l'icona della madonna del pilerio

... La battuta sembra descrivere quanto avvenuto in questo mese estivo di agosto, durante il quale l’Icona Pellegrina della Madonna del Pilerio è stata graditissima ospite nella nostra Cappella. Di Dario Guida M. P., Cultura artistica della Calabria medievale, di Mauro Edizioni, 1978. Questo titolo potrebbe risalire proprio al periodo di dominazione spagnola o comunque all’epoca del miracolo della peste nel 1576, epoca nella quale l’influenza della pietas spagnola potrebbe aver portato a Cosenza la devozione per la Vergine del Pilar, anch’essa collocata su di una colonna. Se vuoi ricevere gratuitamente tutte le notizie sulla Calabria lascia il tuo indirizzo email nel box sotto e iscriviti: Lactv.it © - LaC News24 - La Calabria che fa notizia - Diemmecom Società Editoriale Srl - reg. Nel 1783 un violento terremoto si abbatté su Cosenza. Il Bambino è rappresentato con due addomi, strettamente legati da una fascia rossa intrecciata, ad indicare che le due nature umana e divina che sono unite in Cristo. Un atto di fede verso la Santa Patrona alla quale i cosentini chiedono la grazia, anche questa volta, di respingere l’epidemia del terzo millennio come fece, secondo la tradizione, quando nella seconda metà del Cinquecento, salvò la città dalla peste. Il capo ed il braccio sinistro presentano il colore bianco, simbolo della purezza. Il culto alla Madonna del Pilerio come Patrona di Cosenza risale all’anno 1576, quando un’epidemia di peste devastava diverse regioni d’Italia. La Vergine come in ogni antica icona indica con la mano sinistra il figlio, si fa Odigitria (indica la Via) per tutti coloro che guardano la sua immagine e che potrebbero cadere nella tentazione di fermare lo sguardo su di lei. Le sue mani, avvolte in un manto purpureo, reggono il Bambino vestito con una tunica trasparente stretta da una fascia rossa, seduto sulla mano destra della Madre e con i piedi poggiati sulla mano sinistra. La seconda incoronazione risale al 12 giugno 1836, la terza al mese di maggio del 1922 [approfondimento tratto dal Museo Diocesano di Cosenza]. Più precisamente, il titolo deriva dal culto per la Virgen del Pilar, patrona della cultura ispanica diffusasi nell’Italia meridionale e insulare in età aragonese; potrebbe però molto più verosimilmente derivare da un preesistente appellativo di origine greca riferito a “porta” o “pilastro”, legato all’uso, tipico dell’epoca bizantina, di sistemare le immagini sacre su pilastri o porte. Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Iscriviti per ricevere aggiornamenti su gli eventi e le attività di Cosenza Cultura, Cosenza Cultura vive anche delle tue idee: inviaci una tua proposta o condividi con noi il calendario dei tuoi eventi, Turismo e marketing territoriale Coronavirus, i cosentini invocano la protezione della Madonna del Pilerio. Più precisamente, il titolo deriva dal culto per la Virgen del Pilar, patrona della cultura ispanica diffusasi nell’Italia meridionale e insulare in età aragonese; potrebbe però molto più verosimilmente derivare da un preesistente appellativo di origine greca riferito a “porta” o “pilastro”, legato all’uso, tipico dell’epoca bizantina, di sistemare le immagini sacre su pilastri o porte. La macchia, considerata un prodigio, fu interpretata come segno della protezione della Madonna del Pilerio verso la città di Cosenza, da allora dichiarata Protettrice della Città. A cura di Antonio Marchianò. Arcidiocesi di Cosenza-Bisignano - C.F. Nel 1779 una fonte tarda ne testimonia la collocazione nell’attuale Cappella della Madonna in segno di riconoscenza verso la Vergine per aver liberato la città dalla peste che la colpì negli anni dell’episcopato di Francesco Borgia (1499-1511). Credits: e way Enterprise Business Solutions s.r.l. La preghiera andrà in onda dalla Cappella della Madonna del Pilerio della Cattedrale di Cosenza e sarà presieduta dall’Arcivescovo di Cosenza-Bisignano, mons. “Ci affidiamo con fiducia alla sua santità immacolata dunque con la visita dell’Icona Pellegrina della Madonna del Pilerio che si terrà Lunedì 29 Luglio con inizio alle ore 18.30, quando – si legge in una nota –  sarà accolta presso il Piazzale del Santuario di San Francesco di Paola”. La Vergine avrebbe infatti protetto la città dal terremoto del 1783, da quello del 12 febbraio 1854, in seguito al quale sarebbe stata istituita la “Festa del patrocinio”, e anche da quelli del 1832 e del 1835. Di pregevolissima fattura, è espressione dell’iconografia dell’Oriente cristiano nello stile e nel significato, ma la manifattura è di mano occidentale, considerando l’iscrizione latina presente nella parte superiore dell’opera. Tutte le icone, ma particolarmente quelle della Madre di Dio, sono accompagnate dall’oro che indica il progetto e l’iniziativa di Dio, la gloria scende e prende possesso della tenda. Il fondo, attualmente ridotto alla sola preparazione, ha perso l’originaria doratura ma, ai lati dell’aureola della Madonna, sono leggibili le abbreviature del “nome sacramentale” “MR” “DNI”, dipinte in bianco a caratteri gotici. Mario Corraro, delegato dell’Arcivescovo per la. Gesù che prende il latte dalla mammella diventa un particolare iconografico molto evidente: c’è una stretta tensione tra Cristo che è capo della Chiesa e il suo corpo mistico, di cui Maria ne è icona perfetta. Leone G., Icone della “Teotokos” in Calabria, in “Concilio Niceno II e l’iconografia mariana in Calabria”, atti del convegno, Cz, 1987, a cura di Squillace M., Edizioni Vivarium, Catanzaro, 1990, pp.119 e ss. Il culto cattolico della Madonna del Pilerio risale all’anno 1576, quando una devastante epidemia di peste si accanì sulla città di Cosenza facendo numerose vittime. La copia dell’icona della Madonna del Pilerio (il quadro originale è custodito nell’omonima cappella della Cattedrale) appartiene all’iconografia della Galaktotrophousa (Madonna che allatta). Write CSS OR LESS and hit save. L'Icona della Madonna del Pilerio. Roberta Santelli Il Quadro Pellegrino della Madonna del Pilerio sosterrà: Martedì 30 Luglio e Mercoledì 31 Luglio, presso la Parrocchia S. Caterina V.M; Giovedì 1 Agosto presso la Parrocchia S.S. Annunziata; Venerdì 2 e Sabato 3 Agosto nuovamente in Parrocchia S. Caterina V.M; da Lunedì 9 Settembre a Domenica 15 Settembre presso la Parrocchia S. Maria di Porto Salvo; Giovedì 15 Settembre presso la Parrocchia Madonna del Carmine a Sotterra. Nella tradizione e nella liturgia bizantina è uso collocare la Vergine proprio alla porta del Tempio e nei punti strategici delle Città come atto di affidamento alla “Cu­stode” del popolo di Dio (dal greco puloròs = custode della porta). XII, è custodita nella Cattedrale di Cosenza. Maria si mette in viaggio, per visitarci tutti e ciascuno e raggiungerci nelle nostre comunità. Durante la seconda guerra mondiale si ebbero a Cosenza due spaventosi bombardamenti che decimarono quasi la città: il 12 aprile e il 28 agosto 1943. Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Un drappo rosso posto tra le mani della Madonna richiama la sua signoria, la sua potestà regale e sacerdotale, la sua divinità. La regressione della peste nella città, che avvenne nei mesi successivi, venne interpretata come un vero e proprio miracolo. Il culto risale, secondo la tradizione, all’anno 1576, quando la Madre Celeste protesse Cosenza dalla devastante epidemia di peste. Luigi Vircillo, Ufficio stampa Comune di Cosenza Juliette G. Scigliano Le scritte in latino (MR e DOMINI) collocate rispettivamente a sinistra e a destra dell’immagine come prescritto dal Concilio di Nicea (787d.C) indicano la maternità divina di Maria. La salvifica missione misericordiosa della beata Vergine Maria guiderà la comunità religiosa con la presenza dell’icona Pellegrina della Madonna del Pilerio, Anniversario di Patronato sull’intera Diocesi. Dino Trabalzini, in chiusura dei festeggiamenti per l’anno Mariano, con una solenne celebrazione eucaristica, proclamò la Madonna del Pilerio Patrona Principale dell’Arcidiocesi di Cosenza-Bisignano. Secondo la tradizione cattolica la popolazione ormai allo stremo, visti gli infruttuosi tentativi umani di arginare l’epidemia, si rivolse a Dio. Il marrone della veste della vergine è richiamo della sua umanità, mentre l’altra parte di manto di colore blu che avvolge la donna, ed avvolge anche gli abiti, indica il privilegiato rapporto con Dio di questa creatura. Un accurato restauro permette di datare con esattezza l’icona e farla risalire alla seconda metà del XIII secolo, risultato del fenomeno artistico che lega la Sicilia alla Toscana attraverso la Calabria e la Campania, con innesti della cultura pittorica pugliese. A seguito dell’evento, la Madonna del Pilerio venne eletta a Patrona Protettrice di Cosenza. Le sue mani, avvolte in un manto purpureo, reggono il Bambino vestito con una tunica trasparente stretta da una fascia rossa, seduto sulla mano destra della Madre e con i piedi poggiati sulla mano sinistra. La grazia trasfigura la creatura nella quale “abita l’Altissimo”. XII, è custodita nella Cattedrale di Cosenza. Maria Cerzoso Un drappo raffigurante la sacra effigie della Santa Patrona della città esposto sulla facciata di Palazzo dei Bruzi. trib. Sulla facciata di Palazzo dei Bruzi è comparso un drappo recante la sacra effige della Madonna del Pilerio. Rosario da Genova: dove seguire in diretta la preghiera dell’18 novembre, I programmi in tv oggi, 18 novembre 2020: film, intrattenimento e calcio, Federico Caffè protagonista del nuovo appuntamento con “Italiani”, I programmi in tv oggi, 17 novembre 2020: film, intrattenimento e attualità, Negramaro ospiti della “Suite 102.5 Prime Time Live”, I programmi in tv oggi, 16 novembre 2020: film, intrattenimento e attualità. Il 6 luglio 1798 si stabilì la celebrazione della sua festa, il giorno 8 settembre di ogni anno, per la sua Natività. Il 6 ottobre 1984 avvenne la storica visita alla Madonna del Pilerio e al Duomo da parte di Sua Santità Papa Giovanni Paolo II, la cui devozione filiale alla Madonna contraddistinse il suo intero pontificato. Il neo commissario Eugenio Gaudio rinuncia all’incarico, Cosenza, trovati rifiuti pericolosi e amianto, Morano Calabro, misure più restrittive e aiuti agli operatori commerciali, Soldi ai laboratori privati, per Di Natale “tutto a discapito della sanità pubblica”, Omicidio Sacko, condannato a 22 anni va ai domiciliari con braccialetto, Presentato a Cosenza il libro di Tobias Jones. A trent’anni di distanza  si fa memoria di quell’ evento rinnovando l’atto di consacrazione della Diocesi alla sua Celeste Patrona. Sii il primo a votare questo post. Iscriviti alla nostra newsletter per rimanere sempre aggiornato sulle novità di tutto il mondo Storiarte: Dichiaro di aver letto e accettato che i miei dati siano raccolti e trattati da Progetto Storia dell'Arte per i fini dichiarati, secondo l’informativa dell'articolo 13 del Regolamento UE 679/2016 (“GDPR”) - Privacy policy - Cookie policy, © 2020 Progetto – Storia dell’ Arte – Tutti i diritti riservati –. Nel corso dei secoli l’icone ha subito vari danni ed è stata oggetto di rimaneggiamenti fino ad essere ridipinta e poi riportata alla bellezza originale nel 1976-77. Di pregevolissima fattura, è