il sacrificio di isacco commento

Is 53,7). Piccolo spunto di riflessione che pone in correlazione il brano biblico del sacrificio di Isacco con i 7 doni dello Spirito Santo. I due periodi in cui Caravaggio ha dipinto queste tele ti saranno perfettamente chiari, ed inoltre conoscerai gli elementi più importanti di entrambe le rappresentazioni, senza dimenticare le importanti differenze che emergono confrontando i due lavori. Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco tuo figlio!». Questo giovane è sempre stato al centro delle attenzioni di Caravaggio, a tal punto che lo utilizza come modello per i suoi capolavori. Vorrei concludere questa impegnativa lettura con una suggestione particolarmente significativa in vista della settimana santa ormai alle porte: l’amore tra Abramo e Isacco può evocare la con-cordia tra Dio e Gesù Cristo. L’angelo ferma il braccio di Abramo attraverso una parola: «Non stendere la mano contro il ragazzo»; Isacco è ormai divenuto «il ragazzo», il suo essere figlio può solo essere detto in relazione a Dio! Poi Abramo stese la mano e prese il coltello per sgozzare suo figlio (Gen 22,3-10). Vattene! Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. Abramo è qui rappresentato nel momento nel quale sta immolando il suo figlio unigenito Isacco. Ma l’angelo del Signore lo chiamò dal cielo e gli disse: «Abramo, Abramo!». Particolare dello scorcio di Castel San Pietro Sabino. Ciao! 1Dio mise alla prova Abramo e gli disse: «Abramo!». Bullying di Matt Mahurin. La notizia venne riportata da Giovanni Pietro Bellori, il biografo dell’artista. Lo spazio rappresentato nel Sacrificio di Isacco risulta molto schiacciato sul primo piano. nome file: scheda-isacco.zip (608 kb); inserito il 10/12/2009; 26632 visualizzazioni l'autore è Giacomo Casadei, contatta l'autore. Abramo, che sentiva il figlio così legato alla sua persona, ora sull’altare lo lega a Dio e lo scioglie in qualche modo da se stesso… «Poi Abramo stese la mano e prese il coltello per sgozzare suo figlio». Tutto il divenire tra ciò che accade e ciò che sarebbe potuto accadere. Gv 10,10)… Il secondo brano giovanneo che ci interessa si trova all’altro estremo del vangelo: Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Clèopa e Maria di Màgdala. Nel Nuovo Testamento diverse tradizioni attestano questa interpretazione. Gen 22,2); ascoltatelo! Consulta la pagina: Didattica online. Abramo non cammina più solo con Dio (cf. Il nostro sguardo viene attirato, in ogni caso, dalla scena in primo piano sottolineata ed evidenziata con luce radente e colori caldi. La liberazione dell’arrivo dell’angelo, che alleggerisce il peso dell’anima di Abramo . Da un lato infatti, è ferma e possente, incombe sul capo della vittima sacrificale. La notizia venne riportata da Giovanni Pietro Bellori, il biografo dell’artista. Il Signore vede il cuore di Abramo, vede il cuore di Isacco, e prontamente interviene, «si fa vedere» (altra traduzione possibile secondo una diversa vocalizzazione del testo masoretico). Si coglie, infatti, nell’opera, l’anticipazione dei fondi scuri dei dipinti di Caravaggio. Il Signore ha detto: «Abramo, vostro padre, esultò nella speranza di vedere il mio giorno; lo vide e se ne rallegrò» (Gv 8,56). Ma una volta sentii una descrizione di tale quadro (quello drgli uffizi) dove si facevano notare i volti dell’angelo e di Abramo. Gli incarnati sono illuminati con luce radente e vengono esaltati su limitate zone di pelle. La maggioranza degli esegeti interpretano l'episodio come un'esplicita condanna