significato nomi in cinese

I nomi propri (in cinese: 姓名S, xìngmíngP) degli abitanti della Repubblica Popolare Cinese e della Repubblica cinese (Taiwan) sono costituiti, secondo la tradizionale onomastica cinese, da un cognome (in cinese 姓S, xìngP) e da un nome (in cinese 名字S, míngzìP). Era diverso dal nome postumo, e più strettamente normato: un nome templare poteva essere composto da due soli caratteri: un aggettivo, relativo alla valutazione del regno del defunto imperatore, e un suffisso che poteva essere solo zǔ (祖), lett. Dal cinese晨o辰che entrambi significano "mattina". Un'altra possibilità era quella di usare il nome del proprio luogo di residenza come l'hào di Su Shi era Dongpo Jushi (ossia, "residente di Dongpo", una residenza che costruì mentre era in esilio). Fra questi sono d'uso estremamente comune xiansheng (先生S, xiānshēngP) per gli uomini e nushi (女士S, nǚshìP) per le donne, analoghi rispettivamente a "Signor..." e "Signora..." e che costituiscono un modo "neutro" per rivolgersi a qualcuno in modo rispettoso. Shuai vuol dire comandante in capo, ma anche bello/carino/figaccione riferito a un ragazzo. Il suo conferimento era un segno di rispetto, ed il nome postumo era utilizzato dalla morte del regnante in poi in tutti i documenti successivi e nelle cronache storiche. Usato principalmente per i nomi maschili, lo zì può essere assegnato dai genitori o essere scelto dalla persona stessa. Cento soli cognomi sono portati dall'85% della popolazione cinese[3] (ovvero da più di un miliardo di persone) ed il 20% di essa porta una dei tre cognomi maggiormente diffusi, che sono Wáng (王), Lǐ (李) e Zhāng (张)[3]. Il nome dell'era (年號T, 年号S, niánhàoP) era una sorta di pseudonimo adottato dagli imperatori durante il loro regno. Il nome templare (廟號T, 庙号S, miàohàoP) era il nome degli imperatori deceduti come veniva inciso sulle tavolette ancestrali del Tempio degli antichi imperatori (Taimiao). Lo hào era spesso scelto dal portatore stesso ed era possibile averne più di uno. Molti nomi sono composti da due sillabe che, pur avendo dei significati propri, insieme non significano nulla. Hao non ha significato, è solo un cognome. I nomi propri in Cina vengono sempre posti dopo il cognome, sia nello scritto che nel parlato. Il loro argomento principale è dovuto al fatto che con una popolazione dell'ordine del miliardo di abitanti il numero di persone in Cina che hanno lo stesso cognome e lo stesso nome è molto elevato, tanto più che esistono relativamente pochi cognomi in Cina. In cinese i nomi propri, ed i caratteri con cui sono scritti, hanno sempre un significato letterale, per lo più associato con caratteristiche positive. Presso i cinesi di etnia Han, i cognomi sono quasi esclusivamente monosillabici ed i nomi possono essere sia monosillabici che bisillabici. Buona fortuna! Quindi lo zì di Gonsun Qiao era Zǐchǎn (子产S, 子產P) e quello di Du Fu era Zǐméi (子美S). Questi due caratteri hanno lo stesso radicale (氵), che significa acqua. Questa pagina è stata modificata per l'ultima volta il 3 mag 2019 alle 11:51. La relazione che spesso esiste tra lo zì e il míng di una persona può essere visto nel caso di Mao Zedong (Mao Zedong (毛澤東T, 毛泽东S) il cui zì era Runzhi (潤之T, 润之S, RùnzhīP). Esistono diversi sistemi di trascrizione atti allo scopo, ma il sistema ufficialmente adottato dalla Repubblica Popolare Cinese a partire dal 1958 è il Pinyin, riconosciuto anche dall'Organizzazione internazionale per la normazione (ISO)[5]; nel 2009 anche Taiwan ha ufficialmente acquisito l'utilizzo di questo sistema[6][7]; il sistema fonetico più largamente usato in passato, anche in Italia, era invece il Wade-Giles. Uno pseudonimo veniva scelto personalmente (a differenza del nome di cortesia, che era invece conferito dai genitori) e poteva contenere numerosi caratteri, spesso peculiari per scrittura o significato. Significato del nome è buona e genitore può dare