espressione dell’iconografia dell’Oriente cristiano nello stile e nel significato, ma la manifattura è di mano occidentale, considerando l’iscrizione latina presente nella parte superiore dell’opera. La presenza della tavola all’interno della Cattedrale cosentina trova la sua più antica attestazione in un atto notarile del 29 gennaio del 1594. Davanti a Maria per offrirle. Molti altri particolari pittorici esprimono rimandi dottrinali e simbolici: ad esemio, le tre stelline sul capo e sulle spalle della Vergine vorrebbero indicare la SS Trinità; l’aureola formata da medaglioni dorati, i 11 Apostoli; il nastro rosso che cinge il Bambino, la sua natura divina, mentre il doppio corpo quella umana. Il 12 giugno 1836 l’Arc. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo. Giovan Battista Costanzo, per meglio favorire l’afflusso dei pellegrini, tolse l’icona dal luogo dove si trovava e lo collocò prima su uno dei pilastri della navata centrale del Duomo, poi sull’altare maggiore, e infine, nel 1607, nella cappella appositamente costruita e dedicata alla Vergine, dove ancora oggi si venera. La seconda incoronazione risale al 12 giugno 1836, la terza al mese di maggio del 1922. Risulta come uno dei prodotti artistici più rilevanti di un vasto movimento artistico e culturale che subì sia gli influssi del “bizantinismo aulico delle opere messinesi del XIII secolo, sia le affinità delle ricerche plastiche perseguite dai maestri toscani pre-cimabueschi” L’icona si inserisce, inoltre, in una linea che unisce, dal punto di vista artistico, Monreale, Messina e la Campania. CTRL + SPACE for auto-complete. In seguito al terribile terremoto del 12 febbraio 1854 i cosentini chiesero e, l’11 gennaio 1855 ottennero, dall’autorità ecclesiastica l’istituzione di una seconda festa, detta “del patrocinio”, in onore della Vergine da celebrarsi ogni anno, il 12 febbraio. L’Icona della Madonna del Pilerio, datata al Sec. Lorenzo Puntillo (1833-1873) fece una seconda incoronazione con corone d’oro e gemme di grande valore. Non è escluso anche il richiamo alla Passione. L’icona della Madonna del Pilerio attualmente custodita e venerata nella Cattedrale di Cosenza, nella cappella a lei dedicata, è un pregevole dipinto su tavola risalente al XIII sec. Annarita Callari Laura Cipparrone Infatti, l’icona ritrae la Madonna nell’atto di allattare Gesù. XII, è custodita nella Cattedrale di Cosenza. Il culto risale, secondo la tradizione, all’anno 1576, quando la. Secondo la Di Dario Guida, l’icona sembra essere stata eseguita durante l’ultimo scorcio della dominazione Sveva. pec: comunedicosenza@superpec.it, Oreste Cappella Dino Trabalzini, in chiusura dei festeggiamenti per l’anno Mariano, proclamò la Madonna del Pilerio Patrona Principale dell’Arcidiocesi di Cosenza-Bisignano e ne confermò il titolo di “Patrona della Città di Cosenza”. Le tre stelle, secondo l’iconografia classica bizantina, sono collocate una sulla fronte e due ai lati sulle spalle. Fu allertato il Vicario generale dell’epoca, si sparse immediatamente la notizia, e una grande folla si recò ad ammirare coi propri occhi lo strano evento, che venne interpretato come volontà della Vergine di accollarsi la malattia per liberare la popolazione. Infatti, l’icona ritrae la Madonna nell’atto di allattare Gesù. e way Enterprise Business Solutions s.r.l. Nell’iconografia orientale, l’icona della Vergine che nutre al seno il Figlio viene detta Galaktotrophousa e il velo rosso, mafòrion (manto), dettaglio che vvicina la Madonna del Pilerio di Cosenza alla Vergine del Monastero di Kikko, a Cipro. Maria Sisca Le dita delle mani indicano anche alcune verità di fede: le tre dita della mano destra richiamano il mistero trinitario e ancora il parto verginale di