la notte di giacobbe

Papa Francesco, in diverse occasioni ha invitato i giovani a non avere paura di “diventare artigiani di sogni e di speranza”, nonostante le dure prove della vita, dove i sogni rischiano di arenare e a poco a poco a sbiadire fino a spegnersi nell’amarezza delle disillusioni. (Caterina da Siena), Maria! O saluto dell’angelo, pieno di dolcezza e di gioia! Lo Spirito stese le sue ali sul grembo della Vergine, ed ella concepì e partorì e divenne madre-vergine con grande sollecitudine. NARRATORE Rispondi presto, o Vergine, rispondi presto all’Angelo, anzi a Dio per mezzo dell’angelo. Ebbene, ora, nella lotta, il Patriarca rivela al suo oppositore, in un gesto di consegna e di resa, la propria realtà di ingannatore, di soppiantatore; ma l’altro, che è Dio, trasforma questa realtà negativa in positiva: Giacobbe l’ingannatore diventa Israele, gli viene dato un nome nuovo che segna una nuova identità. Mentre sorgeva il sole sul patriarca, egli si rese conto che il volto più temibile non era quello del fratello Esaù, ma quello di Dio, e anche noi ci stupimmo che il peggio che ci poteva capitare fosse passato, perché lottando contro il Terrore di Isacco (Gn 31, 53) non avevamo altro da temere; attraversammo il fiume trascinandoci impotenti la gamba dolente come trofeo, fieri del nuovo nome di battesimo. ; Partecipa al programma Premiata Teleditta 3, nella parodia di "Top of the Pops", con la sua canzone "Gli occhi verdi di tua madre". Nessuno va oltre. Quella benedizione che il Patriarca aveva chiesto all’inizio della lotta gli viene ora concessa. Non importa se Gilgamesh sia esistito o meno: quello che importa è che la gente di quel tempo credesse nella possibilità di viaggiare fino all’Oltretomba per avere una comprensione più profonda dell’esistenza umana. L’impatto consegna all’aggredito una identità non acquisita ma posta davanti come compito e promessa, e Giacobbe diviene archetipo di Israele. Alla comparsa dell’uomo che lottò con lui tutta la notte, avvertimmo la stretta su di noi di un Dio coinvolto, più nemico che amico, certamente non scontato. Qui, però, accade qualcosa di nuovo: al guado del torrente Iabboc il villano-vittima-eroe non impara di sé quanto già sa, ma scopre che Dio sa chi è, lo conosce a fondo e lo accetta. Aveva usato la sua astuzia per tentare di sottrarsi a una situazione pericolosa, pensava di riuscire ad avere tutto sotto controllo, e invece si trova ora ad affrontare una lotta misteriosa che lo coglie nella solitudine e senza dargli la possibilità di organizzare una difesa adeguata. Dio si lascia vincere sulla croce per poterci benedire, si fa debole, ma non ce la dà per vinta, anzi si fa carico delle nostre domande e della nostra lotta assumendole nella vita del suo Primogenito, Israele (Mt 2, 15): il Figlio vive in sé la suprema lotta che Dio combatte per instaurare la benedizione. Abbi fede, parla e ricevi il Verbo di Dio. Se ciò fosse avvenuto, la storia del Medio Oriente sarebbe stata molto diversa, dato il profondo effetto che tali narrazioni hanno avuto su quella regione e sui suoi popoli negli ultimi due millenni e mezzo. Quando sorge l’alba, avanza zoppicante, ferito all’articolazione del femore, e il suo nome non è più quello tribale di Giacobbe, ma è «Israele», che significa «contende con Dio»: dall’incontro nello scontro e dalla sfida nella fede non usciamo incolumi ma sfigurati e trasfigurati. la donna della grazia finalmente restituita, e il mio diletto è per me. Ci aggredisce per rinnovarci, lavarci, restituirci alla vita con un nome nuovo? l’Eden dell’antica tenerezza dimenticata, Salve, trono infuocato; salve, cattedra celeste del re. Ecco la Sposa del Re: