la chiamata dei primi discepoli commento

Sto in silenzio e lascio che queste parole così semplici, ma potenti, mi avvolgano, prendendo possesso della mia vita. Non era affatto questa la prassi abituale nel mondo ebraico, dove era l’allievo a scegliere un maestro e a chiedergli di poterlo seguire per compiere un itinerario di formazione, umana, intellettuale, religiosa. Gesù si sposta continuamente e mette in moto altri ("Seguitemi"). Mi chiedo se veramente io sto seguendo il Signore, se sto camminando nella sua stessa direzione, stando attento a porre i miei piedi sulle orme che Lui lascia dietro a Sé. By La redazione - 25/01/2008. Ma torniamo al senso di quella proposta formativa, l’essere pescatori di uomini, anzi, il “farsi fare”, il farsi rendere da questo misterioso Gesù pescatori di uomini. Da quel momento ogni figlio di Dio rimarrà segnato, sigillato, da quel sangue di salvezza. Il Signore fa davvero così con noi: Egli si volta verso di noi, si avvicina, si prende a cuore la nostra presenza, la nostra vita, il nostro cammino dietro a Lui e ci guarda, a lungo, con amore soprattutto, ma anche con intensità, con coinvolgimento, con profonda attenzione. AUTORI E ISCRIZIONE - RICERCA. Amen. Nella chiamata di due coppie di fratelli che si mettono insieme alla sequela di Gesù, c’è già l’indicazione che sta nascendo una comunità basata su una nuova fratellanza. Che cosa io cerco veramente? Currently /5; Per votare devi eseguire l'accesso: puoi farlo cliccando qui. 35-36: Giovanni Battista vive un'esperienza fortissima di incontro con Gesù; infatti è precisamente qui, al terzo giorno, che egli lo riconosce pienamente, che lo proclama con tutte le forze e lo indica come vera via da seguire, come vita da vivere. e lascio che mi porti con sé, a casa sua. Eccolo, è qui. Tale risposta è soprattutto sequela. Inizia qui la sequela, che conduce fino all'Apocalisse, fino alla realtà del cielo. Per Dio nulla è casuale e improvvisato. Anche i profeti parlano di un agnello preparato per il sacrificio: pecora muta, tosata senza che apra la sua bocca, agnello mansueto condotto al macello (Is 53, 7; Ger 11, 19). E' Lui che prende l'iniziativa, lo so e che mi dice: "Tu seguimi", come al giovane ricco (Mt 19, 21), come a Pietro (Gv 21, 22); ma io, come rispondo, in verità? Cerco di incontrare davvero il Signore in questa pagina, lasciandomi scrutare e conoscere da Lui.a) "Il giorno dopo Giovanni stava ancora là". Se vuoi saperne di più, consulta la cookie policy. - Clicca qui per sapere il perché. Io sto, o mi siedo, attendo o non spero più?b) "Fissando lo sguardo su Gesù". Gli schemi di Dio si ripetono e Matteo, da buon ebreo, è pronto decifrarli. 14 gennaio 2018II DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO B). Lascio che Gesù, venendo, fissi su di me il suo sguardo, e lascio che mi porti con sé, perché voglio dimorare presso di Lui... ACTIO Sii attento alle chiamate del Signore per poterlo testimoniare davanti agli altri là dove il Signore ti pone. 41Egli incontrò per primo suo fratello Simone e gli disse: «Abbiamo trovato il Messia» – che si traduce Cristo – ĞÏࡱá > şÿ E G şÿÿÿ D ÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿì¥Á 5@ ğ¿ Q: bjbjÏ2Ï2 .J ­X ­X 62 ÿÿ ÿÿ ÿÿ ˆ ê ê ê î f f f ê ò ò ò 8 * F ê ± î n n " � � � � � � 0 2 2 2 2 2 2 $ Ÿ R ñ ¬ V f � � � � � V f f � � k † † † � f � f � 0 † � 0 † † ¦ f f ¦ � b °3åLÂÍË ò � b ¦ � 0 ± ¦ � p � ¦ z D ¾ , ö D : , f f ¦ " � f È T � � † � � � � � V V ê ê „ n „ p ê ê n LECTIO La Chiamata dei primi discepoli Mt 4, 18-22. chiamata servizio vocazione. Ciò che qualifica il discepolo di Gesù non è tanto il termine "imparare" (come vorrebbe la sua etimologia), ma