della pratica veramente abominevole, in uso presso i cananei, di sacrificare agli dei i figli primogeniti, soprattutto in particolari circostanze. Mosaico della chiesa parrocchiale Corpus Domini in Bologna opera di p. Marko Ivan Rupnik, - Concerto Spirituale 2013: "Davanti al Mosaico", - Dedicazione della chiesa e Festa della IV Decennale, - Visita di Sua Santità K.K. Usato in un ritiro di un giorno per giovani anche con la visione del film "Alice in Wonderland". Domanda: "Perché Dio ha comandato Abramo di sacrificare Isacco?" Allora Abramo disse ai suoi servi: «Fermatevi qui con l’asino; io e il ragazzo andremo fin lassù, ci prostreremo e poi ritorneremo da voi». In effetti, molti anni dopo questa tela giunge tra le proprietà di Sotheby’s (una celebre casa d’aste), catalogata proprio come un lavoro di Cavarozzi. Dio Padre, ha accolto la prova di fedeltà di Abramo e gli ha inviato una vittima sacrificale. 5 anni dopo, nel 1608, il quadro si trova ancora nella collezione Barberini, ma poco più di un secolo dopo, il nome di questo lavoro riappare nella collezione della famiglia Sciarra; è proprio questa famiglia che dona l’opera agli Uffizi. “Sacrificio di Isacco” Caravaggio (versione Uffizi), Dove si trova: Galleria degli Uffizi, Firenze. Chiudi «Se è vero che il Santo mi ha scelto, allora la mia vita è donata a lui». L’ariete sacrificale si trova a destra, poco oltre la testa di Isacco, ed è parzialmente ombra. Tutto è pronto per il sacrificio, la tensione è alta, quasi palpabile; eppure colpisce l’estrema concordia dei due protagonisti. “Sacrificio di Isacco” Caravaggio (versione di Princeton sopra/versione di Firenze sotto). Mentre l’angelo sembra più spingere il braccio di Abramo che trattenerlo dal folle gesto. Grembiulini a scuola: siete d'accordo o contrari? Disse Abramo: «Figlio mio, io so che non ti opponi all’ordine del tuo Creatore e al mio ordine». - Sede legale: Piazza San Paolo,14 - 12051 Alba (CN) Il mio obiettivo è far scoprire i capolavori e la bellezza dell'arte nell'era digitale. Consulta la pagina: Tesi, tesine o mappe concettuali. Riprese: “Ecco qui il fuoco e la legna, ma dov’è l’agnello per il sacrificio?”» (Gen 22,7). E subito Michele chiamò Abramo e disse: «Abramo, Abramo! Perché proprio l’ariete e non un altro animale? Isacco è rappresentato legato ad una croce per rendere evidente il parallelo tra lui e Gesù. L’incontro che sta per accadere dovrà svolgersi solo tra Abramo, Isacco e Dio, senza altri testimoni, nemmeno l’asino: nessuno deve vedere, là dove «Dio vede» (cf. Egli è ormai un credente maturo ed è giunto alla pienezza dei suoi giorni avendo svolto in piena obbedienza il mandato affidatogli da Dio. La fisionomia del personaggio venne, però, in seguito modificata da Caravaggio per evitare una eccessiva somiglianza con Isacco. Certamente l’esperienza del monte Moria ha posto una distanza tra i due, li ha separati, li ha distinti. Ora so che tu temi Dio e non mi hai rifiutato tuo figlio, il tuo unico figlio». Nella dialettica tra questi due possibili titoli riassuntivi del testo sta il senso profondo dell’itinerario che percorreremo insieme. Tutto ciò senza dimenticare che questo testo, quanto più viene letto e spiegato, tanto più suscita interrogativi e pone in questione la nostra fede. Il momento scelto per il quadro della storia di Abramo ed Isacco, è quello in cui il primo sta per sacrificare suo figlio a Dio, eseguendo il volere di quest’ultimo. Abramo si commuove e le sue lacrime si uniscono a quelle di Isacco: quando si soffre insieme, si comprende