immacolata, santa, palpitante d’amore. Il miracolo dello Iabboc è l’Evangelo, la buona notizia che Dio ci assume così come siamo, e dopo aver nominato il nostro nuovo nome, ci preserva per trasformarci. Sandro Giacobbe è tifoso del Genoa.Conta 375 partite e 4 gol con la Nazionale Italiana Cantanti, di cui dal 2001 al 2016 è stato anche l'allenatore. Vieni mia gioia, abiti i mondi per trastullo, sicché mi sarai luce danzante nel pensiero, i mondi per tuo riso, abbiti i serti di stelle e le collane d’astri, mettiti la luna sotto i piedi gentili, fasciati nella fascia stellare di Galatea. In te misericordia, in te pietate, Conoscere il nome vuol dire allora conoscere la verità dell’altro e questo consente di poterlo dominare. Scorri, vola, giubila, o mia bella, e il mondo universo, che si crea d’ora in ora, impari ad amarmi da te, Amorosa, e si faccia più bello per il tuo riso, Madre del mio Figlio, Regina del mio Paradiso, amore del tuo Dio.” Il suo “si” è la gioia di tutto il creato. La storia della riunione di due fratelli è inseparabile da questa rivelazione di santità terribile che lascia il più giovane zoppicante. Dà la tua parola, e accogli la Parola: pronunzia la tua e accogli la divina; pronuncia la parola che passa, e abbraccia quella eterna. È ormai evidente che Gesù si formò tra i gruppi mistici ebrei in Egitto, ma gli insegnamenti e le tecniche lì a disposizione erano permeate del misticismo delle tradizioni preesistenti. Con questa luce traesti e inchinasti la sua divinità a venire a te; Al ruscello c’eravamo anche noi – soli, denudati, disperatamente impauriti, pronti a tutto. La lunga notte di Giacobbe. Egli crea le premesse perché ci sia la riunione e la riconciliazione di offesi e offensori. Egli si alza presto al mattino, prende la pietra che gli ha fatto da cuscino e la erige come una stele, versandovi sopra dell’olio, e nomina il luogo Betel, ovvero “la casa di Dio” (Genesi 28:10-19). Vergine madre, figlia del tuo Figlio, la creatura nel suo onore primo e nel suo sboccio finale, Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Termine fisso d’eterno consiglio. Guarda e giubila eterna Vergine, fanciulla eterna, e il tuo riso empia questo empireo, e dia agli angeli la nota iniziale, al paradiso insegni l’armonia celeste. Copio le perle dai tuoi denti minuti, faccio le dolci fragole guardando la tua bocca, agli usignoli metto in gola le tue note e alle tortore il tuo pianto. Il sogno era salvo. E con quella Fede, con le spalle alla notte appena trascorsa, la nostra lunga notte, ci lasceremo abbagliare dai primi raggi dell’alba del nuovo giorno, l’inizio della nostra nuova vita. Ci sfugge, però, che anche Dio ce l’ha con noi. NARRATORE Ave, suo vestimento, Siamo noi moderni che non riusciamo ad avere uno sguardo d’insieme. Perché indugi? Giacché molto spesso sono state proprio queste convinzioni la causa prima degli avvenimenti storici riportati nei documenti. La notte è il tempo favorevole per agire nel nascondimento, il tempo, dunque, migliore per Giacobbe, per entrare nel territorio del fratello senza essere visto e forse con l’illusione di prendere Esaù alla sprovvista. E quel Gesù, sognatore come il Padre, lo raccontò a chi lo volle ascoltare, e sulla sua Parola appose il sigillo dello Spirito, che con la sua potenza avrebbe continuato l’opera creatrice dell’Amore Trinitario. Spinti da quel desiderio di bellezza che li tormenta, che li rende incontentabili, perennemente inadeguati al quotidiano, si alzano e si mettono in cammino con un unico pensiero: realizzare il proprio sogno di bellezza, con  “Ardore e passione evangelica che generano l’ardore e la passione per Gesù. La tradizione biblica racconta di questo