il verbo "seguire", cioè condividere il progetto di vita del Maestro. Distogli i miei occhi dalle cose vane, fammi vivere sulla tua via" (Sal 118, 18. I suoi occhi sono fissi dentro di noi; sono disegnati nelle nostre viscere, come canta san Giovanni della Croce nel suo Cantico Spirituale. Le due coppie di fratelli diventano attive e proseguono l’azione di Gesù solo dopo le sue parole (riferite esplicitamente nella prima scena, omesse nella seconda), che hanno il potere narrativo, come si diceva prima, di metterli in moto perché essi, da una condizione certamente non passiva ma spazialmente statica (stanno lavorando ma sono fermi, stanno in un luogo), lasciano qualcosa o qualcuno (i complementi oggetto di questo lasciare sono accuratamente distinti dal narratore) e seguono Gesù, cominciando quel cammino, reale e metaforico, che li vedrà impegnati fino alla fine del racconto e, implicitamente, anche oltre il Vangelo stesso. Lui sta, rimane. CONTEMPLATIO Prendo il mio cuore, il mio intimo e mi conduco ancora più in profondità nelle parole di questo vangelo; entro nel luogo e nel tempo in cui il Signore passa, guarda, parla, chiama, cambia la vita. Voglio pormi anch'io in questa ricerca?e) "Si fermarono presso di lui". Il teatro dell’azione è il lago di Genezaret, dove si svolgerà di preferenza la missione di Gesù. Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. I discepoli – e noi con loro, in loro – videro, quel pomeriggio, dove Gesù abitava, cioè compresero e conobbero qual è la sua vera dimora, non un luogo, non uno spazio... Infine torna di nuovo il verbo dell'inizio. Egli incontrò per primo suo fratello Simone, e gli disse: «Abbiamo trovato il Messia (che significa il Cristo)» e lo condusse da Gesù. 12, viene offerto l'agnello pasquale, senza macchia, perfetto; il suo sangue versato salva i figli di Israele dallo sterminatore, che passa di casa in casa, nella notte. Prendo il mio cuore, il mio intimo e mi conduco ancora più in profondità nelle parole di questo vangelo; entro nel luogo e nel tempo in cui il Signore passa, guarda, parla, chiama, interroga, invita, fa entrare, cambia il nome, cambia la vita e fa risorgere. So che posso trovare pace solo ricambiando questo sguardo, come ha fatto Stefano (At 7, 55). So che senza di te nulla pescherò nella notte della mia solitudine e della mia delusione. "Guardate a Lui e sarete raggianti; non saranno confusi i vostri volti", dice il salmo ed è proprio vero. Non è un fermarsi fisico, temporaneo; i discepoli non sono solo degli ospiti di passaggio, che presto andranno via. vv. Se apprezzi il nostro lavoro sostienici abbonandoti a La Voce. In Matteo questa opacità della finalità della sequela sembra durare a lungo, perché la risposta sul senso dell’essere pescatori di uomini si farà attendere. E se Giovanni vede così, se è capace di penetrare le apparenze, significa che già prima egli era stato raggiunto dallo sguardo d'amore di Gesù, già prima era stato illuminato. In te io voglio entrare, voglio vivere. E stranamente inizia in Galilea e non sulle rive del Giordano. Quello di Gesù fu un ministero itinerante che giustifica l’invito alla sequela, un invito a camminare con lui sulle vie del mondo ininterrottamente. L’espressione ha chiaramente i contorni di una metafora “opaca”, che volutamente lascia nel dubbio il lettore. Chi lo segue si ferma dove si ferma lui, sulla croce e in cielo, dove finalmente siede alla destra del Padre. Andrea corre a chiamare suo fratello Simone, perché vuole condividere con lui il dono infinito che ha ricevuto. No, il Signore ci fa spazio nel suo luogo interiore, nel suo rapporto col Padre e lì ci accoglie per