Maria toccata dal mistero dell’Incarnazione; le due dita della mano sinistra invece indicano la doppia natura umana e divina di Cristo. VV 23/05/1989 n°38 - R.O.C. Essa presenta la Vergine Maria nell’atto di allattare Gesù Bambino al seno ammantata d’azzurro, simbolo della trascendenza, esprimendo il rapporto fra Dio e la sua creatura. Al termine, per le 21:30, ci sarà l’adorazione eucaristica. La stessa tradizione distingue nel volto della Vergine il segno del morbo allontanato e attribuisce all’immagine sacra il potere di proteggere la popolazione in caso di sismi o epidemie. Evoluzione stilistico-formale della suppellettile sacra tra il XVII e il XX secolo, Il Tesoro della Cattedrale: la Stauroteca, Il Quadro Divino: la sacra icona della Madonna del Pilerio, Il modello e le repliche: l’iconografia della Madonna del Pilerio, Gli artisti della Cattedrale. Giovan Battista Costanzo per favorire l’afflusso dei pellegrini. Il 17 aprile 1607, su richiesta unanime dei cosentini, l’Arc. Rosario dalla Cappella della Madonna del Pilerio a Cosenza: ecco quando. Alle ore 19.00 seguirà la celebrazione della Santa Messa in Basilica, presieduta dal Rev. Il 10 ottobre 1988 Mons. Napolillo V., Storia e fede a Cosenza, la Madonna del Pilerio, Edizioni Santelli, Cosenza, 2002, p.13. Mons. È il segno della peste di cui Maria si è caricata per liberare miracolosamente la città di Cosenza afflitta dal terribile morbo e di cui storia e devozione popolare sono ancora testimoni. La copia dell’icona della Madonna del Pilerio (il quadro originale è custodito nell’omonima cappella della Cattedrale) appartiene all’iconografia della Galaktotrophousa (Madonna che allatta). Sac. Tutti allora lessero questo segno come un rivelativo della protezione della Santa Madre di Dio verso Cosenza: la città affacciata sulla confluenza di Crati e Busento non conobbe quella drammatica ondata della malattia. Anche in questa occasione i cosentini si affidarono alla protezione della Madonna del Pilerio, e chiesero e ottennero da Achille Lauro (amministratore apostolico dell’Arcidiocesi) una processione. del Pilerio il monumentale Duomo di Cosenza. Esso si intravede sulla fronte, nella manica del braccio sinistro ed è l’abito che ella indossa sotto tutti gli altri. Redazione Cosenza Channel Send an email 2 settimane fa. Pio IX, Bolla Ineffabilis Deus, dogma dell’Immacolata, 8 dicembre 1854. dal Rev. Vivarium 1990. L’icona della Madonna del Fileremo è, in assoluto, la rappresentazione più sacra a cui da secoli Dame e Cavalieri dell’Ordine di Malta sono devoti, il simbolo per eccellenza della spiritualità mariana dell’antico Ordine degli Ospedalieri di San Giovanni. Copre il Bambino un trasparente velo bianco che ricorda la divina purezza di Cristo agnello senza macchia che toglie i peccati del mondo e riscatta con l’effusione del suo sangue l’intera umanità dalla schiavitù, dai peccati e dalla morte. Un ultimo segno che appare sulla tavola è la macchia scura sul volto della Vergine. Dopo aver subito vari danni è stata riportata alla bellezza tra il 1976 e il 1977. Elena Scrivano La tradizione vuole che un devoto in preghiera davanti all’icona della Madonna del Pilerio, si accorse che sul viso della Vergine era fiorita una macchia simile a un bubbone pestifero. 