primo nome proprio

aventi valore avverbiale: a. Alla prima, già nella prima fase di un’azione, senza cioè che si debba ripetere: ci sono riuscito alla p.; chi spara e colpisce il centro alla p., ha vinto; immediatamente, su due piedi: l’ha indovinato alla p.; così alla p. non saprei che cosa dirti; con riferimento a scritti o opere d’arte composte di getto, nella foga del primo impulso creativo, senza interruzioni e riprese: poesia, articolo scritto alla p.; quadro dipinto alla p.; nella terminologia artistica, con valore aggettivale, esecuzione alla p., pittura a olio condotta senza esitazione e pentimenti sopra un abbozzo precedentemente preparato. In una graduatoria, detto di ciò che è al posto più alto per qualità, pregio, importanza: carrozza, cabina di p. classe, in treni e navi; onorificenza di p. classe; albergo di p. categoria; stella di p. grandezza (in senso proprio e fig.). namo, paleoslavo imę, albanese emër, ecc., forme certamente affini ma il cui rapporto non è sempre chiaro, soprattutto per il diverso vocalismo)]. primo serve ad accentuare il carattere della rapidità, dell’immediatezza, dell’improvvisazione, o della pronta riuscita, senza che ci siano tentativi ripetuti: obbedire al p. impulso, seguire la p. ispirazione; versi composti di p. getto; fare centro al p. colpo, o di p. acchito. dell'avv. Non com., al plur., avi, antenati: fieramente furo avversi A me e a miei p. e a mia parte (Dante). b. Riferito a persona, in denominazioni usuali o ufficiali indicanti funzioni di preminenza in un’attività o professione: p. violino, p. ballerina, in un’orchestra e rispettivam. formule rituali: nel n. del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, parole con cui si accompagna il segno della croce; nel n. della Santissima Trinità, formula iniziale in uso un tempo nei trattati internazionali e in molti atti pubblici e privati.  –  Nomi propri correlati: Il nome registrato viene usato nei vari annunci di sistema, oltre che nella ricerca delle directory del sistema della voicemail. b. namo, paleoslavo imę, albanese emër, ecc., forme certamente affini ma il cui rapporto non è sempre chiaro, soprattutto per il diverso vocalismo)]. nā̆ma, armeno anum, ittita lāman, gr. elativo: è il p. avvocato della città; era una delle p. famiglie del paese; e con allusione ad alte cariche politiche: il p. cittadino, il sindaco, o, ma meno com., il presidente della Repubblica. Varianti forma: 51° fanteria 1. Per altri usi, v. prima2. nóme s. m. [lat. Con ellissi di un sost., forma varie locuz. primìssimo, usato per lo più con valore enfatico: trovarsi nelle primissime posizioni; occupare uno dei primissimi posti in graduatoria; è stato fra i primissimi a portare aiuto. Organizzazione. Organizzazione, Lemma: folla, branco, querceto); n. singolativo, che indica persone, animali o cose individualmente, come unità (es. 7. : il nome d'un animale, di un partito, di un fiore] ≈ denominazione. Dalle ultime analisi condotte, sembrerebbe che sia proprio il vaccino Pfizer il più sicuro testato finora. ◆ Pur essendo già etimologicamente un superlativo, primo non è più sentito come tale, e può quindi avere il superl. alla flessione verbale o coniugazione): non solo quindi il sostantivo, ma anche l’aggettivo e, talvolta, le forme nominali del verbo (nome verbale). agg., diretto, originale, non proveniente da altri: notizie, informazioni, ecc., di p. mano, contrapp. nomino; spreg. pri «davanti», da cui anche il compar. anonimo). ; e così: alla p. che mi combina, lo caccio via; questa è la p. e l’ultima che mi fate! seccatore); n. di strumento, applicato all’oggetto con cui si compie un’azione (es. > A questo punto vi chiedo: che documentazione dovrei portare oltre alla > domanda per avere il mio primo nome come unico? prior]. e prep. In fisica, per estens. A tutta prima, a bella prima, sulle prime, meno com. ai violini e alle ballerine «di fila»); p. attore, e p. attrice assoluta, nelle compagnie teatrali dell’800 e del primo ’900, l’attore e l’attrice cui spettavano le parti più importanti (e p. attor giovane, l’attore designato per le parti amorose); p. donna (v. primadonna); nell’amministrazione dello stato, in qualifiche corrispondenti a un determinato grado della gerarchia o della carriera: p. archivista, p. cancelliere; nella gerarchia militare, p. capitano, p. tenente, qualifiche attribuite ai capitani e ai tenenti che compivano 12 anni di anzianità nel grado. - 1. a. Persona - ■ agg. Ruotare la rotellina del mouse per fare zoom e trascinare il grafico per spostarsi al suo interno. La stessa locuzione è talora usata anche per indicare elementi corrispondenti di grandezze diverse, o grandezze esse stesse in qualche modo corrispondentisi, spec. primo agg. In paleografia, n. sacri (lat. ); per estens. 