sempre; dice infatti: "Come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch'essi in noi... io in loro e tu in me..." (Gv 17, 21. Il Signore fissa il suo sguardo su di me, dentro di me e mi chiede: "Che cosa stai cercando?". Altrimenti non sarò mai pienamente felice. Mi pongo a confronto con queste parole e con la figura del Battista: io sono uno che sta, che rimane? Egli, fissando il suo sguardo su quell'uomo, lo chiama e trasforma la sua vita: era Simone, ora è diventato Pietro. La chiamata di ciascuno nasce dalla Parola di Dio, lampada ai passi dell’uomo (Sl 119,105). La sua casa, o Padre, sei Tu stesso. La sequela abbraccia e implica la totalità dell’esperienza personale, sembrano dirci le due scene, coinvolgendo e trasformando ogni ambito dell’esistenza: sarà importante tenerne conto nella lettura di due episodi successivi. L'agnello compare già nel libro della Genesi, al cap. Avete solo bisogno di costanza, perché dopo aver fatto la volontà di Dio possiate raggiungere la promessa. Gesù è il soggetto di quasi tutte le azioni del brano: è Gesù che cammina (4,18.21), che vede (18.21), che dice/chiama (19.21). Come la manna: non poteva essere conservata per il giorno dopo, tenuta da parte, riposta in un fazzoletto. Grazie per avermi, ancora una volta, chiamato, facendo nuova la mia vita. Ti prego, aiutami a riconoscerlo, a fissare su di Lui il mio sguardo, il mio desiderio, la mia attesa. La Parola stessa mi invita così: "Fratelli santi, partecipi di una vocazione celeste, fissate bene lo sguardo in Gesù, l'apostolo e sommo sacerdote della fede che noi professiamo" (Eb 3, 1). Il tuo volto, Signore, io cerco, non nascondermi il tuo volto. La formula “regno dei cieli”, tipica di Matteo, è una metafora per dire “regno di Dio”. Grazie perché posso dimorare con Lui, in Lui e perché Lui, con te, siete in me. Amen. Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. Questa espressione, riferita ai discepoli, non significa solamente che essi cominciano a camminare nella stessa direzione di Cristo, ma molto di più: che essi si consacrano a Lui, che impegnano la loro vita con Lui, per Lui. I chiamati, invece, sono dapprima soggetto di un’istantanea, che partecipa al lettore lo stesso vedere di Gesù: con due participi («gettanti» e «riparanti» le reti) o con un predicato nominale («erano infatti pescatori»), il narratore fotografa per noi con gli occhi di Gesù lo stato, la condizione, l’esistenza stessa di questi nuovi personaggi. 37-39: Avendo accolto la testimonianza del loro maestro, i discepoli di Giovanni cominciano a seguire Gesù; dopo aver ascoltato la voce, essi incontrano la Parola e si lasciano da essa interrogare. Nel versetto 17, immediatamente precedente alla chiamata dei primi discepoli, Gesù aveva inaugurato l’annuncio del Regno: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino» Gesù allora si voltò e, vedendo che lo seguivano, disse: «Che cercate?». Informativa: Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Condizione è l’obbedienza della fede, un’obbedienza pronta e incondizionata, come è descritta nel ritornello che descrive l’atteggiamento delle due coppie di fratelli: “essi subito, lasciate le reti (e il padre), lo seguirono” (vv. 37 E i suoi due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù. Dovremo chiarire il valore programmatico ed escatologico di questa immediatezza. L’ambientazione, qui, è il mare/lago di Galilea: lo schema ripreso in entrambe le scene vede, in primo luogo, la centralità dell’azione di Gesù e l’assoluta priorità della sua iniziativa. 