che ogni violenza è radicalmente impossibile; anzi, si giunge a comprendere che Dio non può volere la morte né alcun sacrificio violento, ma solo «la vita in abbondanza» (Gv 10,10), per tutti gli uomini. Copyright © 2013-2017 Periodici San Paolo S.r.l. : 90031080022 - IP 212.224.76.252. Non sembra inorridito o che cerca di convincere Abramo a non uccidere il figlio, sembra quasi esortarlo, von sguardo folle ed esaltato, a compiere il gesto. Dopo la chiamata e la promessa sigillata dall’alleanza, dopo la promessa confermata e realizzata con la nascita di Isacco, ora la promessa passa al vaglio della prova suprema. Questa tela di Caravaggio il sacrificio di Isacco di Princeton è stato dipinta nel 1598: in quell’anno, l’artista era ricoverato all’Ospedale della Consolazione. Abramo attraversa tutto questo eppure rimane saldo: da quel giorno si potrà dire a pieno titolo che «figli di Abramo sono quelli che vengono dalla fede» (Gal 3,7). Consulta la pagina dedicata al dipinto di Caravaggio, Sacrificio di Isacco, sul sito della Galleria degli Uffizi Firenze. Il sacrificio di Isacco Rinascita Download. Rispose: «Eccomi, figlio mio». Risposta: Abramo obbedì molte volte durante il suo cammino con Dio, ma la richiesta di Dio, in Genesi 22, fu uno dei test della sua fede più difficile. Il tema che è stato assegnato alla mia riflessione è il capitolo 22 della Genesi, che vi presenterò in una traduzione un po’ più fedele al testo originale. Gc 2,21-23). 0 0 0 Invia ad un amico. Nasce nell’angolo in basso a sinistra e sale lungo il corpo di Abramo fino ad arrivare al tronco spezzato in alto verso destra. Guarda con attenzione la tela: Caravaggio pone grande attenzione solo per i protagonisti del quadro, eliminando ogni riferimento all’ambiente ed optando per una scena completamente buia. Elisa Configliacco Bausano, ci offre una lettura approfondita e professionale del fenomeno, utilizzando l'opera dell'artista statunitense come spunto per alcune riflessioni. Diversamente da tanti altri quadri realizzati da Caravaggio, in questa tela puoi notare la presenza di un vero e proprio paesaggio naturale alle spalle dei protagonisti, mettendo da parte la caratteristica oscurità che avvolge altre tele di questo artista. Secondo alcune fondi storiche Cecco posò anche per l’angelo. I toni utilizzati da Caravaggio per colorare le vesti dei protagonisti (ed in particolare quelle di Abramo) sono intensi e saltano immediatamente ai nostri occhi, ma il “tocco di classe” che, personalmente trovo eccezionale, è il riflesso dell’ariete nel coltello stretto tra le mani di Abramo. Ma ciò è scritto per te» (Origene, Omelie sulla Genesi VIII,8), cioè per il lettore. È piuttosto il bagliore che nasce a destra, di toni freddi, che costituisce un secondario centro di attenzione. Come agli inizi della storia di Abramo, anche qui non c’è nessuna apparizione di Dio; solo una parola (cf. Potrebbe sembrare strano, ma il suo “imprevisto” sul lavoro capita al momento giusto; infatti, è proprio all’interno dell’Ospedale che Caravaggio conosce un importante priore, Giulio Mancini, il quale è una persona influente nel mondo della chiesa, ed è anche un grande appassionato d’arte (oltre che essere un medico). Si tratta delle medesime parole rivolte ad Abramo in Gen 12,1, con un parallelismo che si spinge anche oltre e comprende l’indicazione di un luogo: là una terra, qui un monte nel territorio di Moria. Il cielo è debolmente azzurro con bagliori chiari virati sul giallo chiarissimo. 