luigi xiv mazzarino

41-59, 130-143, 185-195; XLII (1926), pp. Con il ritorno alla pace civile in Francia, il M. moltiplicò le aperture diplomatiche. The crisis of absolutism in France, London-New York 1995; C. Dulong, Du nouveau sur le palais-Mazarin: l’achat de l’hôtel Tubeuf par le cardinal, in Bibliothèque de l’École des chartes, CLIII (1995), pp. – Variante poet. Il ricordo delle offese alla sua dignità, la caccia e la rocambolesca fuga erano infatti ancora molto presenti nella memoria del giovane Luigi che consapevole degli ostacoli che i nobili gli avrebbero messo sul suo cammino iniziò sin da subito a pianificare la sua strategia di rafforzamento: allo scopo di allontanare l’aristocrazia dagli affari di Stato iniziò progressivamente a costruirsi l’immagine di sovrano frivolo e dissoluto organizzando, ricevimenti, feste e balletti cosicché di lui si diffondesse l’immagine di regnante imbelle e disinteressato. Debellata la Fronda, il Mazzarino dovette innanzitutto darsi da fare per far riguadagnare alla Francia lo status di potenza europea che aveva prima della guerra civile. Rifiutò sempre i vescovati, che lo avrebbero obbligato a ricevere gli ordini maggiori: l’«elezione» (in realtà una nomina regia) che lo pose alla guida della diocesi di Metz nel 1652 non fu seguita dalla bolla d’investitura. Registrazione: n° 20792 del 23/12/2010 1641 il M. fu finalmente elevato al cardinalato; la berretta gli fu consegnata a Valenza il 26 febbr. Registro degli Operatori della Comunicazione. Poco dopo fu costretto ad abbandonare Parigi e il Parlamento lo bandì dal Regno, si rifugiò negli Stati dell’arcivescovo elettore di Colonia Massimiliano Enrico di Baviera, che gli mise a disposizione la residenza di Brühl, dove il M. giunse l’11 apr. Il M. la fece ricevere in Francia e chiese ai vescovi di diffonderla nelle diocesi. 1633, di Antonio Barberini coprotettore di Francia a Roma, Urbano VIII, irritato da questa iniziativa, allontanò il M. nominandolo vicelegato ad Avignone (1° luglio 1634) e affidandogli un delicato incarico in qualità di nunzio straordinario presso Luigi XIII. Lì, il 7 nov. 1659, fu firmato il trattato di pace che stabilì l’unione alla Francia dell’Artois e del Rossiglione, oltre diverse piazzeforti delle Fiandre, dello Hainaut e del Lussemburgo. Sturdy, Richelieu and Mazarin, a study in statesmanship, Basingstoke 2004; H. Carrier, Le labyrinthe de l’État: essai sur le débat politique en France au temps de la Fronde, 1648-1653, Paris 2004; Mazarin: les lettres et les arts. La Fronda aveva però cambiato il contesto di vita del monarca e della famiglia reale: spinti dal fatto che il Palais Royal fosse una residenza privata, poco riconoscibile per le ambizioni del sovrano nonché priva di difese, Luigi e la famiglia reale si trasferirono al Louvre, un palazzo indubbiamente più consono al lignaggio regale e meglio difeso in caso di eventuali tumulti. In quegli anni infatti la politica accentratrice e la forte pressione fiscale imposta dal governo di Mazzarino scontentò particolarmente il ceto nobiliare che diede vita ad una guerra civile conosciuta con il nome di “Fronda” e che mise a dura prova la stabilità politica e sociale raggiunta dal Paese dopo la pace di Westafalia con la quale si era posto fine alla Guerra dei Trent’anni. 335-365; A. Masson, Mazarin et l’architecture des bibliothèques au XVIIe siècle, in Gazette des beaux-arts, CXCV (1961), pp. La guerra contro la Spagna era ancora aperta e Mazzarino riuscì ad imporre alla corte di Madrid la pace dei Pirenei -> vennero assegnati alla Francia l’Artois, il Rossiglione e parte della Certagna e venne stipulato il matrimonio di Luigi XIV con la figlia di Filippo IV Maria Teresa. 514-526; R. Bonney, The secret expenses of Richelieu and Mazarin, 1624-1661, in The English Historical Review, XCI (1976), 361, pp.

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