la reggia di versailles storia dell'arte

La seconda soluzione, più ambiziosa, avrebbe portato al rinnovamento della Gran Commun, dell'Orangérie e del Grand Canal. Per via delle regolari visite del re che notò i malfunzionamenti evidenti al castello, il presidente de Longueil venne rimpiazzato da Louis Lenormand, signore di Beaumont, il 28 giugno 1653, sebbene l'interesse del sovrano per Versailles non fosse ancora pienamente sviluppato. L'intonaco su pietra venne sostituito da una facciata in mattoni e pietra bianca agli angoli per decorazione. I lavori vennero affidati alla direzione di Philippe Louis Marc Antoine de Noailles, principe di Poix e governatore della Casa Reale di Versailles e Trianon, il quale morì nel 1819 lasciando tale carica a Armand Maximilien Francois-Joseph-Olivier de Saint-Georges, marchese di Verac, marito di una sua nipote. "1837: L'inauguration par Louis-Philippe du musée dédié 'À Toutes les gloires de la France". Situata a pochi chilometri da Parigi, la Reggia di Versailles è il frutto della genialità di numerosi artisti che, a partire dal 1682, furono chiamati a corte da re Luigi XIV.. Da semplice casino di caccia, questa dimora fu trasformata in un sontuoso castello reale, destinato ad ospitare il re Sole e la … Vengono ampliate le abitazioni e aggiunti padiglioni, anche il parco di caccia si ingrandisce e viene ammodernato l’interno con nuovi mobili. Nel 1661, dopo la morte del cardinale Mazzarino, Luigi decretò che avrebbe governato autonomamente il regno di Francia senza la nomina di alcun altro primo ministro, e per sottolineare la sua nuova presa di posizione iniziò subito i lavori di ampliamento della sua reggia, investendovi 1.100.000 livre (circa venti volte il prezzo d'acquisto all'epoca di Luigi XIII) ed incaricando il migliore architetto dell'epoca, Louis Le Vau, di ampliare la struttura, mentre Charles Errard e Noël Coypel iniziavano la decorazione degli appartamenti e André Le Nôtre creava l'Orangerie (l'aranceto) e la Ménagerie (l'uccelliera). Durante il regno di Luigi XVI la vita di corte a Versailles continuò a declinare inesorabilmente, divenendo un guscio vuoto di senso, con la fuga sia dei cortigiani sia della famiglia reale e l'assenza di comodità negli appartamenti (non vi erano infatti bagni né riscaldamento), fatto che rese sempre più necessario un rinnovamento profondo degli edifici. Le spese aumentano sempre più e arrivano a cifre folli, tra sprechi e furti veri e propri da parte della servitù. Vincent Maroteaux, « L’administration du domaine de Versailles sous l’Ancien Régime », In : trattato commerciale e di amicizia tra Francia e Persia, Charles François Paul Le Normant de Tournehem, Armand Maximilien Francois-Joseph-Olivier de Saint-Georges, La France et la Religion soutenant les armes de la France, https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Storia_della_reggia_di_Versailles&oldid=114193837, Errori del modulo citazione - citazioni che usano parametri non supportati, Template Webarchive - collegamenti all'Internet Archive, licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo. Nel 1668 Le Vau inizia i lavori, che dureranno sei lustri, mantenendo il castello centrale di Luigi XIII com’è volontà del re Sole. Fromageot, Paul-Henri (1903). Nel periodo tra il 1685 ed il 1689 una vera e propria frenesia costruttiva diede origine: La costruzione delle ali distinte in Aile du Nord (ala del nord) e Ale du Midi (ala di mezzogiorno) prolungò lo sviluppo delle facciate di Le Vau. Il castello ha così ottenuto una pianta a "U" a formare quella che diverrà la "Corte di Marmo"[26]. 1752, distruzione della scala degli Ambasciatori, della Piccola galleria e dello Studio delle medaglie. Nel 1810, dopo il suo matrimonio con l'arciduchessa Maria Luisa d'Asburgo-Lorena, Napoleone I riprese nuovamente l'idea di trasformare Versailles e per questo si rivolse ad un nuovo architetto, Alexander Dufour il quale procedette velocemente al ripristino del Grand Canal ma fortunatamente non mise in opera il resto del progetto che prevedeva di cancellare la Corte di Marmo e costruire una nuova ala con un padiglione centrale che avrebbe ospitato la sala del trono dell'Imperatore, convertendo altresì la cappella in teatro. Fino alla fine, fino a che la Rivoluzione non travolge Luigi XVI, Versailles vive la sua favola di vanità e lusso. Nel 1687 Mansart costruisce il Il Grande Trianon, un edificio più modesto che serve al re per ritirarsi in più intima compagnia. usiamo cookies a fini statistici per migliorare l'esperienza utente, barocco e rococò, arte cultura e storia tra seicento e settecento, Scritto da Stefano Torselli. Il custode Henry de Bessay, signore di Noiron, su ordine del re l'11 ottobre 1660, venne pensionato a Saint-Germain-en-Laye[41] Quattro mesi dopo il suo matrimonio con Maria Teresa di