7Isacco si rivolse al padre Abramo e disse: «Padre mio!». inserito il 10/12/2009; 26684 visualizzazioni, l'autore è Giacomo Casadei, contatta l'autore, 3. Vorrei inoltre esprimere la mia riconoscenza per mons. Il sacrificio di Isacco, richiesto da Dio ad Abramo, certamente non aveva il significato di soppressione della vita. Lo stesso Abramo che fino ad una frazione di secondo prima indugiava sconvolto dal dubbio sulla giustizia dell’ordine impartitogli ed il desiderio di non deludere il suo Dio. Sta scritto: «Abramo prese la legna del sacrificio e la caricò sul figlio Isacco, prese in mano il fuoco e il coltello, poi proseguirono insieme tutti e due uniti» (Gen 22,6) … Subito cadde un terrore grande su Isacco, perché non vedeva nulla da offrire in sacrificio in mano a suo padre. a) La fede e l’obbedienza di Abramo Secondo il Nuovo Testamento questa pagina di Genesi evidenzia innanzitutto la fede e l’obbedienza di Abramo, colui che aderisce a Dio senza vacillare. Abramo andò a prendere l’ariete e lo offrì in sacrificio invece del figlio. Sul monte Golgota il cuore di Dio e di Gesù erano strettamente uniti, come quelli di Abramo e Isacco sul Moria: «un figlio unico e amato in questo caso, un Figlio unico e amato in quello» (Giovanni Crisostomo, Omelie sulla Genesi 47,3). Abramo è qui rappresentato nel momento nel quale sta immolando il suo figlio unigenito Isacco. Ma “l’episodio del sacrificio di Isacco interessa per il suo finale, cioè la proibizione del sacrificio: il Signore implicitamente rimprovera Abramo (che non loda affatto per la sua “obbedienza”, se non nel secondo tempo) per non avere preso la stessa posizione lui stesso…” (Think!, 4 febbraio 2008) Un giudizio assai severo, dunque. fisc./P.Iva e iscrizione al Registro Imprese di Cuneo n. 00980500045 Capitale sociale € 2.050.412,00 i.v. Siete d'accordo con la tesi di Elsa Fornero? Il sacrificio umano non è mai gradito a Dio, e non sarà mai fatto nel suo nome - perché il perfetto sacrificio umano è già stato fatto per noi quando Dio diventato uomo si è sacrificato per noi. Hai notato che tutti i personaggi sono connessi tramite i loro movimenti? Ritiro 24h 3 visualizza scarica. Ma Dio aveva forse bisogno di quest’ultima prova? Rispose: «Eccomi, figlio mio». Scheda sulla distruzione di Sodoma e Gomorra; nascita e sacrificio di Isacco; Esaù e Giacobbe; la benedizione di Isacco; i sogni di Giuseppe. E 'piena e completa del gioco. L’angelo indicante, a sinistra, è nudo e il colore dell’incarnato tende al bruno, mentre i suoi capelli sono castano chiari. Un piccolo brano di paesaggio nel Sacrificio di Isacco di Caravaggio Subito Isacco tremò e si scossero le sue membra, perché comprese il pensiero di suo padre; e non riusciva a parlare, tuttavia si fece forza, e disse a suo padre. Riprese: «Ecco qui il fuoco e la legna, ma dov’è l’agnello per l’olocausto?». Tutto sembra concentrarsi sulla domanda decisiva formulata da Isacco: «Dov’è l’agnello per il sacrificio?», alla quale Abramo replica: «Dio vedrà»: risposta enigmatica o parola che testimonia una comprensione più profonda di ciò che sta per accadere? Sul volto di Isacco, Abramo scorge la verità del comandamento: «Non uccidere!» (Es 20,13; Dt 5,17), e la sua mano già tesa nell’atto sacrificale è come paralizzata: «Abramo stese la mano» (Gen 22,10). “Sacrificio di Isacco” Caravaggio (versione Princeton), Dove si trova: Collezione privata Piasecka-Johnson, Princeton. 13Allora Abramo alzò gli occhi e vide un ariete, impigliato con le corna in un cespuglio. Egli pensava infatti che Dio è capace di far risorgere anche dai morti: per questo lo recuperò e fu come un simbolo (Eb 11,17-19; cf. Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!». Vorrei inoltre esprimere la mia riconoscenza per mons. Il paesaggio sullo sfondo, elemento atipico per i dipinti di Caravaggio, è poco illuminato. Nonostante ciò, alcuni esperti non sono certi al 100% che questo quadro possa essere un Caravaggio originale, ma piuttosto, ritengono che possa trattarsi di un lavoro di Bartolomeo Cavarozzi, un pittore seguace dello stile ideato dallo stesso Michelangelo Merisi. PARROCCHIA “CORPUS DOMINI” - Viale Lincoln 7 - 40139 Bologna (e con ingresso storico in Via Enriques 56) - Tel. I protagonisti della scena sono studiati fino ai minimi particolari. Sulla sinistra della parete centrale è rappresentato il sacrificio di Isacco che Abramo compie per ordine di Dio, ma nel momento in cui Abramo sta per estrarre il coltello dal fodero e sta per sacrificare il suo unico figlio, Dio lo ferma. Qualche anno fa un giovane padre di famiglia mi confidò che il figlio, di ritorno dal catechismo dove aveva ascoltato il brano del sacrificio di Isacco (prima lettura di questa domenica - Gn 22,1-18) gli aveva chiesto: «Ma se Dio chiedesse a te di offrire me in sacrificio, tu cosa faresti?». Così il martire cristiano non viene ucciso da Dio, ma dagli uomini e, a differenza del kamikaze fondamentalista, non provoca sofferenza e morte, ma subisce, tentando anche di evitarlo, il martirio fisico. Conclusione «L’epifania del volto è etica»: queste parole di Emmanuel Lévinas riassumono bene il senso profondo del testo su cui abbiamo meditato. Gen 22,6.8), insieme portano gli strumenti per il sacrificio, insieme si preparano a compierlo… La loro reciproca obbedienza, il loro com-patire narra un riflesso del volto misericordioso di Dio: Dio cammina con l’uomo, se questi si dispone a camminare con l’altro, a essere letteralmente con-corde, animato cioè da un medesimo sentire, nella quotidiana sottomissione reciproca. L’angelo che ferma la mano di Abramo, Isacco trattenuto contro la pietra sacrificale e l’ariete, sono illuminati e tutti sullo stesso piano. In tal modo le parole di Gesù, che creano ciò che dicono, fanno di sua madre la madre di tutti i discepoli, fondano la maternità della chiesa: e questo proprio nell’ora in cui Gesù si sottrae a lei per fare ritorno al Padre che è nei cieli… Non posso infine non citare due dei tanti passi patristici che attestano la lettura tipologica tradizionale di Gen 22: È detto a proposito del Signore nostro Gesù Cristo: «fu legato come un ariete» (cf. La sua veste è arancio chiaro lumeggiato, sulla schiena, da una luce dorata. Copyright © Monastero di Bose - via Bose 1, Magnano (BI) - 13887 - Italia - C.F. GIUSEPPE. La narrazione è aperta da una sorta di titolo, un’enigmatica sintesi dell’intero brano: «Dio mise alla prova Abramo» (Gen 22,1), versetto che rimane in sospeso fino all’affermazione dell’angelo: «Ora so che tu temi Dio» (Gen 22,12). Se vuoi saperne di più, consulta la cookie policy. L’espressione decisa di Abramo può farti capire che è pronto a tutto pur di eseguire la volontà del Signore, mettendo la fede al di sopra di tutto. Genesi 22, 1-19 Il sacrificio di Isacco D1 opqu est c ,D imal rv Abg d :“ !R “Eccomi! Un Dio che non ama di certo il dolore ma che lo evita se è necessario. Inizialmente Il Sacrificio di Isacco era stato attribuito a Gherardo delle Notti. Le linee dell’orizzonte non sono tali da creare un importante valore compositivo. A questa direttrice obliqua viene associata una obliqua incrociata. Guardando con attenzione l’ambiente che circonda i protagonisti, molti hanno riconosciuto uno scorcio di una campagna romana, per la precisione Castel san Pietro Sabino, che era una delle proprietà della ricca famiglia dei Mattei (che erano mecenati e grandi collezionisti dei quadri di Caravaggio). a) Il comando di Dio Nel tempo intercorso dal primo incontro con Dio (cf. Così Isacco è rappresentato su un altare con la legna che lui stesso ha portato ed è raffigurato in una croce, mentre rivolge lo sguardo al padre. 