251. La notizia del segno prodigioso non tardò a divulgarsi, e dai paesi vicini iniziò un crescente accorrere di devoti. Nessun voto finora! L’icona della Madonna del Pilerio è di provenienza occidentale. La sua corona è formata da undici medaglioni d’oro i quali rimandano all’episodio della Pentecoste, gli undici discepoli che con Maria attendono il dono dello Spirito Santo. Enea Selis nel 1976-77 ed eseguiti presso la Sovrintendenza per i Beni culturali è stata ripristinata la bellezza originale, che ha permesso una lettura approfondita della immagine dipinta sul legno. Al termine, per le 21:30, ci sarà l’adorazione eucaristica. Giuseppe Di Donna Il colore rosso è il simbolo della divinità. L’icona della Madonna del Pilerio (dipinto 95×65 cm) è un’altissima espressione d’arte del Mediterraneo occidentale, come chiarisce l’iscrizione in latino. Iole Perito, Complesso Monumentale San Domenico Mondo Ultras e Cosenza diventano i protagonisti, Più di 10 mila visualizzazioni per “Art Fabrique Digital, Sospensione”, Come capire se Bitcoin Evolution funziona davvero, Ostaggi, finite le riprese del film di Eleonora Ivone girato a Rende, “Lupo racconta la SMA”, un podcast per far conoscere l’atrofia muscolare spinale, «Uscire dall’ombra della depressione», tavola rotonda ‘virtuale’ in Calabria. Base di ogni colore è il bianco che in tutta la tavola esprime la purezza, l’immacolato concepimento della Vergine. L’anno 1948 fu caratterizzato dalla “Peregrinatio Mariae” voluta da Calcara come preparazione al Congresso Mariano programmato per il 1951. Si tramanda che nell'anno 1576, mentre la peste desolava diverse regioni d'Italia, un devoto, in preghiera davanti all'icona della Madonna del Pilerio, si accorse di una macchia simile al bubbone pestifero, presente sul viso dell'Immagine. L’icona della Madonna del silenzio realizzata sul lago d’Orta. La stessa tradizione distingue nel volto della Vergine il segno del morbo allontanato e attribuisce all’immagine sacra il potere di proteggere la popolazione in caso di sismi o epidemie. I pellegrinaggi continuarono nel tempo e crebbero di numero, tanto che nel 1603 l’Arcivescovo Mons. Si caratterizza per il Bambino nutrito dal seno della Madre e dal velo rosso che scende dal capo della Vergine. Il 20 febbraio nuovamente ci fu a Cosenza un violento terremoto. Infatti, l’icona ritrae la Madonna nell’atto di allattare Gesù. Leone G., Icone della “Theotokos” in Calabria, Ed. La sua corona è formata da undici medaglioni d’oro i quali rimandano all’episodio della Pentecoste, gli undici discepoli che con Maria attendono il dono dello Spirito Santo. La Vergine Maria regge il Bambino tra le braccia e Gesù è seduto delicatamente sulla mano destra; essa diventa per lui quasi un trono da cui regna. Dadone: “Sanità, scuola, comuni: proviamo a difendere il Paese in questa... Commissione Agricoltura, interrogazioni a risposta immediata, Coronavirus in Italia, bollettino del giorno 18 novembre 2020. Il culto della Madonna del Pilerio. L’icona della Madonna del Pilerio attualmente custodita e venerata nella Cattedrale di Cosenza, nella cappella a lei dedicata, è un pregevole dipinto su tavola risalente al XII sec. Pierfrancesco Manna, Iscrivendoti dichiari di aver letto e accettato i nostri, Biblioteca Nazionale – Area Archeologica Piazzetta Toscano, Centro Internazionale di Studi Telesiani, Bruniani e Campanelliani, Le Strade del Paesaggio – Festival del Fumetto, Di Piazza in Piazza – Festival delle Arti di Strada. Maria si mette in viaggio, per visitarci tutti e ciascuno e raggiungerci nelle nostre comunità. nei prossimi giorni e per circa tre anni l’Icona della Madonna del Pilerio sarà pellegrina in ciascuna delle comunità parrocchiali della nostra Chiesa diocesana. Mons. Gli stucchi della cappella della Madonna del Pilerio restaurati dall’Unical VIDEO Il corso di laurea magistrale a ciclo unico in "Conservazione e Restauro dei Beni Culturali” ha restaurato parte della Madonna del Pilerio. Francesco Nolè. Il capo ed il braccio sinistro presentano il colore bianco, simbolo della purezza. Il fondo, attualmente ridotto alla sola preparazione, ha perso l’originaria doratura ma, ai lati dell’aureola della Madonna, sono leggibili le abbreviature