Spagna[42], Luigi XIV si «andò a divertire alla caccia[43]» con la sua novella sposa a Versailles, il 25 ottobre 1660. In seguito a questi nuovi lavori, l'appartamento del Re Sole divenne il Grand Appartement, utilizzato per i ricevimenti, il quale fu spostato nel castello vecchio. La reggia di Versailles, detta anche palazzo o castello di Versailles (in francese château de Versailles /ʃa'to də vɛʁ'saj(ə)/) o semplicemente per antonomasia Versailles, è un'antica e grandiosa residenza … Sotto la sua direzione vengono chiamati l'architetto Ange-Jacques Gabriel e due scultori lignei, Verbeckt e Rousseau. Si impegnò quindi a ridurre la potenza e l'orgoglio dei nobili, con vari mezzi: Il Re stabilì regole d'etichetta rigorose e complesse, che trasformavano tutti i suoi atti, anche i più quotidiani, in un cerimoniale quasi sacro. In quell’anno la reggia assume le fattezze definitive, ma il re trasferisce definitivamente governo e corte nel 1682 imponendo la costruzione di edifici, stabili e stalle per migliaia di persone che si occupano del re, della corte e dei cortigiani. È l'appartamento di Maria Leszcyniska che fornisce a Gabriel e a Verbeckt l'occasione per lavorare insieme. Per queste ragioni Luigi XIII in cerca di tranquillità sceglie Versailles, questo paese lontano da Parigi ma non troppo, circondato da boschi e colline. Alla sommità vi erano le sue sale delle Guardie del corpo, quindi l'Anticamera, il Grande gabinetto e la Camera che dava sul salone della Pace. Con la restaurazione borbonica nel 1815, Luigi XVIII ottenuto il trono decise di riportare il palazzo al suo antico splendore pur conscio del rischio che avrebbe rappresentato il trasferirsi nuovamente a Versailles con tutta la corte dopo aver visto l'esempio di suo fratello Luigi XVI. Fu durante quest'occasione che il re ebbe per la prima volta il piacere di presentare alla Francia il lavoro svolto negli ultimi anni sotto il suo regno: nell'ala sud, al posto degli appartamenti dei principi che erano andati completamente distrutti, fece realizzare la Galerie des Batailles ("Galleria delle Battaglie"). Poco prima della sconfitta nella guerra della lega di Augusta (1688-1697), e per l'influenza di Madame de Maintenon, Luigi XIV intraprese un'ulteriore e ultima campagna di costruzione a Versailles. Questo mobilio di enorme valore, unico in tutto il mondo, verrà fuso per far fronte alle guerre che rovinarono il re Sole. La disciplina lascia a desiderare e questo causa mancanza di rispetto, generando invidie e litigi. La facciata si sviluppava su una lunghezza di 670 m. I due nuovi edifici accoglievano i principi e i cortigiani, le stalle, le carrozze, i servizi generali e gli alloggi dei domestici. Ci sono persone il cui solo compito consiste nel portare una valigia con le vettovaglie quando il re va a caccia; altri servono solo per la chinea, cioè l’usanza introdotta nel XIII secolo di donare ogni anno al pontefice una cavalla o un asino in segno di vassallaggio. Al secondo piano si sviluppavano i gabinetti personali del re. Due mappamondi, uno terrestre ed uno celeste, completarono i decori nel 1777. D'altra parte, dopo la terza repubblica, Versailles ricopre il luogo di riunione del congresso del Parlamento francese. Si apprezzava Voltaire per le sue tragedie e la sua prosa. Con Luigi XVI l'ambiente tornò ad essere una stanza da esposizione museale e dal 1788 il re vi espose stabilmente la sua collezione di farfalle personale. François Lemoine coglie l'occasione per rivaleggiare con il Veronese: «L'apoteosi d'Ercole». Ma arrivò presto la Rivoluzione Francese e Versailles, simbolo inconfutabile del potere dell’Ancien Régime attraversò fasi complesse, alcune delle quali lasciarono segni visibili (come la sparizione di moltissimi dei pezzi d’arredo originali e quadri). “Lettera alla madre”: la nostalgica poesia di Sergej Esenin, La Reggia di Caserta: ricchezza e fasto nel Regno di Napoli. Tutte le attività si ridimensionano, i prezzi crollano, molti falliscono. Durante questa reggenza, il duca di Noailles propose di demolire il castello. Sotto Luigi XV la piccola sala degli spettacoli della Corte dei Principi era inopportuna e non si prestava più ai nuovi modi. Il soffitto del grande salone venne decorato tra il 1733 ed il 1736 da François Lemoyne con una rappresentazione dell'apoteosi di Ercole. 