2 Riprese: “Prendi tuo figlio, il tuo unico figlio che ami, Isacco, và nel territorio di Moria e offrilo in olocausto su di un monte che io ti indicherò”. Subito dopo il dialogo tra Nicodemo e Gesù, nel quale quest’ultimo ha affermato: «Come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna» (Gv 3,14-15), l’evangelista commenta per noi lettori questa rivelazione di Gesù. Quella probabilmente più antica si trova nella Lettera ai Romani, che allude in questo modo a Gen 22: «Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi? Sì, egli fu crocifisso come un agnello e portò il legno sulle sue spalle, condotto per essere immolato come Isacco da suo padre (cf. Anche il viso dell’Angelo è strano. L’angelo, che proviene da sinistra, blocca la mano di Abramo che sta per sacrificare il figlio Isacco. Come Isacco – secondo una tradizione giudaica che vedremo tra breve – implora il padre di legarlo con cura affinché il sacrificio sia perfetto, così Gesù domanda a sua madre di rendere piena la distanza tra sé e lei, affinché il suo sacrificio di amore sia più libero: per questo la chiama «donna»! Sono libero di obbedire? Ti prego dunque, papà, fai presto! La tradizione cristiana definisce questa pagina «sacrificio di Isacco»; la tradizione ebraica – a partire dal v. 9: «Abramo … legò (verbo ‘aqad) il figlio Isacco» – ne parla invece come della «legatura (‘aqedah) di Isacco»: in conformità alla lettera del testo biblico, infatti, Isacco fu legato in preparazione al sacrificio, ma poi non realmente sacrificato. Rispose: «Eccomi!». I dettagli con cui l’autore ha specificato nel dettaglio i particolari del lavoro di Caravaggio è Fenomenale! BARTOLOMEO I, 5. Queste parole che Gesù, il Figlio amato, pronuncia sulla croce, consentono di accostare sua madre ad Abramo nel momento del sacrificio sul monte Moria. Ed ecco che, quando Isacco è adulto, arriva per Abramo l’ora di una nuova conoscenza di Dio. Il sacrificio di Isacco (Gen 22, 1-18) Giorno, lento giorno che smuovi azioni e luci angeliche abolendo il sonno della gradualità delle tenebre, che io possa dichiararmi a chi mi contiene legato nell’investitura di quest’attimo, sublime sfera collocata nella diversità dell’esteso, dell’attuato. Rispose: «Eccomi!». ”. E come Dio ha richiamato dai morti Gesù Cristo, «il primogenito di una moltitudine di fratelli» (Rm 8,29), così richiamerà ciascuno di noi dalla morte alla vita eterna nel suo Regno. Non si può dimenticare che già la Bibbia identificherà il territorio di Moria con la collina sulla quale verrà edificato il tempio di Gerusalemme (cf. E subito Abramo risponde: «Eccomi!» (hinneni), parola straordinaria che riassume in sé la disponibilità piena a compiere la volontà di Dio (cf. Da quel momento Isacco è un figlio che può diventare padre, e Abramo un padre che riconosce di dover nuovamente riporre tutta la sua speranza solo in Dio, del quale lui stesso è figlio: il Dio Padre di tutti, il «Padre nostro» (Mt 6,9), appunto. 