41-42). Agnello sacrificato sull'altare, ogni giorno. Forse ho paura, mi vergogno, non ho forza, sono pigro, sono menefreghista. Come è detto delle pecore: esse conoscono e ascoltano la voce del Pastore e lo seguono (Gv 10, 4. Perciò è importante scandagliarne il significato nei piccoli particolari che ci propone. Permetti, ti prego, che io rimanga qui, presso di te, per sempre. La proclamazione del regno dei cieli sarà, d’ora in poi, al centro della predicazione di Gesù, sarà il suo “annuncio gioioso”, il suo “vangelo”. ", rispondo subito: "Sì, Gesù, io vengo e ti seguo!". Qui Giovanni diminuisce fino a scomparire e giganteggia come testimone della luce. Lascio che Gesù, venendo, fissi su di me il suo sguardo, lascio che mi chieda, come a loro: "Che cerchi?" Dall'altra parte l'iniziativa di Gesù provoca la risposta dei chiamati. Come siamo anche noi. 22, nel momento del sacrificio di Isacco; Dio provvede un agnello, perché sia offerto come olocausto invece del figlio. In questi giorni si inaugura il ministero di Gesù, Parola del Padre che scende in mezzo agli uomini per incontrarli e parlare con loro e dimorare in mezzo a loro. Gesù, guardando le due coppie di fratelli al lavoro, indica loro la strada giusta per loro: “Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini” (v. 19). Provo a interrogare, allora, le Scritture per farmi attento alla venuta dell'agnello, per imparare a riconoscerlo e a seguirlo. La necessità di dover lasciare qualcosa non è legata a un nuovo lavoro da svolgere, ma a una nuova esistenza da intraprendere. Nei primi quattro capitoli la scena, infatti, è tutta concentrata su Gesù: si dipinge il quadro della storia di salvezza nella quale egli è introdotto come suo compimento, si profila l’essenza della sua missione nel suo stesso nome, si configura il suo modo di essere figlio attraverso il brano delle tentazioni e del battesimo. La Chiamata dei primi discepoli . Mentre i maestri dell'epoca non andavano in cerca di discepoli, ma erano questi che sceglievano il maestro, è Gesù invece che sceglie i suoi discepoli. E ognuna di queste sue azioni è efficace nel racconto: – il suo camminare mette in moto altri che stavano fermi: Gesù, in movimento, associa altri al suo cammino; – il suo vedere (eiden) è un vedere non casuale, ma intenzionale; porta con sé una progettualità e prepara a una risposta; – nel suo dire/chiamare, lo sguardo si fa parola e si fa comando (e comanda solo chi ha un’autorità, indizio di una coscienza implicita di Gesù della propria identità); nel comando è come se al discepolo venisse data anche la forza di rispondere. E poi, quale itinerario offre loro? Diventare «pescatori di uomini». Una storia non di ieri soltanto, ma di oggi. Aiutami, Signore! Lo stesso vale per questo Pane di vita vera, che è il Signore Gesù: deve essere condiviso, donato; bisogna chiamare tutti gli invitati al banchetto dell'amore. L'elemento del sacrificio, dello sgozzamento, del dono totale accompagna costantemente la figura dell'agnello; i libri del Levitico e dei Numeri ci pongono davanti continuamente questa presenza santa dell'agnello: esso viene offerto ogni giorno nell'olocausto quotidiano; viene immolato in tutti i sacrifici espiatori, di riparazione, di santificazione. Si tratta di mettersi in cammino con Lui e di non fermarsi. È un avvenimento in corso nella Chiesa, anche oggi. Inoltre Gesù li chiama a restare con Lui non per qualche tempo (come avveniva per i discepoli dei rabbini), ma in maniera definitiva: di fronte a lui essi non saranno mai altro che discepoli, senza speranza di diventare maestri a loro volta. Il verbo “dire” è al presente, perché è usato in ogni incontro lungo il tempo della Chiesa. Al capitolo 4, dopo il cosiddetto inizio del ministero pubblico, ecco