nome Nita al loro bambino appena nato. Tradizionalmente era infatti considerato scortese rivolgersi a qualcuno utilizzando il suo vero nome, e pertanto il nome di cortesia sostituiva di fatto il nome proprio di una persona in tutte le occasioni sociali, mentre quest'ultimo era riservato per l'utilizzo da parte dei parenti stretti in ambiente familiare. Al giorno d'oggi i nomi di due sillabe sono più diffusi rispetto a quelli monosillabici, costituendo più dell'80% del totale. L'adozione, nella RPC, della scrittura semplificata ha ridotto il numero di tratti di molti caratteri, inclusi quelli utilizzati per formare i nomi propri. Quindi il nome dato era riservato per se stessi e per le persone più anziane, mentre lo zì era usato da adulti della stessa generazione per riferirsi gli uni agli altri nelle occasioni formali o negli scritti, da qui il termine "nome di cortesia". Lo Hào (號T, 号S, hàoP) (anche gō in giapponese, ho in coreano e hiệu in lingua vietnamita) è un nome di cortesia alternativo, solitamente detto anche pseudonimo. Quindi..se vuoi il tuo nome in cinese, fai in modo che lo scelga lei, uno che secondo lei ti rappresenta e in qualche modo suoni simile a Fede per esempio. Lo zì dato ad una donna era generalmente composto di un carattere indicante il suo ordine di nascita tra le figlie femmine della sua famiglia e il suo cognome. Ci sono due forme di nomi di cortesia: lo zì e lo hào. In cinese i nomi propri, ed i caratteri con cui sono scritti, hanno sempre un significato letterale, per lo più associato con caratteristiche positive. Come risultato, oggi numerosi nomi e cognomi vengono scritti in modo diverso nella Cina continentale che a Taiwan o Hong Kong: ad esempio il corrispettivo non semplificato dei caratteri 张伟 (in cinese mandarino pronunciati Zhang Wei) è 張偉. Su richiesta/suggerimento del Mago apro un post sul significato del nome cinese di alcuni famosi pongisti. Lo zì, talvolta chiamato biǎozì o nome di cortesia, è un nome tradizionalmente dato ai maschi cinesi all'età di 20 anni, di solito durante la cerimonia del Guan Li. Il più celebre tra loro fu il missionario gesuita Matteo Ricci, famoso in Cina con il suo nome cinese 利玛窦 (Lì Mǎdòu). In effetti, stando a uno studio dell'Accademia cinese delle scienze, in Cina esistono al giorno d'oggi circa 4100 cognomi diversi[1][2], e la maggior parte di essi sono rari o di uso limitato a determinate regioni geografiche o etnie. Non si tratta di un'invenzione moderna, ma di qualcosa che risale ai primi contatti ufficiali tra mondo cinese e mondo occidentale dell'era moderna. I nomi propri (prenomi) Han sono costituiti da una o massimo due sillabe, corrispondenti ad uno o due caratteri; mostrano una variabilità molto maggiore rispetto ai cognomi. Nomi di città non italiane sono rese in pari maniera: Copenaghen è 哥本哈根 (Gēběnhāgēn), Johannesburg è 约翰内斯堡 (Yuēhànnèisībǎo), e via dicendo. Il basso numero di cognomi è anche dovuto al fatto che in età antica i cognomi erano portati solo dai nobili e che i contadini, quando ebbero la possibilità di portarne uno, usarono quelli già esistenti.[4]. Nella società cinese i cognomi vengono trasmessi di padre in figlio, seguendo dunque una linea di discendenza maschile (come del resto avviene in molti altri paesi del mondo, Italia inclusa); le donne di norma mantengono il proprio cognome da nubile anche dopo essersi sposate, invece di assumere quello del marito, ma non possono trasmetterlo ai figli. Trascrivere nomi più lunghi produce come risultato delle sequenze la cui pronuncia può risultare ostica anche per un cinese, come nel caso di Dante Alighieri, che diventa 但丁 阿利吉耶里 (Dàndīng Ālìjíyélǐ).

Melloni Immobiliare Montecchio, Pizza Con Lievito Madre Lievitazione 48 Ore, Auguri Valeria Torta, Merovingi Nome Comune, Calorie Panino Integrale, Farmacia Ospedale San Giovanni Bosco Torino, Via Bramante Milano, Cosa Si Festeggia Il 10 Giugno,