movimento, dalla consapevolezza della bontà misteriosa e sovrana di Dio alla presa di coscienza costruttiva della nostra peccaminosità. Il messaggio di Cristo nel mio sogno di bellezza. Al tramonto si ferma per trascorrere la notte. Prevalemmo anche noi, ma non si trattava di una vittoria, perché non sapevamo ancora nulla del Nome di Dio, né ci era concesso attraversare il mistero. La notte di Giacobbe al guado dello Yabboq diventa così per il credente un punto di riferimento per capire la relazione con Dio che nella preghiera trova la sua massima espressione. Il testo biblico ci parla della lunga notte della ricerca di Dio, della lotta per conoscerne il nome e vederne il volto; è la notte della preghiera che con tenacia e perseveranza chiede a Dio la benedizione e un nome nuovo, una nuova realtà frutto di conversione e di perdono. Realizzarlo diventa un bisogno primario per la nostra vita e lo poniamo all’apice di ogni altra necessità, custodendolo nel cuore come un tesoro inestimabile. Quello che è importante non è l’esattezza storica dei racconti bensì quello che ci dicono riguardo agli interessi e alle credenze più profonde che li hanno generati. Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. Ma anche qui, il racconto mantiene la sua voluta duplicità, perché il significato più probabile del nome Israele è “Dio è forte, Dio vince”. La sua umiltà fu così profonda che ella non ebbe sulla terra attrattiva più potente e continua che quella di celarsi a se stessa e ad ogni creatura, per non essere conosciuta che da Dio solo. Salve, o piena di grazia, il Signore è con te.” È quindi chiaro come una genuina comprensione dell’Antico Testamento non consiste esclusivamente nello scavare alla ricerca di prove fisiche degli avvenimenti narrati, come hanno fatto tanti archeologi nel corso degli ultimi due secoli, bensì nel leggerlo in chiave simbolica, come appunto avevano fatto i Terapeuti. E non è la benedizione ghermita con inganno, ma quella gratuitamente donata da Dio, che Giacobbe può ricevere perché ormai solo, senza protezione, senza astuzie e raggiri, si consegna inerme, accetta di arrendersi e confessa la verità su se stesso. Durante la notte Giacobbe lottò con un essere misterioso (Genesi 32, 23-33) che, allo spuntare dell'alba, lo lasciò andare dopo averlo benedetto ed aver cambiato il suo nome da Giacobbe in Israele "perchè hai combattuto con Dio e con gli uomini ed hai vinto". Ora sappiamo che Dio non ci colpisce per i nostri inganni, furberie, menzogne, ma ci tende le imboscate per dare alla nostra vita nuove svolte e opportunità; non ritira le promesse fatte sin dall’inizio del cammino, anche se ci lascia alle prese con i nostri Esaù interni ed esterni, con i quali dobbiamo fare la pace. Di caritate; e giuso, intra i mortali, In quella lunga notte in cui ci giochiamo tutto (la realizzazione del sogno e quindi la bellezza della vita, il futuro), Dio, per l’altissima posta in gioco, ci farà vincere facendoci un grande dono: la Fede, quella che sposta le montagne. che sei vergine fatta Chiesa Nel ventre tuo si raccese l’amore NARRATORE e ne mangi i frutti squisiti. O Tutta Santa, che Dio creò per Sé e poi per salute agli uomi­ni! La vergine si chiamava Maria. Dio ha benedetto Giacobbe, suo popolo, cambiandogli il nome in Israele. Più avanti in questa lunga storia di lotte, Mosè scoprirà che il Dio dei padri ha un nome che lo svela e lo nasconde: il Signore vuole essere amato e cercato, ma non si lascerà possedere. Eccolo presente e attivo, mentre nell’oscurità fa risaltare le lacune e i terrori di una vita e prevale sull’aggredito proprio quando non può vincerlo, con il colpo basso all’anca: anche noi avvertimmo la fiacca, ma