invece il primo racconto di vocazione ed è, come in Marco, una chiamata al quadrato: due chiamate di due coppie di fratelli. Guardo l'orologio, prendo nota dell'ora, come ha fatto Giovanni; può essere il momento più felice della mia vita, se decido di entrare e inabitare nel Signore, ma può essere anche un momento triste, spento, come infiniti altri momenti, se passo oltre e non rispondo al suo invito....f) "E lo condusse da Gesù". In questa seconda scena, infatti, come dicevamo, alcuni elementi della prima vengono omessi, veicolando implicitamente la loro ripetizione. Mi chiedo se davvero conosco e riconosco la sua voce che mi parla in mille modi, ogni giorno, senza stancarsi. Il suo “vedere” è un aoristo storico: indica che ‘si fissò’ in modo puntuale su quegli uomini al lavoro, come in ogni tempo penetra in profondità nel destino di ciascuno e lo rivela. These cookies do not store any personal information. Molte volte, nei vangeli, è detto che Gesù fissa il suo sguardo sui discepoli (Mt 19, 26), o su una persona in particolare (Mc 10, 21); sì, Lui fissa per amare, per chiamare, per illuminare. Sembra strano che il racconto sia così stringato, schematico e avaro di particolari, a noi che ne vorremmo sapere di più su un evento così importante per la storia di Gesù e della Chiesa. La chiamata dei primi discepoli a cura dei Carmelitani . PAGE PAGE 3 ) * 7 Ô Ù µ ¶ ¾ Å »&. Il "che cosa" si trasforma in "chi", ma la domanda è sempre la stessa. Ho cercato il Signore e mi ha rispostoe da ogni timore mi ha liberato.Guardate a lui e sarete raggianti,non saranno confusi i vostri volti.Questo povero grida e il Signore lo ascolta,lo libera da tutte le sue angosce.L'angelo del Signore si accampaattorno a quelli che lo temono e li salva.Gustate e vedete quanto è buono il Signore;beato l'uomo che in lui si rifugia.Temete il Signore, suoi santi,nulla manca a coloro che lo temono.I ricchi impoveriscono e hanno fame,ma chi cerca il Signore non manca di nulla.Venite, figli, ascoltatemi;v'insegnerò il timore del Signore.Gli occhi del Signore sui giusti,i suoi orecchi al loro grido di aiuto.Gridano e il Signore li ascolta,li salva da tutte le loro angosce.Il Signore è vicino a chi ha il cuore ferito,egli salva gli spiriti affranti.Molte sono le sventure del giusto. Nel nostro brano ritorna tre volte, con due significati diversi: abitare e rimanere. L'identificazione di Gesù con l'agnello è traboccante di rimandi biblici, sia nell'Antico che nel nuovo Testamento, per questo sento l'invito che la Parola stessa mi rivolge a prestare un'attenzione particolare a questa espressione. Il lettore, che resta con questo enigma, si aspetta un chiarimento dal seguito del racconto. Essi «sono», si identificano con la loro professione, certamente umile ma decorosa e diffusa, e la narrazione nella prima scena lo ripete quasi pleonasticamente: «erano infatti pescatori», probabilmente per offrire un gancio alle successive parole di Gesù. Cosa può significare per questi uomini? 35-40) e l’incontro tra Gesù e Simone, condotta dal fratello Andrea (vv. Fa' che io ti annunci con la mia vita, con le mie scelte, le mie abitudini, col mio modo di parlare, di lavorare, di stare con gli amici. Il suo sguardo non si stacca mai da noi, da me. Tu oggi mandi avanti a te la tua pecora prediletta, l'Agnello che ami di incommensurabile amore; Tu ci doni il tuo Figlio Gesù, il Messia. Tale risposta esprime la fede per cui il discepolo, senza chiedere spiegazioni, si affida interamente a chi lo chiama. In questo brano ritornano per cinque volte espressioni riguardanti il vedere, l'incontro degli sguardi. Quando la tensione drammatica raggiunge il