19Egli pensava infatti che Dio è capace di far risorgere anche dai morti: per questo lo riebbe anche come simbolo. Abramo è il simbolo di Dio Padre che immola il proprio figlio Gesù sulla croce. Mosaico Corpus DomiNi Bologna. 11Ma l’angelo del Signore lo chiamò dal cielo e gli disse: «Abramo, Abramo!». Dietro ad Isacco e all’angelo gli alberi neri creano un fondale quasi bidimensionale contro cui emergono, per contrasto di luminosità, le figure. Scrivi un tuo commento o registrati. La relazione tra Abramo e Isacco è una anticipazione della relazione tra Dio Padre e Gesù sulla croce. Esprime con fermezza tutta la decisione ma anche lo strazio del dolore paterno, Il conflitto insomma, tra chi è deciso a sacrificare un figlio per onorare Dio ma anche il desiderio, quasi di allontanarlo da sè per evitare ed evitarsi l’insano gesto. Un lettore si chiede perché nella Messa il sacerdote si rivolga al popolo dei fedeli dicendo «il mio e vostro sacrificio»,... «Ho un’amica che da sempre segue la teosofia, in particolare Rudolf Steiner. Permeato di drammatica attesa è, tra tutti, il capitello del pontile del Duomo di Modena, opera delle maestranza “campionesi”, databile agli ultimissimi anni del … Dio comandò :”Prendi tuo figlio, il tuo unico figlio Isacco, colui che ami, e và nella regione di … Analizzare attentamente un’opera o un’immagine è un gesto rivoluzionario perché si offre come un atto di consapevolezza e ci da la possibilità di decidere il nostro futuro. Rispose: «Eccomi!». Dirà Paolo: «Ogni cosa appartiene a voi, ma voi siete di Cristo e Cristo è di Dio» (1Cor 3,22-23). Lo spazio viene sfondato a destra dal paesaggio e dalla linea dell’orizzonte che procede verso il pendio della montagna. Isacco si rivolse al padre Abramo e disse: «Padre mio!». Il terzo giorno Abramo alzò gli occhi e da lontano vide quel luogo. Questa scena è più di una semplice rappresentazione di una storia biblica: Abramo simboleggia l’uomo con assoluta fede in Dio e che non lo mette mai in discussione; il sacrificio di Isacco allude anche al futuro sacrificio di Cristo per salvare l’umanità. nome file: libero-obbedire.zip (9 kb); 12L’angelo disse: «Non stendere la mano contro il ragazzo e non fargli niente! Alcune piste di interpretazione Dopo questa analisi letterale del testo, vorrei ora presentare quelle che mi paiono le più significative interpretazioni di Gen 22, tra le innumerevoli avanzate nel corso dei secoli (tralascio per ragioni di tempo quella più tradizionale e più semplice da un punto di vista storico, secondo cui questo brano vieta la pratica dei sacrifici umani e fonda quella dei sacrifici animali). Il rinnovamento della promessa rivolta da Dio ad Abramo a favore degli uomini tutti si fonda su una semplice motivazione: «Tu, Abramo, hai obbedito alla mia voce», così come poco prima l’angelo gli aveva detto: «Ora so che tu temi Dio». Gen 22,6) … Isacco era figura di colui che un giorno avrebbe sofferto, il Cristo (Melitone di Sardi, Frammenti 9). 4Il terzo giorno Abramo alzò gli occhi e da lontano vide quel luogo. Se avessi ascoltato voi, quando, alla creazione del mondo, diceste: “Che cos’è l’uomo che tu lo ricordi, l’essere umano perché tu lo visiti” (Sal 8,5), chi avrebbe confessato l’unicità del mio Nome in questo mondo, come Abramo?» … E piansero gli angeli del servizio, e caddero le loro lacrime sul coltello, tanto che fu fermato e non ebbe forza sul collo di Isacco; ma subito la vita lo abbandonò. La storia dei patriarchi: Isacco   2visualizza scarica. Sta scritto: «Abramo si alzò di buon mattino, sellò l’asino, prese con sé due servi e il figlio Isacco» (Gen 