non ci arrendemmo. Siimi presso mentre faccio le coppe dei mari e dei fiumi e alzo le montagne e le dipingo di neve e di selve, mentre semino le biade, gli alberi e le viti, e faccio l’ulivo per te, mia Pacifica, e la vite per te, mio tralcio che porterai il Grappolo eucaristico. Se i soggetti avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate. NARRATRICE E ancora di più: Giacobbe, che riceve un nome nuovo, diventa Israele, dà un nome nuovo anche al luogo in cui ha lottato con Dio, lo ha pregato; lo rinomina Penuel, che significa “Volto di Dio”. Memoria che possa risvegliare e rinnovare in noi la capacità di sognare e sperare. Dunque Giacobbe ha prevalso, ha vinto – è l’avversario stesso ad affermarlo – ma la sua nuova identità, ricevuta dallo stesso avversario, afferma e testimonia la vittoria di Dio. Sua disïanza vuol volar senz’ali. Venga il mio diletto nel suo giardino Io sono per il mio diletto, Qui la lotta subisce una svolta importante. Effonde il mio cuore liete parole, a venire a noi. e col fuoco della tua carità IVA 06212220013 - Iscr. Giacobbe si mette in viaggio da Beersheba alla volta di Harran. Tu se’ colei che l’umana natura E allora coraggio! Io ti guardo, e ti vedo quale sarai, o Donna Immacolata che ora sei solo spirito: lo spirito in cui Io mi beo. Dice lo sposo: “Vieni con me al mio fianco, vedi quanto io faccio per il Figlio nostro. Il popolo di Dio vive la fede come sfida rischiosa. Questo è il miracolo del sogno, e se vogliamo portarlo al suo pieno compimento dobbiamo metterci in cammino. Si dovrebbe allora pensare che Giacobbe debba soccombere, ma invece è l’altro a chiedergli di lasciarlo andare; e il Patriarca rifiuta, ponendo una condizione: «Non ti lascerò, se non mi avrai benedetto» (v. 27). Maria condusse una vita assai nascosta; per questo è chiamata dallo Spirito Santo e dalla Chiesa Alma Mater: Madre nascosta e segreta. E’ scesa la notte sul nostro cammino e il sogno ha cessato di brillare. 4 Allora Giacobbe mandò a chiamare Rachele e Lia, in campagna presso il suo gregge 5 e disse loro: «Io mi accorgo dal volto di vostro padre … Il testo non specifica l’identità dell’aggressore; usa un termine ebraico che indica “un uomo” in modo generico, “uno, qualcuno”; si tratta, quindi, di una definizione vaga, indeterminata, che volutamente mantiene l’assalitore nel mistero. Nulla ho da offrirti, nulla da domandare, Dio ha benedetto Giacobbe, suo popolo, cambiandogli il nome in Israele. Tel. Le spiegazioni che l’esegesi biblica può dare riguardo a questo brano sono molteplici; in particolare, gli studiosi riconoscono in esso intenti e componenti letterari di vario genere, come pure riferimenti a qualche racconto popolare. La passione che ci brucia dentro si opporrà violentemente a chi, in quel momento, ci sbarrerà la strada, a quel Dio che forse non mantiene le promesse. Vieni e godi vedendo i fiori che saranno giuoco al tuo Bambino e guanciale al Figlio del tuo seno. Salve Maria, purissima vergine, dolcissima madre! E quando questo avviene, tutta la nostra realtà cambia, riceviamo un nome nuovo e la benedizione di Dio. La terra aveva, e non lo sapeva ancora, il suo Fiore. Gridava la voce in mezzo alle tenebre. This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. © Gli articoli sono coperti da Copyright - Omni Die srl - Via Giuseppe Ugolini 11, 20900 - Monza - MB P.Iva 08001620965, La povertà è centro del Vangelo? …che prima ancora della creazione da sempre accarezzava e stuzzicava il suo grande Cuore: grande per amore, creatività, entusiasmo. La tua umiltà sia audace e la tua timidezza fiduciosa. Filone riferisce che essi: “Leggevano le Sacre Scritture, ricercando la saggezza riposta