del “nome sacramentale” “MR” “DNI”, dipinte in bianco a caratteri gotici. Nel corso dei secoli l’icone ha subito vari danni ed è stata oggetto di rimaneggiamenti fino ad essere ridipinta e poi … La Vergine avrebbe infatti protetto la città dal terremoto del 1783, da quello del 12 febbraio 1854, in seguito al quale sarebbe stata istituita la “Festa del patrocinio”, e anche da quelli del 1832 e del 1835. Un accurato restauro permette di datare con esattezza l’icona e farla risalire alla seconda metà del XIII secolo, risultato del fenomeno artistico che lega la Sicilia alla Toscana attraverso la Calabria e la Campania, con innesti della cultura pittorica pugliese. Sofia Vetere, Annarita Callari Il mistero dell’Incarnazione infatti è strettamente collegato con quello della Redenzione. La macchia fu considerata come un prodigio e come segno… Secondo la tradizione, nel Cinquecento salvò la città di Cosenza dalla peste. e misura 95 x 65 cm; eseguita in ambito mediterraneo occidentale la per le sue caratteristiche iconografiche è definita “bizantina”. Dopo i terremoti del 1783 e poi del 1854, che hanno sconvolto la Calabria, ancora una volta la città di Cosenza ha sperimentato la protezione della Madonna del Pilerio che la elesse sua speciale Patrona.Il 9 ottobre 1984 l’allora Arcivescovo, Mons. L’icona è avvolta da una luce tutta particolare che emerge dallo sfondo oro che simboleggia la gloria di Dio che tutto abbraccia. L'iscrizione in latino dice chiaramente che non è una icona arrivata dall'oriente, ma eseguita in ambito mediterraneo occidentale. Stefania Luise Cultura artistica meridionale tra il XVII e il XVIII secolo nell’Arcidiocesi di Cosenza-Bisignano. COSENZA – Il legame tra i fedeli e Maria di Nazareth ha da sempre una rilevanza ecclesiale universale ma anche di grazia, nella percezione che Ella intercede per tutti gli uomini in quanto nostra Madre. L’Icona della Madonna del Pilerio, datata al Sec. Il 9 ottobre 1984 l’allora Arcivescovo, Mons. Portavoce del Sindaco In particolare, studi recenti attribuiscono l’opera a una fase complessa della cultura artistica meridionale, capitolo conclusivo dell’arte federiciana. Se continui ad utilizzare questo sito noi assumiamo che tu ne sia felice. COSENZA – Il legame tra i fedeli e Maria di Nazareth ha da sempre una rilevanza ecclesiale universale ma anche di grazia, nella percezione che Ella intercede per tutti gli uomini in quanto nostra Madre. voluta dall’Arcivescovo Mons. Il 6 marzo 1989 Papa Giovanni Paolo II ha ufficialmente riconosciuto la Vergine del Pilerio Patrona della Diocesi. che hanno sconvolto la Calabria, ancora una volta la città di Cosenza ha sperimentato la protezione della Madonna del Pilerio che la elesse sua speciale Patrona. Nell’ambito dei festeggiamenti religiosi della Madonna del Pilerio, Patrona di Cosenza, si realizza un evento esclusivo, che vede protagonista l’icona della Madonna custodita nel Duomo di Cosenza: suoni, colori, luci, immagini e musica al servizio della tradizione religiosa più sentita dai cosentini, ripercorrendo, tra sacro e profano, la strada della leggenda, della storia e della religiosità della Madonna del Pilerio. La festa della Madonna del Pilerio si celebra il giorno 12 Febbraio di ogni anno, in ricordo del terremoto che, inquella data, colpì la Calabria nell’anno 1854. Il titolo di Pilerio, chiaramente postumo alla sua realizzazione, offre diverse interpretazioni, alcune anche apparentemente contrastanti, ma tutte permettono di cogliere la ricchezza delle interpretazioni di tipo teologico, devozionale e pastorale date all’icona. Il velo rosso che scende sulla spalla vuole significare che la Vergine Maria è stata “avvolta” dall’alto e ricoperta dalla grazia. maggiori informazioni