culmine e siamo a chiederci cosa faranno i chiamati, ecco un euthéos («subito») a dirci che immediatamente, lasciando le reti, i primi due cominciarono a seguire Gesù. Il suo sguardo non ci lascia mai soli. "Videro dove abitava", annota Giovanni, usando un verbo ancora diverso, molto forte, che indica un vedere profondo, che va al di là delle superfici e dei contatti, che entra nella comprensione, nella conoscenza e nella fede di ciò che si vede. Nel vangelo, è Giovanni il Battista che annuncia e svela Gesù quale vero agnello di Dio, che prende su di sé il peccato dell'uomo e lo cancella con l'effusione del suo sangue prezioso e puro. Risposta che è, infine, dono totale a chi chiama per condurre una nuova esistenza caratterizzata dalla comunione con Lui e da una missione: "Vi farò pescatori di uomini". Ora Qumran ha bisogno di te. I discepoli rimangono con Gesù, iniziano a dimorare presso di Lui, ad avere la casa in comune con Lui. La nostra felicità vera e duratura sgorga dalla realizzazione di questo nostro permanere in Lui. La prima scena va distinta in due atti: l’incontro tra Gesù e i primi due discepoli che lo seguono e rimangono presso di lui (vv. Egli si offre oggi, qui, a me, per vivere insieme questa indicibile, splendida esperienza d'amore. Chiudi Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la. A Cafàrnao Gesù stabilì il suo quartier generale in casa di Simon Pietro, e qui cominciò a predicare il suo Vangelo, riprendendo alla lettera il discorso del Battista (3,1), così violentemente interrotto: “Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino” (v 17). Rit. E' il contrario di scandalo, che è un inciampo, una caduta, una perdizione. Disse loro: «Venite e vedrete». 20.22). Nessuno nasce a caso, in maniera sbagliata. Non li stacca dagli altri uomini, ma vuole che la comunione con Lui e tra loro si espanda nella missione. Dall’altro, però, sembra esserci il rinvio a una dimensione più profonda, forse un richiamo escatologico a un evento definitivo di passaggio dal male alla salvezza. La chiamata dei primi quattro discepoli 4 visualizza scarica. Sto in silenzio e lascio che queste parole così semplici, ma potenti, mi avvolgano, prendendo possesso della mia vita. Il numero 4 per gli ebrei antichi indicava l’universalità, perché faceva riferimento ai quattro punti cardinali della terra. alla quale risponde una rassicurazione del chiamante; – infine, inizia la sequela vera e propria, con conseguente abbandono della situazione precedente, dei genitori, ecc. E la risposta dei fratelli pescatori è pronta e totalizzante, un miracolo che Dio solo sa fare. Appena lo sguardo del testimone si spegne, ci raggiunge la luce degli occhi di Cristo. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. Abbiamo visto dove egli dimora, abbiamo conosciuto il luogo della sua presenza e abbiamo deciso di rimanere con Lui, oggi e per sempre. ), dove quello che si è trovato fa impallidire ciò che si lascia. II Domenica del Tempo Ordinario (Anno B) (15/01/2006) Vangelo: Gv 1,35-42 . TESTO L'inizio e la chiamata dei primi discepoli a cura dei Carmelitani . 23). Fa' di me, ti prego, uno strumento del tuo amore: che io non smetta mai di annunciare il Cristo che viene; che io non mi vergogni, non mi chiuda, non mi spenga, ma diventi sempre più felice, per condurre a Lui, a Te i fratelli e le sorelle che tu ogni giorno mi fai incontrare. E' la realtà della Chiesa. Proprio da questo annuncio iniziale nasce la chiamata dei primi discepoli. Out of these cookies, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. Dà l'annuncio, proclama il Messia, il Salvatore e ha la forza di portare con sé il fratello. La