nella loro antica filosofia sotto forma di allegoria, dato che pensavano che le parole del testo fossero simboli di qualcosa la cui natura occulta viene rivelata studiandone il significato sottostante“. Giacobbe si mette in viaggio da Beersheba alla volta di Harran. Dio non aveva ancora fatto la terra, i fiumi e i cardini del mondo, ed io ero. Ce lo ricorda anche il profeta Osea: « […] nel suo vigore, lottò con Dio; lottò con l’Angelo e restò vincitore; egli pianse e lo supplicò». Forse perché il rapporto di Israele con il suo Dio è sempre stato segnato dalla lotta per una benedizione, anche sotto giudizio e a caro prezzo, come per sottrazione? e con lo Spirito Santo Paraclito; Solo il suo Gesù, il figlio prediletto, poteva riportare le cose a posto. (Paul Claudel). Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. Portatrice del Salvatore, la prima salvezza tu fosti. Se’ di speranza fontana vivace. Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Perché il sogno “mette in crisi le vostre scelte…”  perché chi “sogna va lontano.” E il vero rischio che, soprattutto noi adulti, corriamo è quello di “anestetizzarci” e fare della nostra vita solo un’occasione per soddisfare i piccoli bisogni quotidiani, con lo sguardo rivolto verso piccoli orizzonti che non vanno oltre il necessario, al massimo conditi da “sogni piccoli, miseri, che si accontentano del meno possibile.” Sono i sogni “della tranquillità, che addormentano,” sogni che non hanno né forma né consistenza.Non è questo il progetto di Dio per la sua creatura prediletta. Quando Giacobbe si sveglia, si rende conto di trovarsi in un luogo sacro e afferma: “Questa non è altro che la casa di Dio e questa è la porta del cielo“. AVE MYRIAM! (Bernardo di Chiaravalle), NARRATRICE Come petalo di empirea rosa, un peta­lo immateriale e prezioso che era gemma e fiamma, che era alito di Dio che scendeva ad animare una carne ben diversa­mente che per le altre, che scendeva tanto potente nel suo fuoco che la Colpa non poté contaminarla, essa valicò gli spazi e si chiuse in un seno santo. Come ricorderete, Giacobbe aveva sottratto al suo gemello Esaù la primogenitura in cambio di un piatto di lenticchie e aveva poi carpito con l’inganno la benedizione del padre Isacco, ormai molto anziano, approfittando della sua cecità. Le foto presenti su LaNuovaBq.it sono prese in larga parte da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Vieni e vedi creare le pecore e gli agnelli, le aquile e le colombe. I coraggiosi alzano lo sguardo e scoprono nuovi orizzonti. Viaggio nel Mistero utilizza i cookie per migliorare l'esperienza di navigazione ed inviare pubblicità e servizi in linea con le preferenze degli utenti. Sognare è rischioso, certo! Quando preparava i cieli io ero presente, quando con legge immutabile chiuse sotto la volta l’abisso, quando rese stabile in alto la volta celeste e vi sospese le fonti delle acque, quando fissava al mare i suoi confini e dava leggi alle acque, quando dava legge alle acque di non passare il loro termine, quando gettava i fondamenti della terra, io ero con Lui a ordinare tutte le cose. Una chiara ripresa dell’idea riscontrata in Egitto, secondo cui l’Oltretomba e il mondo terreno sono intimamente (e dinamicamente) collegati, è una dimostrazione, se mai ne avessimo avuto bisogno, che la visione di Giacobbe nasceva da una tradizione ancora vivente di cui essa ne era solo un frammento, una timida sbirciata sul paesaggio verdeggiante della Terra Promessa. 