Accetto. La più tradizionale interpretazione del titolo è quella di Pilastro. La copia dell’icona della Madonna del Pilerio (il quadro originale è custodito nell’omonima cappella della Cattedrale) appartiene all’iconografia della Galaktotrophousa (Madonna che allatta). l’Espresso, Roma, 1983, p.157. I due particolari pittorici relativi all’allattamento del Divin Bambino e del Maforiuòn (manto rosso) emergono nella loro immediatezza appena ci si accosta all’icona. L’iconografia del seno si chiarisce ancora di più se la Vergine è colta nella dimensione di nutrice dei figli (Colei che nutre, imbandisce il banchetto, la mensa) fino a diventare, come la invoca la Chiesa ortodossa, Tra­peza, evidente richiamo alla mensa eucaristica. Testimonianze di questa influenza sono ancora presenti, ad esempio, nell’America latina, dove forte fu la dominazione spagnola. La copia dell’icona della Madonna del Pilerio (il quadro originale è custodito nell’omonima cappella della Cattedrale) appartiene all’iconografia della Galaktotrophousa (Madonna che allatta). Il 10 maggio 1981 l’Arc. L’icona della Madonna del Pilerio (dipinto 95×65 cm) è un’altissima espressione d’arte del Mediterraneo occidentale, come chiarisce l’iscrizione in latino. L'Icona della Madonna del Pilerio è una insigne espressione di questa particolare forma artistica. I medaglioni dorati intorno al capo della Vergine sono undici. Nel 1922 avvenne una terza incoronazione, autorizzata dal capitolo Vaticano e celebrata dall’Arc. L’icona infatti fino ad allora era considerata di scarso valore artistico, e solo una mera riproduzione di una più antica icona medievale. I Vangeli riportano diversi episodi nei quali la Madonna, che era una donna giovane e semplice, osservava in silenzio ciò che le accadeva intorno.Serbava nel suo cuore cose di cui avrebbe capito il significato in seguito. 98012000786 L’icona della Madonna del Pilerio di Cosenza al Santuario di San Francesco di Paola. Solo con i restauri voluti dall’arcivescovo Mons. Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Esse indicano che Maria è inabitata dalla Trinità ma anche la sua Verginità prima, durante e dopo il parto. La presenza della tavola all’interno della Cattedrale cosentina trova la sua più antica attestazione in un atto notarile del 29 gennaio del 1594. Piazza Tommaso Campanella – 0984.813013 Email: settore.cultura@comune.cosenza.it voluta dall’Arcivescovo Mons. L'Opinionista ® © 2008 - 2020 Giornale Online Nazionale di Informazione ed Approfondimento. Essa presenta la Vergine Maria nell’atto di allattare Gesù Bambino al seno ammantata d’azzurro, simbolo della trascendenza, esprimendo il rapporto fra Dio e la sua creatura. Un drappo raffigurante la sacra effigie della Santa Patrona della città esposto sulla facciata di Palazzo dei Bruzi. Inaugurata la mostra mariana in occasione del 30° anniversario della proclamazione della Madonna del Pilerio a patrona della città di Cosenza. Dino Trabalzini elevò a Santuario della Vergine SS. In quell’occasione si constatò un altro segno sul viso dell’immagine della Madonna: furono infatti notate delle screpolature, che poi scomparvero ma non del tutto, una volta passato il pericolo. Frangipane A., Inventario degli oggetti d’arte d’Italia, II – Calabria, Roma 1933, p. 121. Una tradizione leggendaria colloca lo stesso miracolo più tardi, intorno agli anni 1576-77, periodo in cui l’icona doveva essere esposta su un pilastro interno della navata, da qui il nome di Madonna del Pilerio. Tuoto G., La Madonna del Pilerio, Leggenda, Cosenza 2001, p. 32. Il termine “Pilerio” deriva probabilmente da piliero (pilastro), oppure dal greco puleròs (guardiana, custode della porta della Città).

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