loro sensibilità religiosa induceva gli ebrei a nominare il meno possibile il nome di Dio per paura di contaminarlo. In questo periodo di emergenza covid-19 accedi gratuitamente all’edizione digitale, : Coraggio cardinal Bassetti, ti vogliamo fra noi, sei partito con... –, : Il giornale La Voce è stato sempre seguito ed ora... –, Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. In questo racconto di vocazione noi possiamo rileggere e verificare la storia della nostra vocazione sia battesimale sia specifica di ciascuno. Diventa guida, diventa luce, strada sicura. E l'Apocalisse rivela ogni cosa, apertamente, riguardo all'Agnello. Gesù fissa lo sguardo su Simone (v. 42) e con quella luce, con quell'incontro di occhi, di anime, lo chiama per nome e gli cambia la vita, lo rende un uomo nuovo. Il racconto è volutamente schematico perché divenuto ormai prototipo di ogni chiamata alla sequela di Cristo. Chi si muove con Lui è una comunità itinerante, la famiglia del Messia che "insegna" e "guarisce": "Gesù andava attorno per tutta la Galilea insegnando e predicando la Buona Novella...e curando...". In questa nuova chiamata, piuttosto, si sottolinea un aspetto della condizione dei chiamati – lo stare con il padre sulla barca – che richiede quindi una nuova esplicitazione all’atto della sequela: essi, infatti, non lasciano solo un oggetto (le reti), particolare di una professione, di un saper fare, ma anche una persona (il padre) e un luogo (la barca) che rappresentano le relazioni, l’essere con, e la familiarità di un luogo, l’essere dove. Così è la luce che si diffonde, è la buona notizia e il Regno che avanzano afferrando sempre nuove persone. Credere a questa parola e accettarla in maniera incondizionata è vera conversione. Pastore buono, Padre mio, tu anche oggi scendi dai monti eterni e porti con te il tuo gregge e lo conduci verso i pascoli verdeggianti, di erbe fresche, di acque buone. Padre, ti ringrazio per avermi donato la presenza del tuo Figlio Gesù nelle parole luminose di questo vangelo; grazie per avermi fatto ascoltare la sua voce, per aver aperto i miei occhi per riconoscerlo; grazie per avermi messo sulla sua strada per seguirlo e per entrare a casa sua. Parole Nuove - Commenti al Vangelo e alla LiturgiaCommenti al Vangelo Ci lascia entrare ed entra; ci lascia bussare e bussa Lui stesso; ci fa dimorare in Lui e pone in noi la sua dimora insieme al Padre (Gv 14, 23). Non cattureranno più pesci uccidendoli, ma uomini salvandoli dalla morte. Sulle rive dal mare di Galilea nasce la comunità cristiana, come sulle rive del “Mare dei giunchi” (Mar Rosso) nacque l’antico popolo di Dio. a) Per inserire il brano nel suo contesto: Questo brano ci immette all'inizio della narrazione evangelica di Giovanni, scandita dal susseguirsi di una settimana, giorno dopo giorno. Visualizza Gv 1,35-42. Permettimi di vivere l'esperienza dolcissima che ha fatto Andrea: condurre a te i miei fratelli. Qui mi trovo davanti alla conclusione naturale di questo evento di grazia che è l'incontro col Signore e la decisione di seguirlo; sono giunto al punto dell'annuncio. Risposta che è caratterizzata da prontezza e gioia senza rimpianto ("subito"). Sì, mi decido: "Io tengo i miei occhi rivolti al Signore, perché libera dal laccio il mio piede" (Sal 24, 15). L’incontro-chiamata è scandito da alcuni verbi significativi: camminava, vide, dice. Il racconto evangelico delle prime chiamate dei discepoli nella versione sinottica rispetta fedelmente lo schema, con l’omissione (vedremo quanto narrativamente efficace in apertura di un racconto) dell’obiezione dei chiamati.

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