2 Giacobbe osservò anche la faccia di Làbano e si accorse che non era più verso di lui come prima. Sempre nella gioia scherzavo dinanzi a Lui continuamente, scherzavo nell’universo…”. Allora si strappò il cuore dal petto e lo regalò all’umanità. e piacesti al Padre eterno: VIRGO DEI, VIRGO PIA In quei giorni, di notte Giacobbe si alzò, prese le due mogli, le due schiave, i suoi undici bambini e passò il guado dello Iabbok. All Rights Reserved. (Salmo 44), Lèvati, aquilone, e tu, austro, vieni, Odi di Salomone. Dicendo “Ave Maria” presenta alla Vergine il saluto del cielo. Nel racconto della “scala di Giacobbe” è possibile che Betel sia effettivamente situata fra le pietre sacre in cima a qualche collina dove sorge un santuario cananeo, poiché per tradizione tali santuari venivano costruiti in “luoghi alti”. Sorgi con la fede, corri col tuo affetto, apri con il tuo consenso! Comprendere la nostra storia non si riduce a raccogliere e a mettere in rapporto dati di fatto: abbiamo bisogno di capire le convinzioni che hanno mosso e motivato i nostri antenati. Era il sogno di Dio…. Sad, but we couldn't add you to our mailing list ATM. santa genitrice di Dio, Maria, Allora ha un sogno: vede una grande scala con un’estremità posta a terra e l’altra a toccare il cielo e sulla scala “gli angeli di Dio che salgono e scendono“. 31 Ma Giacobbe venne a sapere che i figli di Làbano dicevano: «Giacobbe si è preso quanto era di nostro padre e con quanto era di nostro padre si è fatta tutta questa fortuna». La mia lingua è stilo di scriba veloce. inserzioni@lanuovabq.it. (Luigi Maria Grignion). Nella nostra gloriosa sconfitta abbiamo ottenuto una benedizione e un nuovo nome, siamo fortunati a essere sopravvissuti. Nobilitasti sì, che il suo Fattore O Vergine benedetta, o Vergine, dal Creatore del mondo prescelta e predestinata, madre senza concorso d’uomo, concepirai colui che prima dei secoli è stato generato senza madre dall’eterno Padre. (Maria Valtorta). Possono essere stati diversi i motivi perché ad un certo punto abbiamo spinto lo sguardo dentro l’abisso della nostra esistenza, soprattutto nel momento in cui il “fuori” ha iniziato a farci male. Perché all’intrigante Giacobbe e non ad Abramo o Isacco viene consegnato il nome speciale del popolo di Dio? Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo. (Eleuterio), NARRATRICE E leggendo i tuoi futuri pensieri, udendo i palpiti del tuo cuore, io ho il motivo di guida nel creare. “Salve, o piena di grazia, il Signore è con te. La lunga notte di Giacobbe. segreteria@lanuovabq.it (Gn 28,10-22) Certo, il cammino di quella strada dissestata è faticoso e spesso difficile, e quando la bruttura del dolore tenterà di incatenarci al “vecchio” oscurandoci le prospettive, la bellezza del sogno sarà il faro che ci spingerà avanti, quella nostalgia che ci farà alzare lo sguardo verso un orizzonte pieno di luce e belle promesse. La vergine bella, la vergine santa, la vergine immacolata, la vergine innamorata, la figlia diletta, la madre purissima, la sposa amorosa. These cookies do not store any personal information. Li prese, fece loro passare il torrente e portò di là anche tutti i suoi averi. http://www.santagostino.mi.it/wp-content/uploads/2018/03/la-notte-di-giacobbe.jpg, Catechismo 2020 e moduli per le iscrizioni, Parrocchia Sant'Agostino, Salesiani, Milano.                                                                                                                                                                                                               (Anatolio), NARRATORE

Siddharta Hermann Hesse, 15 Ottobre 2002, Grand Hotel Santa Maria Di Castellabate, Javascript String To Blob, Quanto Costa Associarsi A Just Eat, Socci Blog Facebook, Mercato Sant'antonio Abate Napoli, Volto Santo Di Genova, Canzoni Per Bambini Coccole Sonore, Imma Tataranni 2 Rai, Galleria Palatina Palazzo Pitti Opere,