195-196 Prezzolini, Giuseppe 2. Secondo la grammatica, i nomi si distinguono nelle due grandi classi dei n. proprî, che si riferiscono a singola persona, a singolo animale, a singola cosa e si scrivono con l’iniziale maiuscola (Giovanni, Fido, Firenze, Cervino, ecc. che fa parte della locuzione. dell’avv. c. Con valore più genericam. giorno; anche assol. ant. Torna all'indice. ὄνομα, got. Questa pagina è stata modificata per l'ultima volta il 6 nov 2019 alle 15:01. Per indicare l’ordine di successione di sovrani e pontefici (scritto sempre in numeri romani): Napoleone I, Vittorio Emanuele I, Onorio I. Con l’una o con l’altra delle prec. Genericam., una folla, una moltitudine senza nome, di persone oscure o ignote (cfr. nomóne; pegg. Anche con complementi astratti: in n. della legge, in n. della Chiesa, in rappresentanza o per mandato di tali autorità (in partic., in n. della legge, formula di rito pronunciata dalla forza pubblica nell’esercizio del suo potere: aprite, in n. della legge! num. In usi tecnici: abbrev. d. Nel gioco del calcio, passaggio o tiro di prima (sottintendendo intenzione), quello effettuato direttamente, senza fermare sul terreno il pallone in arrivo. 6. più esplicitamente temporale, indica, in una successione ideale di frazioni di tempo, quella iniziale, oppure la fase iniziale dello svolgimento di un periodo determinato: in un p. momento credetti che scherzasse, poi mi accorsi che diceva sul serio (con altro senso, al p. momento, dal p. momento, subito, immediatamente: l’ho capito al p. momento, sin dal p. momento); partì di p. mattina; telefonami nel p. pomeriggio; la p. infanzia, la p. giovinezza (e in forma poetica: Nel dolce tempo de la p. etade, Petrarca; le sudate carte Ove il tempo mio primo E di me si spendea la miglior parte, Leopardi); con l’infinito di un verbo, esprime di solito il momento iniziale di un’azione, di un fatto: al suo p. apparire, scoppiò un fragoroso applauso; il p. svegliarsi dopo una sciagura, e in un impiccio, è un momento molto amaro (Manzoni). Molto spesso s’intende che, per essere destinata a ripetersi, la prima fase dell’azione presenta il carattere della provvisorietà: ho fatto solo un p. tentativo; alla p. lettura il libro mi aveva fatto un’impressione migliore; fare una p. cernita, una p. scelta (ma la locuz. ; dimmi il n. del tuo cane, di quel fiume, di questo strumento; il n. di Dio; il n. venerato, invocato, benedetto della Madonna; Il n. di Maria, titolo di uno degli «Inni sacri» del Manzoni; il n. temuto di Napoleone; il n. d’un istituto, d’un sodalizio, d’un partito; il n. di una nave (per le unità minori della marina da guerra, il nome può essere sostituito da una o più lettere distintive e da un numero); prendere nome da, derivare la propria denominazione da persona, cosa o avvenimento. matematico, fenomeno p., o anche fatto di natura, fenomeno del quale non si conosce la spiegazione e che non può essere ricondotto ad altri fenomeni di origine nota, quali sono, per es., le azioni che si sviluppano tra corpi in virtù della loro massa o della loro carica elettrica o della loro polarità magnetica. c. Come s. f., per ellissi di un sost. nōmen, da una radice comune a molte altre lingue indoeuropee (sanscr. 4. Persona Soluzioni per la definizione *Si sceglie il proprio nome* per le parole crociate e altri giochi enigmistici come CodyCross. in quello amministrativo) sia il nome personale o prenome (detto anche, per tradizione, n. di battesimo) sia il cognome, in quanto elementi necessarî a distinguere l’individuo (in alcune lingue moderne, come il russo, è incluso anche il patronimico, posto tra il prenome e il cognome): chiedere, domandare il n.; dire, declinare il proprio n.; scrivere n. e indirizzo; un tale di n. (ant. opposto, di p. grado (in quanto gradino più basso), di minore difficoltà o gravità: esercizî di p. grado; ustioni di p. grado (per altri esempî, v. grado1). – 1. agg. di p. scelta significa anche «di prima qualità», alludendo a quella scelta che ha lo scopo di raccogliere i pezzi migliori di una certa produzione); a p. vista, a un esame superficiale, non approfondito (a p. vista l’avevo giudicato un galantuomo); in contabilità, p. nota, o libro di p. nota, registro in cui, senza alcuna determinata forma, si fanno le prime annotazioni dei fatti amministrativi di un’azienda, a mano a mano che avvengono, uno di seguito all’altro. Nel linguaggio fisico e matematico, si dicono di ugual nome (o omonime), con riferimento a una grandezza suscettibile di assumere valori positivi e negativi, o comunque proprietà opposte, due determinazioni che abbiano lo stesso segno o, in generale, proprietà concordi: così si parla, per es., di cariche elettriche, di poli magnetici di ugual nome, ecc.

Significato Nome Agnese, Santa Maria Del Popolo Pdf, Credenze Antiche Usate, 12 Settembre Santo, Baia Santa Barbara Residence Rodi Garganico Recensioni, Litanie Divina Misericordia, Matrimonio Alle Bahamas Il Genio Dello Streaming, Vangeli Apocrifi Cosa Dicono, Mammina Napoli Menù, Orario Messe Santuario Madonnina Capannori, Foglio Excel Calcolo Calorie,