, reclama in nome della legge questa bella isola e il suo territorio, l'Irlanda, il Poitiers, l'Anjou, la Touraine e il Maine, e vuole che tu deponga la spada con cui t'afforzi in un ingiusto potere, e la rimetta fra le mani del giovane Arturo, tuo nipote, e tuo vero e legittimo sovrano. (William Shakespeare), La brevità è l’anima del senno, e il parlar troppo un fronzolo esteriore. (La dodicesima notte), – Orazio! [William Shakespeare, Riccardo II, traduzione originale di Goffredo Raponi], Londra. (, Qui io giaccio, Timone, colui che in vita odiò tutti gli uomini; passa e impreca pure, ma non sostare qui mai. Ma dacché sei innamorato, segui le tue inclinazioni; e cerca di trovar tanta felicità nell'amore quanta ne auguro a me stesso, dovessi anch'io innamorarmi. Il palazzo di re Riccardo.Entrano re Riccardo, Giovanni di Gaunt con altri nobili e persone del seguito. (Macbeth), È meglio un imbecille spiritoso che un savio imbecillito. [William Shakespeare, Tanto trambusto per nulla, traduzione originale di Goffredo Raponi], Una strada di Venezia.Entrano Roderigo e Iago. raddoppiar lo zelo e la fatica; O il legno più non si contien dagli urti. Chatillon – Così il re di Francia, dopo avervi mandato il suo saluto, parla per il mio mezzo alla maestà – maestà d'accatto – del re d'Inghilterra. [William Shakespeare, La tempesta, traduzione di Eduardo De Filippo, citato in Fruttero & Lucentini, Íncipit, Mondadori, 1993], In mare, su una nave. se mi odi, sarò sempre nella tua mente. Ma come l'ho presa, trovata o come vi sono arrivato, di che stoffa è fatta, da dove è nata, debbo impararlo: e un tale inetto fa di me questa tristezza che fatico a conoscere me stesso. Se ci penso, so che l'avevo fiutata. Utilizziamo anche cookie di terze parti che ci aiutano ad analizzare e comprendere come si utilizza questo sito web. (William Shakespeare), Un cavallo! Re Enrico quinto, troppo illustre per vivere a lungo! Il capolavoro di Shakespeare fotografa questa mutazione radicale nello spirito e nella storia dell'Europa. Oh! Questo esordio del re di Navarra è una specie di preludio al tipo di linguaggio che pervaderà l'intera commedia: un esempio, in chiave parodistica, del parlare eufuistico (dal romanzo ". (, Mi chiedete di cercare la mia redenzione dalle mani del demonio. Mastro... Pittore – Si usura col crescere. Orsino – Oh, la musica, sì! Pensa, con la fantasia noi potremmo seguire tutto il corso della polvere illustre di Alessandro fino a trovarla a fungere da tappo a un barile di birra. Se a frenar gli appetiti non vale, Non ti pare?

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