22,3). Non è il Padre che uccide il Figlio sulla croce. Fortunatamente, la storia di Isacco non si conclude con la sua morte, ma con l’arrivo di un angelo inviato da Dio stesso a fermare la mano di Abramo dal mettere in atto il sacrificio; al posto del giovane, l’angelo gli indica di sacrificare un ariete. abramo padre paternità sacrificio di isacco, inserito il 09/04/2014; 2382 visualizzazioni, l'autore è don Danilo Dorini, contatta l'autore, vedi home page, 2. Rm 4,16-18), così Maria diventa qui madre del discepolo amato, che sintetizza in sé tutti i discepoli di Gesù: diventa anch’essa madre dei credenti. Gli edifici, e il castello che si vede in alto, sono grigi è quasi simili, cromaticamente alla montagna che chiude l’orizzonte. Basta scaricare e iniziare a giocare. Leggi il seguito…. 3 Abramo si alzò di buon mattino, sellò l’asino, prese con sé due servi e il figlio Isacco, spaccò la legna per l’olocausto e si mise in È un testo straordinario, inesauribile, che tante volte ho commentato durante la liturgia dell’ora nona del venerdì santo. Ora so che tu temi Dio e non mi hai rifiutato tuo figlio, il tuo unigenito». Un altro interessante richiamo al nostro brano si ha nella voce di Dio che risuona su Gesù in due momenti decisivi per la sua autocoscienza, il battesimo e la trasfigurazione: Tu sei il Figlio mio, l’amato (cf. Consulta anche l’articolo intitolato: I libri utili alla lettura dell’opera d’arte. È in questo stesso solco che si colloca anche la connessione tra l’‘aqedah e la festa di Pasqua contenuta in alcune opere della tradizione giudaica, probabilmente influenzate dalla riflessione cristiane: «Vedendo il sangue dell’agnello pasquale (cf. Lo sguardo di Isacco, con la testa rovesciata all'indietro, è fisso verso suo padre Abramo, mentre questi ha lo sguardo rivolto verso il Figlio di Dio che è in trono sull'altare del cielo. Non si può dimenticare che Isacco è un figlio totalmente donato da Dio, il quale «ha visitato Sara» (cf. Ciò vale anche in riferimento alla relazione tra Gesù e Isacco: due sono i passi interessanti a tale proposito. Il raggio di luce che colpisce Isacco passa attraverso la mano con il coltello di Abramo, mettendo in evidenza anche parte dall’angelo e il suo dito che indica l’ariete, imprigionato tra i rami di un cespuglio. Proprio lui, che aveva ricevuto le promesse, offrì il suo unico figlio, del quale era stato detto: «In Isacco avrai una discendenza che porterà il tuo nome» (Gen 21,12 LXX). Su quasi tutta la composizione domina un colore scuro tendente al bruno. Il dipinto fu donato agli Uffizi, nel 1917, da John Fairfax Murray, che lo aveva acquistato da una società liquidatrice dei beni della famiglia dei Principi Colonna Sciarra di Roma. 2. Allora guarda questi altri quadri di Caravaggio e scopri quante volte Cecco sia presente nei lavori dell’artista: è lui che impersona il giovane eroe nella scena del Davide e Golia; è sempre lui ad essere il protagonista di Amor Vincit Omnia, poi anche il San Giovanni Battista conservato ai Musei Capitolini gli assomiglia molto, e la stessa cosa vale per l’angelo che sorregge Cristo nella Conversione di San Paolo. Abramo, pur trovandosi in una posizione scomoda, non tentenna neanche un istante davanti alla  richiesta di Dio, e così si mette all’opera e prepara suo figlio per il sacrificio. Il Sacrificio di Isacco è rappresentato nel momento decisivo dell’episodio biblico. Ci tenevo a ringraziarti per l’eccellente analisi da cui ho preso qualche utile spunto.

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