1751, morte di Tournehem che fu rimpiazzato con il marchese di Marigny, fratello di Madame de Pompadour. Le altre dame si rifiutavano di portarle da bere, per non inimicarsi la dama predisposta al compito. Perfettamente in linea con la sua storia caratterizzata da sempre da un profondo legame con l’arte, ancora oggi Versailles è casa di moltissime opere di arte contemporanea oltre che spazio per mostre di rilievo. Per soddisfare il caravanserraglio di corte sono necessarie più di 2000 persone adibite ai servizi alimentari. Gli originali saranno sostituiti da mobili più sobri di legno dorato. Ma non solo sovrani, perché se già Mozart bambino aveva suonato nelle stanze del Castello, Fred Astaire si esibì per i soldati americani di fronte all'edificio sul finire della Seconda Guerra Mondiale. Una sola cosa è vera di quanto detto: non mancano le paludi, che pian piano verranno eliminate. Questo sito è gestito da Headout e lavora con attrazioni e tour operator per fornire esperienze incredibili al tocco di un pulsante. Apri un sito e guadagna con Altervista - Disclaimer - Segnala abuso - Notifiche Push - Privacy Policy - Personalizza tracciamento pubblicitario. Il Re aveva ben presenti le lunghe gallerie delle Tuileries, del Louvre e di Fontainebleau, aveva fatto installare egli stesso la galerie d'Apollon al Louvre, e la galleria realizzata da Mansart nel palazzo costruito a Clagny per Madame de Montespan aveva abbagliato tutti i visitatori. Le pareti furono ricoperte di marmi scelti direttamente dallo scomparso Luigi XIV e decorati con due opere del Veronese. offrendo ai più importanti tra loro residenze al castello (i. ispirando ai cortigiani rispetto, erigendo al contempo una barriera alla loro promiscuità sociale (facendone, cioè, un gruppo il cui privilegio era allo stesso tempo separatezza dal resto del corpo sociale). Maria Antonietta, inoltre, diede molta importanza al mantenimento dei giardini e delle piante della Reggia. Van der Kemp, Gérald (1976). Alla morte di Luigi XIII il castello rimane inabitato e lasciato a sé stesso per almeno venti anni. Ebbene, per quell’anno tutti vestono il color pulce: color pulce giovane, color pulce vecchia e via dicendo. Così facendo, re Sole poté avere il controllo su di essa, eliminando i loro poteri politici e dandogli, in cambio, incarichi onorifici e pensioni. Fece riprendere il progetto in occasione del matrimonio di suo nipote con l'arciduchessa Maria Antonietta, e alcuni anni prima della sua morte completava così l'opera del re Sole. Anni di dura lotta contro la fronda e contro un paese duramente provato da crisi economiche e militari. Questa pagina è stata modificata per l'ultima volta il 7 lug 2020 alle 00:19. Si stima che ogni anno circa 5 milioni di persone visitino la Reggia di Versailles e che tra gli 8 e i 10 milioni di persone passeggino nei suoi giardini. Nell'infanzia Luigi aveva conosciuto con la Fronda il rischio rappresentato dalla ribellione della nobiltà, e desiderava proteggere la persona del Re e il suo governo. Nel maggio 2005, una proposta di legge presentata da Jean-Louis Debré, presidente dell'Assemblea nazionale, propone la restituzione di questi locali alla funzione pubblica di museo e di Monumento Nazionale. La quarta campagna di costruzione (1699-1710) fu caratterizzata dalla costruzione della cappella (la cappella di Versailles attuale). Le due parti notevoli dell'appartamento interno erano la nuova camera del Re ed il suo gabinetto interno (quest'ultimo forma il perno tra i vecchi saloni e le «sale nuove» dell'appartamento di Adelaide. Clikka per visitare la reggia di versailles. Maria Antonietta che vuole esser la più originale sceglie un colore che si abbini ai capelli, così porta a Lione una ciocca dei suoi capelli per riprodurre una stoffa con quel colore. Qui tornò nuovamente il 15 ed il 28 giugno di quello stesso anno[34]. ». La reggia fu anche testimone della firma del più importante di tutti i trattati di pace: il trattato che portò alla fine della Prima Guerra Mondiale. La prima soluzione, economicamente più semplice da realizzare, consisteva nel raddoppiare il padiglione Gabriel costruendo un'ala che avrebbe potuto ospitare un nuovo teatro, collegando i due padiglioni con una galleria. Nel 1833 Luigi Filippo I era ormai convintamente deciso a salvare Versailles dalla rovina ed a trasformare il complesso in un grande museo della storia francese per celebrare le conquiste militari dell'ancient régime, della Rivoluzione Francese, dell'Impero e della Restaurazione. Il re è un appassionato cacciatore e dedica al suo passatempo preferito qualche ora quasi tutti i giorni, arrivando a uccidere ben 250 capi che dona alle dame che lo accompagnano. L'intera sala è illuminata da centinaia di candele. L'8 aprile 1632, Luigi XIII acquistò definitivamente il dominio sulla signoria di Versailles da Jean-François de Gondi, arcivescovo di Parigi[note 1]. Luigi Filippo, ottenuto il trono a seguito della caduta di Carlo X, intraprese nuovi lavori per riqualificare Versailles non tanto come reggia per la monarchia francese che rimaneva legata ad un ideale di sacralità della corona, sprechi e assolutismo da ancient régime, ma anzi come monumento storico per lo Stato francese, un museo da aprire e da far conoscere ai cittadini.

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